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Intercettazioni: le relazioni pericolose di Lavitola-Berlusconi

Pubblicate intercettazioni d'inquietanti dialoghi tra Berlusconi e Lavitola. E' sufficiente ascoltare l'audio per rendersi conto delle reali intenzioni del Premier, sin dal 2009: sovvertire l'ordine con una rivoluzione finalizzata all'abbattimento della Giustizia e dell'odiato quotidiano Repubblica. Avevate dubbi?

Basterebbero queste scioccanti (e neanche tanto) conversazioni, per mettere all'angolo un premier sovversivo, che attenta giornalmente alla democrazia, comprando la fiducia di un governo ormai smembrato o sparando a zero sulla giustizia.

E invece siamo ancora qui a parlare di Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio più sfacciato degli ultimi 150 anni. Siamo qui a stupirci ancora per le sue relazioni pericolose con ex pescivendoli come Lavitola, o manager di escort come Tarantini, o "belle di notte e di giorno" come la D'Addario, Ruby e via dicendo.

Siamo ancora qui a meravigliarci per le sue frequentazioni poco ortodosse, mentre tutto scorre inesorabilmente verso il baratro. Mentre l'ennesima manifestazione d'indignazione pacifica, viene ridotta a un campo di battaglia su cui i soliti noti fanghisti di professione spalmano melma

Telefonate, dicevamo, tra il giornalista de "L'Avanti!" e il Cavaliere, torbidamente chiare. Inconfutabili.

Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica.

Eppure, nonostante sieda su un ridicolo trono di carta pesta, l'IrReal President non molla la presa. La Rivoluzione? E' già in atto, da 17 anni. Cioè da quando un cittadino qualunque si è impossessato dell'Italia, privata e pubblica, rovesciando sistematicamente l'ordine democratico prestabilito, tentando continuamente d'imbavagliare, appunto, quelle prove che lo inchiodano, come questi "rivoluzionari" dialoghi. Passa la voglia anche di scriverne ulteriormente, per quanto tutto resta assurdamente immutato.


Vignetta di Matteo Bertelli.

Questo articolo è stato pubblicato qui


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