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Il fallimento della Democrazia è il successo del Fascismo

Come nasce il fascismo? Quali sono i pensieri e le motivazioni che ritornano moderne per acquisire il consenso popolare? La nascita e l’evoluzione dell’ideologia in 10 punti per spiegare come la democrazia ha fallito alimentando il ritorno dell’intolleranza.

“Uno degli aspetti più ridicoli della democrazia rimarrà sempre il fatto abbia essa stessa offerto ai suoi nemici mortali i mezzi mediante i quali distruggerla”

Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda Nazista

Per comprendere i cambiamenti politici contemporanei è necessario analizzare la realtà dei fatti e prendere coscienza di come la democrazia ha dato un notevole contributo al ritorno e al generarsi di ideologie fasciste. L’avanzare e il ritorno del fascismo avviene quando uno Stato crea grossi buchi sul sistema di gestione. Il voler mettere sempre tutti d’accordo è un’arma a doppio taglio che prima o poi si abbatte su chi la promuove evidenziando come, ad un certo punto, è necessario prendere decisioni per cambiare le cose. La democrazia si fonda sul dissenso permettendo a chiunque di esprimere la propria opinione. Il fascismo al contrario punta al consenso e all’approvazione di un’idea che possa essere acclamata e seguita da più persone. A livello pratico è più facile e rapido perché basta avere la maggioranza popolare per modificare il pensiero comune. Queste riflessioni porteranno a capire come sia necessario riformulare il pensiero, partendo da una migliore organizzazione e applicazione delle leggi e delle strategie di comunicazione differenti. La nascita e l’evoluzione di una ideologia fascista si riscontra in 10 punti.

1. CREARE NOTIZIE FALSE PER UNA NUOVA PROPAGANDA Il fascismo fa di ogni occasione un’opportunità. Se nell’era di internet e dei social media chiunque ha la possibilità di esprimersi e dare un’opinione, ed essa non è canalizzabile e gestibile, allora sfrutterà questa occasione per trarne vantaggio. Il caos mediatico non si può contrastare e verrà alimentato attraverso strategie comunicative. In primo luogo sarà necessario demolire le figure pubbliche che ricoprono un ruolo importante, le autorità morali e scientifiche che fondano sul sapere e la conoscenza i principi della loro reputazione. I medici diventeranno servi delle case farmaceutiche, i metereologi irresponsabili allarmisti, gli economisti manipolatori di numeri al soldo della casta, gli scrittori radical-chic, i giornalisti sobillatori di false idee, le Ong e le Cooperative complici degli sfruttatori. In un sistema dove i detentori del sapere non vengono più ascoltati e si insinua il dubbio delle loro capacità è facile instillare l’idea di un complotto ai danni del cittadino. Verranno create nuove idee e nuovi metodi di trasmissione del sapere attraverso notizie che possano generare consensi e opinioni, dando una nuova versione dei fatti e portando le persone a ragionare diversamente. Nascono le fake news e si diffondono in maniera virale sul web. Lo scopo è ribadire ciò che non funziona, che non piace e non viene accettato dal popolo creando articoli provenienti da un’unica fonte e azzerando la possibilità di ricercare la verità nell’immensità del web. Le pagine facebook e siti internet di controinformazione prolificano con il solo obbiettivo di raccontare una visione dei fatti distorta. Joseph Goebbels capo della propaganda nazista diceva: “Una menzogna, ripetuta all’infinito diventa verità”. Applicato alla società contemporanea evidenzia come contenuti virali su internet modifichino l’opinione pubblica.

