L’Unione Europea aveva legiferato con chiarezza sul tema 7 mesi fa, il 18 giugno 2009. Per mezzo della direttiva 2009/52/CE
in tutto il territorio dell’Unione.
L’intero provvedimento era teso ad uniformare la legislazione dei vari paesi secondo un certo mix di principi di base:
Il 20 gennaio, appena 9 giorni fa, diversi esponenti del Partito Democratico (prima firmataria Francesca Maria Marinaro) presentavano in discussione un
emendamento al disegno di legge Ronchi sull’applicazione delle direttive europee, allo scopo di introdurre un articolo che imponesse al governo di emanare uno o più decreti legislativi di attuazione della direttiva in questione. Il termine massimo: quello previsto dalla direttiva stessa,
20 luglio 2011.
L’emendamento veniva approvato senza discussioni o sub-emendamenti con i voti della maggioranza stessa.
Due giorni fa, appena 8 giorni dopo l’approvazione unanime in Commissione, la maggioranza ed il governo compiono un inaspettato dietro-front e
approvano la proposta di stralcio presentata dal senatore dell’UDC Gianpiero D’Alia. A difesa dell’approvazione dell’articolo di ricezione della direttiva europea contro il lavoro nero, isolati, Partito Democratico ed Italia dei Valori.
La prima motivazione del cambio di posizione, addotta dal capogruppo del PDL,
Maurizio Gasparri, è legata ai
fatti di Rosarno, che impongono, a suo dire, una riflessione più attenta sul tema. Una riflessione ed un’attenzione non richiesta 8 giorni prima quando il PDL votò istantaneamente la proposta emendativa dell’opposizione, sempre dopo i fatti di Rosarno.
La seconda giustificazione, espressa sempre nel dibattito di ieri mattina presso l’aula di Palazzo Madama, si legava al pacchetto di provvedimenti anti-mafia annunciato dal Consiglio dei Ministri riunitosi ieri a Reggio Calabria. Eppure, eccezion fatta per la decisione di incrementare i controlli sul lavoro nero nei campi agricoli del Meridione,
nessuna delle norme annunciate ieri di fronte alla stampa
va a coinvolgere, neanche indirettamente, le norme legislative in vigore sul lavoro irregolare.