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  Home page > Tempo Libero > Musica e Spettacoli > “In cammino con Padre Pio” al Carlo Gesualdo di Avellino
di Katiuscia Laila Vene giovedì 22 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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“In cammino con Padre Pio” al Carlo Gesualdo di Avellino

Un sincero omaggio ad uno degli uomini più amati del nostro secolo: Padre Pio. Il giovane autore e regista Roberto Flammia, con la consulenza del Prof. Armando Saveriano, ha disegnato un percorso intimistico, attraverso la rappresentazione quotidiana e privata di un pezzo di vita del Santo da Pietrelcina. 

L’appuntamento è al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino la sera di giovedì 22 dicembre alle ore 21.00. Una produzione, 2EFFED Corporation, con la collaborazione della Pro Loco di Avellino, il sostegno della Fondazione Carlo Gesualdo, il patrocinio dell’Associazione Antrocom Onlus Campania.

Ad ispirare il racconto il libro “I miei anni con Padre Pio”, scritto da padre Antonio Gambale, custode dei ricordi del Santo, già parroco di Pietrelcina ed attualmente, superiore del Convento dei Frati Cappuccini di Gesualdo, lo stesso dove, Padre Pio dimorò per un breve periodo in gioventù per i suoi studi di teologia.

Il libro, dedicato alla vita di Padre Pio da Pietrelcina e, narrato da Aldo de Francesco, ripercorre il viaggio attraverso il richiamo ai sentimenti del cuore che padre Antonio Gambale custodisce dei suoi incontri con Padre Pio.
È il racconto privato di un uomo.
 
La voce dei ricordi, diventa uno spettacolo teatrale che richiama al presente la vita del Santo da Pietrelcina, ma lo fa raccontando piccole vicende quotidiane, non la vita dei miracoli e delle guarigioni.

La narrazione si struttura in sei scene fondamentali: l’incontro di Francesco Forgione con fra’ Camillo, il momento della vestitura dei panni di probazione di fra’ Pio, le stimmate, il miracolo e le indagini; la conclusione, invece, è affidata alla ricostruzione della storica intervista che il “Roma” ottenne in esclusiva, inviando una sua giornalista a San Giovanni Rotondo.

Tra gli interpreti, Gabriele Greco, protagonista di molte fiction tv, tra cui Capri 3, ad affiancarlo sul palco ci sarà anche l’attrice irpina nonché, docente di recitazione e dizione, Chiara Mazza nei panni della giornalista del “Roma” che ha realizzato l’ultima intervista a Padre Pio, ad accompagnarli tanti altri attori irpini come Sergio Nocera, Raffaele Savignano, Antonio Taurasi, Francesca Solomita, Tiziana Porciello, Emilio Polcaro, Francesco Forgione, Pasquale Forgione.
Non dimenticando il prezioso contributo del coro conservatorio di San Pietro a Majella che scandirà con la sua musica le scene dello spettacolo rendendo il tutto, di sicuro impatto emotivo. Uno spettacolo che, indubbiamente, saprà esprimere i moti dell'animo, i sentimenti e le emozioni.

Roberto Flammia è il giovane autore e regista al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Tu sei autore e regista de “In cammino con Padre Pio”. Come ha preso forma l’idea di portare in scena la vita di Padre Pio?
Lo spettacolo è tratto, appunto, dal libro “In cammino con Padre Pio” e, vorrei sottolineare narrato da Aldo de Francesco. Io sono di Gesualdo (AV), dove Padre Pio ha dimorato nel 1909 nel Convento dei Cappuccini e dove oggi risiede Padre Antonio Gambale, il quale, è stato anche parroco di Pietrelcina.
Sono da sempre un appassionato della tradizione del Cristo e religiosa, sono infatti coinvolto anche in altre manifestazioni legate alla sfera religiosa come quella della “Passione di Cristo”. Avendo a disposizione la preziosa testimonianza del padre e materiali da poter utilizzare ha preso forma l’idea di portare in scena uno spaccato di vita di Padre Pio.
Lo faccio in veste semplice in modo che arrivi subito alla gente.
Quali difficoltà hai incontrato per poter realizzare questo spettacolo?
La difficoltà principale è stata quella di doversi confrontare con una figura così importante a livello internazionale. Temo la critica ma, allo stesso tempo credo che questa sia una grande opportunità.
È una risorsa, avendo a disposizione materiali e professionisti come Armando Saveriano che ha curato i testi.
Parliamo degli attori. La maggior parte di loro non sono attori professionisti, come mai questa scelta?
Pier Paolo Pisolini, quando ha girato “Il Vangelo secondo Matteo” incentrato sulla vita di Gesù, è stato il primo ad utilizzare attori non professionisti e comparse scelte tra la gente locale. Lo ha fatto perché le riteneva più adatte per certi ruoli ed io, condivido questa idea. Ci mettono passione. In alcuni ruoli, come quello del prete di campagna, la somiglianza fisica la voce, li rende perfetti.
Tra gli attori professionisti c’è Gabriele Greco che è, l’Io narrante di Padre Pio, Chiara Mazza interpreta invece, una giornalista del Roma; Emilio Porcaro è invece, Padre Pio a trent’anni. Le musiche che accompagnano le scene sono affidate al coro del Conservatorio “San Pietro a Macella” di Napoli.
Devo dire, che mi sono trovato molto bene a lavorare con tutti loro.
Sei un giovane regista, com’è stato per te lavorare in un teatro come il Carlo Gesualdo?

Più che un’emozione è una prova perché, oltre ad essere rivolto ai “credenti”, lo spettacolo si pone l’obiettivo di arrivare anche ai non credenti. Per arrivare a loro, ho coinvolto nel progetto molti agnostici, come Armando Saveriano, questo, per poter dare risalto al testo pensare ad esso con distacco, valorizzarlo.

Tutto è importante ma, quello che vale di più è lo spettacolo, quello che riesce a trasmettere al pubblico.
di Katiuscia Laila Vene giovedì 22 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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