2. BANALIZZARE E SEMPLIFICARE IL LINGUAGGIO Le parole generano comportamenti e chi controlla le parole controlla i comportamenti. Dai nomi che diamo alle cose e da come le raccontiamo si alimenta un’ideologia che si insinua lentamente. L’utilizzo del linguaggio chiaro, diretto ed esplicito è un altro meccanismo importante. Il diritto di espressione genera e degenera in provocazione con l’auspicio che esso si trasformi in azione e porti conseguenze. Il fascismo non si impone come superiore al popolo, il fascismo è il popolo e come esso si esprime. Il linguaggio sarà quello del “parla come mangi” ma anche il comportamento dovrà essere simile: il detto “paese che vai, usanza che trovi” si fa pratica. Se ti relazioni con capi di stato, indosserai giacca e cravatta, ma se parli con il popolo t-shirt, felpa e maglietta saranno gli abiti da indossare. Se dialoghi con enti e istituzioni vestiti come loro, con le stesse divise, diventando parte di quel sistema con cui ti confronti, facendo passare l’idea che sei come loro. La democrazia, invece ammalia con pensieri istruiti e paroloni di difficile comprensione per chi non ha studiato. Un popolo ignorante e analfabeta comprenderà meglio parole semplici anziché un linguaggio forbito, di cui la democrazia e la sinistra sono fautori. “Un popolo ignorante è più facile da ingannare” sosteneva Ernesto Che Guevara. Il mezzo di comunicazione preferito è la banalizzazione delle informazioni e delle notizie. Per farlo è necessario trovare la paura presente nei cittadini, alimentare la loro visione di instabilità e farne una propaganda. Le persone vogliono essere rassicurate e chiedono allo Stato e a colui che lo rappresenta di prendere decisioni per la soluzione del problema. Non essendo una soluzione immediata e veloce, si distoglierà l’attenzione dalle cose importanti e ci si concentrerà su fatti futili, trovando un capro espiatorio e dando al popolo un nemico da ricercare e incolpare. 

3. TROVARE UN NEMICO COMUNE PER ACQUISIRE CONSENSI Più un popolo si sente vittima e sotto minaccia più si unirà per difendersi e cercherà un capo che lo guidi e lo protegga per uscire dal baratro. La semplificazione di qualsiasi problema è la chiave di tutto. Il nuovo nemico è lo straniero. Seguito dai gay, dalle donne e da tutti coloro che ogni giorno sono vittime di pregiudizi e diseguaglianze sociali. Gli “ultimi” diventano coloro da perseguire. Secondo il principio della responsabilità comunicante le colpe di un singolo ricadono sull’intera comunità. Se quindi un ragazza viene stuprata da un ragazzo di pelle nera, tutti i neri diventeranno stupratori. Di conseguenza, tutte le donne in minigonna sono poche di buono e si cercano lo stupro, tutti i gay pedofili e tutti i seguaci di Maometto diventano terroristi. Il nemico assume più forme, non ha una identità precisa e può essere ovunque: immigrati, islamici, buonisti, il gender, le femministe, i sinistroidi. Per avallare queste teorie bisogna però saperle spiegare: si generalizza su qualsiasi cosa, lavorando sui luoghi comuni e sulla diversità mettendo le fragilità del nemico con i cittadini a confronto.

Commemorazione fascista a Milano – 2018

4. EVIDENZIARE LE FRAGILITÀ E PROTEGGERE I DEBOLI Esaltare le qualità di un popolo e raccontare ciò che vuol sentirsi dire è la prima strategia del fascismo. Si richiama la saggezza popolare ed essa viene instillata in ogni ambito. Quali sono le fasce deboli che meritano attenzione? Bambini e anziani. Proteggerli è fondamentale. I bambini dovranno essere protetti dall’indottrinamento del gender che li vuole far diventare omosessuali, mentre gli anziani sono soggetti a rischio, gli ultimi abbandonati che meritano di essere sostenuti. La debolezza di un popolo si trasforma in forza nel momento in cui a pari fragilità vincerà la necessità di sopravvivenza dei singoli. Se un popolo si riconosce debole si affiderà ad un capo che saprà dimostrare di essere forte nelle decisioni da prendere. Tutti diventano vittime se messi sullo stesso piano ed è necessario ragionare per priorità. Gli stranieri rubano il lavoro? Non ce n’è neanche per gli Italiani. L’immigrato viene ammazzato e scappa dalla guerra? Ci dispiace, ma prima vengono gli italiani e i vecchi con le loro pensioni. Vogliono costruire luoghi di culto? Nel loro paese la nostra religione non viene considerata. Piangi per le morti in mare? Non ti ho visto piangere per i nostri connazionali che non arrivano a fine mese. La disuguaglianza è la fonte della discriminazione che se in democrazia è vista come un arricchimento culturale per il fascismo diventa un pericolo da combattere.  

