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 Home page > Tribuna Libera > Il quinto elemento e il vuoto della città post-moderna

Il quinto elemento e il vuoto della città post-moderna

Il quinto elemento è un film di fantascienza di Luc Besson. Siamo in Egitto nel 1914 e un archeologo e il suo collega stanno decifrando dei geroglifici. Essi parlano del male assoluto che arriverà sul pianeta Terra tra circa 300 anni e l’unico modo per contrastarlo sarà unire il potere di quattro pietre e dell’elemento perfetto. Tali quattro pietre hanno il potere dei quattro elementi: acqua, terra, aria, fuoco.

Passiamo allora al 2263 e il male assoluto sta arrivando sulla terra sotto forma di un pianeta infuocato e minaccioso. Gli esseri umani tentano di fermare questo pianeta ma tutto è vano. Intanto la valigetta contenente le pietre dei quattro elementi è stata rubata da dei mercenari assoldati da un uomo potente di nome Zorg. Tale valigetta è vuota e le pietre, si scopre, sono nelle mani di una cantante che si dovrà esibire sul pianeta Fhloston.

Intanto Leelo, l’essere perfetto sotto le sembianze di una donna snella e minuta, per scappare alla polizia si butta nel vuoto da un grattacielo e finisce nel taxi di Korben Dallas. L’uomo la porta a casa, dove arriva anche un prete che intende salvare il mondo dal male assoluto, prete che conosce la storia narrata dai geroglifici.

Il Generale Munro assolda Korben Dallas, ex militare, per affidargli la missione di arrivare sul pianeta Fhloston e recuperare le pietre dei quattro elementi. Dopo una serie di rocambolesche avventure Korben Dallas, il prete e Leelo arrivano in Egitto con le pietre e lo pongono ai quattro lati di una sala di un tempio. Leelo e Dallas sono al centro della sala. In tutto ciò il male assoluto sta arrivando sulla terra. Leelo e Dallas si danno un bacio dopo che Dallas ha detto alla ragazza che la ama e dal corpo di quest’ultima si sprigiona un fascio di luce che distrugge il male assoluto. La profezia descritta dai geroglifici si è compiuta.

Leeloo, prima della fine del film, ha assistito ad un video sulle guerre mondiali, e risulta disgustata di quello di cui l’umanità è capace. Korben Dallas, invece, cerca di spiegare alla ragazza che, nonostante tutto l’orrore di cui è capace l’umanità, ci sono cose meravigliose al mondo per cui vale la pena vivere come, ad esempio l’amore.

Il film, allora parla dell’amore come sentimento assoluto opposto al male assoluto di cui è capace il genere umano, male assoluto che prende le sembianze di una sfera infuocata e minacciosa, sfera infuocata simbolo di un male archetipico ed ancestrale.

Il film ha vinto il premio come migliori effetti speciali ai BAFTA del 1998. Un film di fantascienza apocalittico che si esalta anche per altro. Il film è alquanto grottesco per i dialoghi che risultano spesso comici ed esilaranti. I costumi, poi, sono eccentrici e bizzarri alla massima potenza. Fanno molto ridere anche alcune espressioni facciali di alcuni personaggi, come, ad esempio, la reazione facciale del generale Munro alla vista di Leelo.

In questo film colpisce la rappresentazione della New York del futuro, la quale fa pensare alla Los Angeles futuristica di Blade Runner. La New York del futuro ha dei grattacieli alti ed immensi tra i quali volano una grande quantità di macchine volanti. Una rappresentazione della metropoli che stupisce non poco Leelo, quando vede la città per la prima volta. Leelo si tuffa nel vuoto: tale vuoto è il vuoto della città post-moderna rappresentata dall’appena citata New York del futuro, vuoto nel quale l’uomo si sente smarrito, vuoto nel quale l’uomo ha bisogno di trovare l’amore e il contatto umano, vuoto nel quale l’uomo ha bisogno del contatto con l’elemento naturale rappresentato nel film con le pietre dei 4 elementi.

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