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di Patrizia Dall’Occa (sito) sabato 14 marzo 2009 - 0 commento oknotizie
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Incontrare Ozpetek in Feltrinelli

21 febbraio 2009 - Libreria Feltrinelli, Piazza Ravegnana, Bologna - ore 18:30

Ferzan Ozpetek presenta: Ad Occhi Aperti, Mondadori.
Media la discussione l’autrice del libro: Laura Delli Colli

Arrivo in Feltrinelli tardi, come al solito.
Hanno sistemato il tutto nello spazio aperto al piano inferiore dove è ancora presente la mostra fotografica per la sensibilizzazione nei confronti delle barbarie contro gli Orsi. Uno scenario surreale per un uomo così...normale.

Ferzan e Bologna: un binomio da sempre perfetto e privilegiato, un accostamento nato senza forzature e rafforzatosi con il tempo. Il tempo e lo spazio si chiudono dentro una saletta gremita di persone, sedute, in piedi, accucciate. L’aria è già satura e si deve ancora cominciare.

Scavalco un po’ di anime e raggiungo l’unica sedia libera in prima fila. Chissà perché a nessuno viene mai in mente di dare un occhio davanti.

Butto la giacca a terra, mi sistemo la borsa in grembo a mo’ di tavolino, estraggo la nuova stilo comprata apposta per l’occasione, una Spalding piccolina, che ho deciso mi accompagnerà in ogni intervista o presentazione.

Il tipo di fianco ha qualcosa da ridire quando premo con poca gentilezza, lo ammetto, il mio braccio contro il suo per fare in modo che si allontani quel tanto che basta per poter scrivere.

E lui è lì, ad un passo, nel suo immancabile maglione scuro girocollo, i suoi capelli cortissimi, il suo sorriso bonario e l’aria curiosa.

Parla con Laura (Laura Delli Colli), colei che ci ha regalato questa pseudo intervista che ripercorre la vita di un uomo che ha saputo appieno raccontarsi attraverso i suoi film, riempiendoli delle sue passioni e delle sue paure.

L’idea del libro, come dice Laura, nasce dalla volontà di Ozpetek di realizzare una personale dei suoi Film...che sembra facile, ma è quasi impossibile. Ecco allora farsi strada la possibilità del libro, una raccolta di immagini edite ed inedite, di emozioni e sensazioni.

Il tutto da farsi in fretta per poter essere pronti alla presentazine del suo ultimo film al MOMA, consacrando così in maniera internazionale un nazionalissimo sentire.
Il libro, infatti, offre foto personali di Ferzan, anche della sua cerchia famigliare, di sua madre, a sottolineare come sia il privato, l’essere, l’uomo ad aver creato quello che "solo appare" da una pellicola.

Ferzan: io non sono favorevole alla realizzazione di un libro, di una biografia, ho il terrore di annoiarmi, mi stanco a dover sempre parlare di me, ricordare... ma con lei, con Laura, tutto è stato diverso, immediato, una lunga chiacchierata, tra amici.
Siamo addirittura stati per ben due ore a parlare di seguito al telefono!
E poi siamo passati ad analizzare le foto, ed è stata una riscoperta, è stato emozionante soprattutto quando mi sono ritrovato in mano quelle dei primi film, con quelle atmosfere così...leggere, differenti dal clima teso e pesante di questo periodo.
Alla presentazione di ieri (ndr si riferisce a quella del 18 febbraio) siamo riusciti a rapire Ambra da San Remo e farla partecipare...è stata una bella giornata, particolare, un piccolo tuffo nel passato.

Laura: Del resto in ogni città è differente. A Bologna non c’è storia! Qui sapevamo che sarebbe stato...esattamente come è. Un mix di emozioni e affermazioni, di cementificazione di un sentire.

Bisogna capire che non abbiamo avuto un target di riferimento. Non stavamo scrivendo pensando a chi andava il libro. I suoi film, le sue idee, abbracciano una variante tale di individui che l’unica cosa che si può fare è...scrivere, e basta.
E’ stata una full immersion in un lavoro che ci ha tenuti legati anche durante le pause dal lavoro ufficiale. Del resto, per la prima volta, ho lavorato solo tramite appunti senza registrare nulla, e poi gli ho presentato il lavoro tutto insieme.

Ferzan: Devo, adesso, davanti a tutti, confessare una cosa... in realtà io non l’ho letto subito, ho preferito farlo vedere prima ad altri... io l’ho letto per ultimo!
Il fatto è questo. Anche nei miei film, quello che voglio è incantare il pubblico, rapirlo, assistere all’effetto che provoco in loro, un film non mi deve piacere in senso unico. Ci deve essere condivisione. Io dico sempre: "non c’è regista e non c’è spettatore".
Una cosa che ho notato, al MOMA di NY, è che sono tutti attenti ad ogni cosa, ai minimi dettagli, ai particolari. E questo mi piace, alla fine sono quelli che rendono la caratteristica della tua creatura.

Laura: Abbiamo chiesto ai diversi suoi attori di lasciare una testimonianza, senza nessuna imposizione. Leggendoli, siamo stati travolti dalle emozioni. Una di queste è stata così forte e così centrata da essere divenuta prefazione del libro, ed è quella della Sandrelli. Anche quella della Ferrari è stata molto "densa", sentita. In generale le attrici femminili, le loro idee, sono quelle che più si avvicinano, che più colgono le concezioni reali di Ferzan, il suo sentire, il nocciolo che si racchiude dentro ogni pellicola.

Questo libro, assolutamente atipico, ha al suo interno qualcosa che però è un elemento ricorrente e non potrebbe essere altrimenti. Vi è un’intervista, un botta e risposta tra noi due, tutto incentrato sui suoi film perché quello che voleva era far trasparire il legame che c’è tra le sue storie raccontate e la sua storia reale.
Un uomo, un attore, in due sole righe è riuscito a cogliere lo sguardo d’amore di Ozpetek nei confronti degli attori che lavorano con lui. E questo è Stefano Accorsi.

Attraverso il nostro parlare ho notato similitudini che legano Roma e Istanbul e che mi hanno meravigliata. Similitudini, che si trasformano nei suoi film in elementi ricorrenti, piccoli, quasi impercettibili, ma sempre presenti.
Ad esempio, in due, l’anello da fumo e i pesci nella bolla di vetro. Piccoli fili conduttori, segni di sutura tra opere di una stessa mente.


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di Patrizia Dall’Occa (sito) sabato 14 marzo 2009 - 0 commento oknotizie
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