5. COMBATTERE LA CULTURA La democrazia ha sempre creato una distinzione tra intellettuali e ignoranti sostenendo come l’istruzione e la cultura siano necessarie per avere successo. Il fascismo, invece, mette tutti allo stesso piano, promettendo a chiunque la possibilità di raggiungere uno status diverso da quello di appartenenza anche se non hai le capacità. In questo modo qualsiasi persona può sognare di diventare qualcuno e aspirare a posizioni di potere e responsabilità basate esclusivamente sull’università della vita, sul rispetto e sulla reputazione. Passa il messaggio che l’istruzione non serve. Tutti possono fare tutto e le competenze sono superflue. Il popolo smette di vergognarsi per la sua ignoranza e potrà finalmente cominciare a disprezzare chi per anni l’ha guardato dall’alto in basso e accusato di essere inferiore. L’istruzione, considerata il mezzo per educare al cambiamento e costruire valore da obbligatoria diventa facoltativa, mentre l’ignoranza dilaga, si diffonde e auto alimenta. Già nel 2010, Derek Bok, Rettore dell’Università di Harvard sosteneva: “Se l’istruzione è costosa, provate con l’ignoranza”. La democrazia ha sempre accolto la diversità come una forza per l’integrazione, dimenticandosi però di creare l’adeguata accoglienza e formazione per chiunque decida di vivere in un’altro paese. La mancata gestione di strumenti e le falle nel sistema hanno portato al caos e ad ottenere l’effetto opposto. Educare al rispetto è una regola che vale per tutti ma viene applicato solo a chi non ha la cittadinanza. Il pensiero comune crede che se accogli lo straniero egli si porterà avanti le sue idee culturali volte alla disgregazione occidentale. Se metti su un negozio di kebab, crei luoghi di culto e dai spazio a idee diverse è un attimo che inizierà a fomentare ideologie culturali, a infierire contro i crocefissi nelle scuole con l’intento di minare la religione cristiana e privare il popolo delle sue radici e identità. Bisogna quindi, ripristinare l’ordine partendo dalla base delle nostre credenze culturali: la patria, la famiglia, la morale cattolica.

La Stampa – 3 Settembre 1938

6. PATRIA E FAMIGLIA UNITI CONTRO LE AVVERSITÀ La famiglia torna ad essere il centro perché permette attraverso le nascite di ripopolare il paese di appartenenza e creare continuità e stabilità nelle future generazioni. Gay e femministe che vanno contro questi valori, incarnano scelte di vita dettate dalla libertà sessuale e individuale, dovranno essere fermati. Non a caso l’emancipazione delle donne le ha portate ad essere autonome, ad andare a lavorare e dedicare meno tempo al marito e ai figli, mentre gli omosessuali non sono utili alla procreazione e rivendicano l’amore libero. È necessario rivendicare i ruoli originali perché ognuno ha la responsabilità di fare qualcosa per il bene del proprio paese. Se lo straniero fa una moltitudine di figli bisognerà stare al passo, convincendo le nostre donne a fare altrettanto. Il potere maschile deve essere nuovamente affermato e la donna deve tornare ad accudire, ascoltare e rafforzare il proprio uomo nelle scelte: il suo ruolo è essere moglie e madre. Bisogna anche considerare che l’emancipazione femminile le ha portate a inseguire i propri sogni, uscendo dagli schemi patriarcali. Per non sminuire le conquiste e lotte femministe fatte negli anni, si punta al farle sentire indispensabili e uniche nella funzione che svolgono, riportandole alle mansioni originarie che svolgevano un tempo. A loro verrà detto che stirare le camicie non è umiliante, ma anzi, fondamentale, un’unicità di cui gli uomini non sono capaci e non hanno tempo perché devono lavorare e mantenere loro e i figli. Annunciare provvedimenti di governo che incentivano le nascite e danno sussidi per la maternità le renderà speciali. Se una donna si sente migliore nel ruolo che ricopre all’interno della famiglia non sentirà la necessità di uscire dai ranghi. Se un uomo riuscirà a sedurla, nessuna donna avvertirà il bisogno di essere uguale a lui e ad emanciparsi. La manipolazione mentale del fascismo passa da qui: dall’unione delle forze come potere e dalla sottomissione come arma di controllo.

