Con Generazione Mc Donald’s di Francesca Mazzucato, comincia la nuova rubrica settimanale di AgoraVox Italia. Ogni Sabato un libro e un incontro con l’autore.
"I McDonald’s sono rifugi urbani che io amo molto.
Accolgono, riscaldano, ipnotizzano.
Hanno effetti lisergici.
Ci impari il linguaggio del neon, della plastica, del domopak.
Decodifichi i geroglifici contemporanei.
Entri e puoi fermare i pensieri."

"Il nuovo libro della Mazzucato non è il solito libro della Mazzucato"
"Trattasi di libro adolescenziale.
Trattasi di romanzo di iniziazione.
Trattasi di esperienza formativa di un giovane che si affaccia per un breve periodo nel mondo del lavoro privo di fantasia e non a caso viene assunto dal Mc Donald.
E la sua vita non sarà più come prima (forse)."
"Temevo fosse la solita trita ritrita polemica contro il Mc Donald’s, ma fortunatamente non è così.
Marcello (il protagonista del libro) grazie a questa piccola parentesi della sua esistenza, capirà qualcosa in più di se stesso, dei suoi amici, dei suoi famigliari, del suo turbato rapporto con Kate e ne uscirà migliore (forse).
Marcello apparteneva, appartiene e apparterrà sempre al Mc Donald’s... non lo sapeva, ma ora (forse) lo sa."
Esordisce così, diretto, Danilo "Maso" Masotti, quando gli chiedo di preparare una piccola "intro" per il nuovo lavoro della Mazzucato.
Argomenti che aveva trattato più approfonditamente durante l’appuntamento del 14 novembre scorso alla Fairbook di Via Saffi a Bologna.
Maso ha chiarito subito l’importanza del mezzo mediatico nella riuscita di quell’evento. Contattato da Francesca via mail e sul suo sito, dopo alcuni scambi, si sono dati appuntamento in libreria.
Ne è nata un’occasione di scambio, di confronto, di libero pensiero ma anche di incontro con persone che la stessa autrice già conosceva ma solo attraverso Facebook.
Un incontro positivo, una mediazione tra virtuale e reale, tra pensiero e azione.
Francesca, a cosa è dovuta la scelta di un titolo così, se vuoi, provocatorio?
Non hai paura di essere etichettata, da chi ovviamente il libro ancora non l’ha letto, come l’ennesima che punta il dito contro la grande M?