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Il "poltronismo": predazione di denaro pubblico che uccide l’economia.

I veri costi della politica. Da diverse parti si grida allo spreco e allo sciupìo di denaro pubblico e delle miserande condizioni in cui versa il debito pubblico della nostra Nazione.

Pare impresa impossibile cimentarsi e riuscire ad alleggerire questo peso ormai divenuto insostenibile per la gran mole di tasse, tutte le azioni intraprese sono come un cane che si morde la coda, non fanno altro che far incancrenire la ferita che pare sia stata inferta con un Kriss malese.

Tanti ministri, tanti governi, compreso l'odierno, hanno fatto promesse (propagandistiche), vane, per alleggerire il peso fiscale per il cittadino, ma nessuno ci è voluto riuscire.

Avete capito bene "voluto", Posso tranquillamente dire che i costi della politica, quelli apparenti, il più delle volte fustigati anche da "Il Giornale" che ormai è il paladino degli indifesi, non sono altro che la parte evidente di un Icerberg di ben altre dimensioni, abbiamo assistito, dal 1993 in poi a una progressiva "falsa" privatizzazione di vari enti i cui costi sono stati tutti accollati all'ignaro cittadino, vediamo infatti le bollette di acqua, energia elettrica, gas, rifiuti, del telefono, lievitare in modo quasi esponenziale; al paese mio, questa si chiama malafede e non privatizzazione, malafede perché di fatto alleggerisce di molto le già vuote tasche dei contribuenti, in maniera scorretta e subdola.

Sappiamo, da ricerche fatte, che oltre 1 milione di italiani "coi loro santi in paradiso" vivono di nomine fatte dai politici come gli amministratori delegati di varie società che sono state privatizzate a chiacchiere, ma che consentono alla politica di spartire poltrone per accontentare parenti e amici oppure "trombati" eccellenti, ecco dove va a finire quel 65/70% dei nostri stipendi...

 Molti di queste poltrone vengono attribuite dopo aver fatto delle finte privatizzazioni come nel caso delle municipalizzate che vengono comunque gestite sia pur indirettamente da comuni, provincie e regioni, e consentono di fare un sano nepotismo, esercitato da tutte le forze politiche.

Queste poltrone costano al contribuente qualcosa come 25 miliardi di euro l'anno, pari ad oltre il 12,5 del gettito IRPEF, ecco dove tagliare e con la massima sollecitudine, cosa che non sarà mai fatta per non scontentare la corte dei miracoli di tutta la politica., e intanto il resto della popolazione tira la cinghia e rifonde il buco creato da questi signori, tant'è che tutte le manovre non toccano affatto i privilegi creati per costoro, che, invece di pretendere di occupare poltrone aggiustate ad hoc perché nn se ne vanno a cercare un lavoro, vero e non inventato a tavolino, mettendo continuamente le mani nelle tasche (e alleggerendole in maniera significativa) di noi cittadini.

Un'ultima considerazione : se la politica non fosse così predatrice e parte di quei soldi fossero lasciati nelle disponibilità di onesti imprenditori, quanti posti di lavoro potrebbero generare?

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.7) 20 agosto 2011 19:51

    Grazie al Debito >

    Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “affondare le mani” nelle tasche degli italiani. Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.

    Nessun “DUBBIO” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea.
    Nessun “RAMMARICO” per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900.
    E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse.
    Mai un “CENNO” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei nove anni di suoi governi.
    Ha perfino battuto Craxi che in 4 anni di governo fece salire il Debito di "soli" 240 miliardi.
    L’importante è l’avallo di una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi ed interessi ...

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