Volantino di propaganda fascista

7. GIUSTIFICARE LA VIOLENZA Come ristabilire l’ordine? Attraverso la violenza e l’intolleranza come unica fonte del rispetto della legge. Se qualcosa si teme, si rispetta ed è la diretta conseguenza della legittimazione dell’uso delle armi come mezzo di forza per difendersi dai nemici. Se lo Stato non fa abbastanza per garantire l’incolumità dei cittadini essi hanno il diritto di proteggere i loro beni da soli. Se la democrazia punta alla non violenza, il fascismo fa il contrario, proclamandola come unica soluzione. Ed essa viene dettata in ogni luogo: i social media sono il canale preferito per la libertà di opinione. Il sistema democratico ha puntato sulla libertà di espressione come chiave per l’uguaglianza. Poco importa se questa si traduce in abuso del diritto a giustificare qualsiasi cosa venga detta o fatta, soprattutto se va a discapito di un singolo o di una comunità che non abbraccia le idee radicali di destra. A mali estremi, estremi rimedi. Se necessario verranno applicate soluzioni drastiche attraverso l’intolleranza e l’aggressività.

8. DARE AIUTI CONCRETI Promettere aiuti concreti e immediati è la regola per mostrarsi attenti alle necessità dei cittadini. Il popolo vuole risposte e vuole che la situazione cambi subito con benefici immediati. I soldi sono il mezzo con cui fargli credere che questo sia possibile. 80 euro in busta paga, la cancellazione della tassa sulla prima casa e reddito di cittadinanza sono alcuni escamotage per acquisire consensi. Anche la classe media ha dei benefici: sgravi fiscali sull’acquisto o vendita della casa, l’abbassamento delle tasse e scudi fiscali per chi ha esigui conti in banca o apre conti all’estero non tassabili. Se queste leggi hanno giovato in parte alla soddisfazione dei singoli facilitando la vita quotidiana e contribuito al benessere, dall’altro hanno costruito consensi verso quella parte politica che ha capito come manipolare le persone. Anziché incentivare il lavoro delle imprese e aumentare i salari, permettendo a tutti di essere autosufficienti si dà un contentino che in seguito, sarà fatale. La democrazia che dovrebbe pensare all’effettivo bene dei cittadini sarà punita per non aver saputo prendere decisioni, aiutando, al contrario, le banche e i ricchi a mantenere lo stato agiato. La sinistra radical chic che proclama di combattere le diseguaglianze sociali ha fallito perché chi ha i soldi e vive nel lusso non potrà mai capire i reali problemi del popolo e di conseguenza rappresentarlo. La loro politica è basata sulle parole ma a fatti, non realizzano nulla di concreto. Se il dissenso verso leggi e comportamenti sbagliati non genera un cambiamento rimane inutile. Il fascismo lo sa e coglie il momento opportuno per uscire allo scoperto.

9. DECOSTRUIRE E CAMBIARE LA MEMORIA La Costituzione della Repubblica Italiana si dichiara antifascista grazie alle battaglie che i partigiani hanno portato avanti, ricordando la guerra e la liberazione dal fascismo. I partigiani possiedono i ricordi ma essi non dureranno per sempre. Quando gli anziani detentori della memoria scompariranno sarà possibile decostruire i fatti e riscrivere la storia. Si è sempre celebrato il 27 Gennaio per ricordare le vittime dell’Olocausto e il 25 aprile come liberazione dall’Italia fascista ma mai abolito la commemorazione di ricorrenze fasciste come le Foibe. La democrazia permette a tutti di commemorare i suoi morti anche chi è uscito sconfitto e ha segnato la triste storia di un paese. Se il fascismo non è mai stato fermato e cancellato del tutto, permettendo a chi mantiene queste ideologie di continuare a proclamarsi attraverso ricorrenze, manifestazioni o vendita di oggetti che riproducono il duce e la sua dittatura, è normale che il pensiero venga tramandato e ricordato. Ricordare allora che il fascismo ha fatto anche cose buone è il mezzo per mantenere viva la memoria e utilizzarla a tempo debito per riconoscere l’importanza di un leader.

