“La vita emozionale degli animali” è un libro che narra molte storie che commuovono come molti film romantici che parlano della febbre d’amore umana (www.gruppoperdisaeditore.it, 2010).
“Mi capita talvolta di avere a che fare con chi sentenzia autorevolmente, che gli animali siano privi di intenzioni e sentimenti, e ogni volta mi domando: “Ma questo tizio ha mai avuto un cane?”. Frans de Waal
L’etologo cognitivo Mark Bekoff è uno studioso innamorato della natura, perciò il suo saggio è ricchissimo di aneddoti sulla vita sociale degli animali (in particolare ha approfondito il comportamento sociale e ludico di cani e lupi). Darwin fu il primo a studiare in modo approfondito le sei emozioni fondamentali: rabbia, felicità, tristezza, disgusto, paura e sorpresa. Il grande pensatore descrisse la continuità tra le emozioni animali e quelle umane nel libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”.
Del resto l’etologo Frans de Waal crede che anche la moralità umana è “un continuum della socialità animale, sebbene non sia certo che gli animali siano esseri morali” (Primati e Filosofi: l’evoluzione della moralità, 2008). Infatti le comunicazioni emotive sono necessarie per favorire i legami sociali negli animali che devono vivere e riprodursi in gruppi familiari oppure in comunità più o meno allargate. Ad esempio nella specie umana e nei canidi predatori, pure i maschi nutrono i cuccioli e giocano in modo intensivo con essi. Probabilmente, questo comportamento si è evoluto in modo analogo nell’uomo e nei canidi, in relazione alla caccia di grosse prede e alla spartizione del cibo (G. E. King, 1980; in Etologia Umana, Eibl-Eibensfeldt, 2001).
In effetti cani, gatti e alcune specie di scimmie possono avere una variabilità di comportamento molto ampia: “Gli animali possono essere audaci, timidi, giocosi, aggressivi, socievoli, curiosi… Le differenze di specie e individuali rendono lo studio delle emozioni animali più difficile e impegnativo, ma anche più eccitanti. Come dice il proverbio, occorrono tutti i tipi di persone per far girare il mondo” (p. 44). Le emozioni degli animali sono a volte più grezze e riconoscibili, ma molte espressioni comportamentali delle emozioni sono specifiche di ogni specie animale, per cui è molto facile incorrere in un errore di antropomorfizzazione. “Insomma la faccenda, a proposito delle emozioni non umane, sta in questi termini: noi non possediamo gli strumenti linguistici per descriverle” (Danilo Mainardi, prefazione). Però in molti casi le differenze tra emozioni animali e umane “sono sfumature o gradazioni di grigio, non sono nette differenze bianco-nero” (p. 33).
L’antropologa Helen Fisher nei suoi studi sull’evoluzione dell’amore è arrivata ad affermare che alcune specie di “animali grandi e piccoli sono biologicamente guidati a preferire, mantenere e possedere specifici partner per accoppiarsi; c’è chimica nella attrazione tra animali. E questa chimica deve essere il precursore dell’amore nell’uomo” (Perché amiamo, Corbaccio, 2005).