Striscione esposto a Lucca – Novembre 2017

10. TROVARE UN LEADER CHE GUIDI UN POPOLO Dopo aver instillato l’ideologia, la paura e i dubbi sulla democrazia e le leggi che ha portato avanti, arriva l’ultimo passo: trovare un uomo/donna che guiderà il paese, accentrando il potere nelle sue mani e diventando il capo che tutti stavano aspettando. Un leader che abbia il controllo decisionale, che ordini la direzione da intraprendere senza ascoltare sempre le opinioni degli altri e cercare negoziazioni. Deve essere rapido nell’agire, accentrando su di sé il potere gestionale del paese, azzerare quello territoriale locale così da velocizzare le decisioni da prendere. Il popolo che segue un capo ha fiducia nelle sue capacità e se scende in piazza non è per contestarlo, ma per applaudirlo e sostenerlo. Una volta educati i cittadini a riconoscere il leader sarà più facile mantenere il consenso attraverso una comunicazione efficace, possibilmente banale e di facile comprensione per tutti. Il leader non è un modello d’ispirazione (vorrei agire come lui), ma d’aspirazione (vorrei essere lui).  

A fonte di queste conclusioni, preciso che la democrazia non è sbagliata. I pensieri che sostiene e porta avanti sono corrette ma è l’applicazione delle stesse che va rivista. Se le leggi contro chi sbaglia non vengono applicate passerà l’idea che il singolo può evolversi al di sopra di esse e per questo aggirare il sistema. Chi sbaglia paga. Che tu sia italiano, immigrato, straniero, politico, imprenditore o cittadino non fa differenza. “La legge è uguale per tutti” non è uno slogan ma un dato di fatto che se non è attuato degenera in caos. L’immigrato dovrà essere messo nelle condizioni di diventare regolare, di avere un lavoro e la possibilità di integrarsi secondo i valori culturali del paese ospitante. Allo stesso tempo sono necessari incentivi per gli imprenditori per assumere personale e creare nuovi posti di lavoro. Bisogna puntare sul turismo e sulla cultura per rinforzare l’istruzione di un paese e incrementare l’economia per dare a tutti la possibilità di avere un lavoro dignitoso e arrivare a fine mese.

Chiudere i porti non è una soluzione, capire come gestire i centri di accoglienza e creare un piano politico che ridimensioni l’immigrazione nei vari paesi europei si. Questi punti sono fondamentali e basta applicarli per far funzionare le cose. Ricordiamoci che il fascismo rispetta le regole fino a quando non decide di cambiarle a suo favore. Ritrovare il valore umano, il senso di comunità e di uguaglianza sarà la soluzione per uscire dal baratro. Trovare un leader capace di prendere consensi a favore del benessere del paese la soluzione al cambiamento.

È necessario anche comprendere che il pensiero fascista si concretizza sui bisogni delle persone e su questioni pratiche che possano aiutare i cittadini. L’obiettivo è far credere che questo sia possibile attraverso promesse elettorali, propaganda, notizie false e presa di posizioni ferree su temi che hanno bisogno di tempo per essere risolti. E quando la democrazia lascia passare gli anni senza trovare alternative e si perde nelle decisioni da prendere, il fascismo e il suo pensiero radicale hanno il sopravvento, puntando sulla stanchezza dei cittadini, all’accumularsi dei problemi non risolti e offrendo soluzioni anche a costo di calpestare la dignità umana. Prima capiremo gli errori fatti, prima riusciremo a ricostruire un sistema alternativo e valido. Sempre che esso sia applicato e perpetrato con costanza.

 

LIBRI: Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia, Einaudi Editore2018 “Il fascismo eterno” di Umberto Eco, La Nave di Teseo Editore, 2018 APPROFONDIMENTI Le foto della marcia a Varsavia con lo Stato e i neofascisti insieme  https://www.ilpost.it/2018/11/12/marcia-destra-polonia-varsavia/?fbclid=IwAR3WdjBBHxKBZzBFhMmHjJvoQzj4RCC54XF4Cmjq6eoaj_-ZsF0FheE6Nd0 Rabbia e rancore sono i sintomi di una psicosi collettiva. E la politica li alimenta. https://thevision.com/attualita/rabbia-rancore-politica/ Non hai Il diritto di credere a tutto quello che vuoi. https://thevision.com/cultura/credere-tutto/ I migranti sono un capro espiatorio. Il nemico del governo è la cultura. https://thevision.com/politica/governo-migranti-cultura/ Non esiste alcuna emergenza migranti in italia. Lo dicono i dati. https://thevision.com/attualita/italia-migranti/ A cosa assomiglia la propaganda di Goebbels, Ministro della Propaganda Nazista https://left.it/2018/02/27/a-cosa-assomiglia-la-propaganda-di-goebbels-oggi/ Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza https://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/se-pensate-che-listruzione-sia-costosa-provate-lignoranza/83325/

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