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di Gianleonardo Latini (sito) giovedì 28 aprile 2011 - 0 commento oknotizie
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Il duro lavoro del politico

Molte persone questuano alla porta dei politici, in quest’Italia fondata più che sul lavoro, sulla raccomandazione e in questo ambito il lavoro dei deputati e dei senatori, nei ministeri e nei partiti, come negli Enti locali, della Repubblica è sempre stato impegnativo nel rincorrere le emergenze e cercare di evadere, almeno parte, le "pratiche" rimaste in perenne sospeso, delle personali promesse fatte ad una scelta rappresentanza dell’elettorato.

Sempre più spesso si inciampa su politici incapaci nell’organizzazione, dediti al soliloquio o eternamente agitati, in cerca dell’applauso facile, al pari di rock star, tumulando la paciosità italiana per sostituirla con la rissa permanente.

Venendo incontro alle necessità dell’umanità confusa, offrendosi, nel loro essere, dei personaggi da osannare incondizionatamente, sfiorando l’ideale di “eroi” al pari di un Jonathan Franzen e ad una Lady Gaga che mescola tutto per fornire un soddisfacente prodotto globale, tra barzellette e cori da stadio, perdendo di vista che uno Stato, e quindi ogni Governo. È fatto non solo di persone con degli incarichi, ma da una Costituzione e da una serie di Leggi alle quali tutti devono rendere conto nel loro operato.

Questa è la missione scelta da molti “politici” da avanspettacolo, ciarlieri e senza ideologia, ma capaci di far passare la privatizzazione selvaggia dell’acqua o l’approvazione all’edificazione spericolata, come scelte necessarie al progresso, come quella nucleare, e pronti a smentirle alla prima occasione.

Persone oscure che praticano il cristianesimo, ops il cattolicesimo, a tempo disgiunto. Presenzialisti nelle funzioni delle ricorrenze festeggianti e quando devono salvaguardare la presenza del simbolo primario del cristianesimo dai muri, ma incapaci di comprendere l’ironia della favorevole sentenza Corte europea per i diritti dell'uomo nell’assolvere l’Italia dalla violazione dei diritti umani, per l’esposizione del Crocifisso sui muri, relegandolo a poco più di una decorazione, un gadget senza alcuna capacità di influenzare gli alunni. Una sentenza che svuota il Crocifisso da ogni significato e lontano da ogni insegnamento cristiano.

Un richiamo al praticare oltre che a dichiarare il proprio Cristianesimo che sempre più spesso viene sollevato da vari esponenti ecclesiastici, compreso il Pontefice.

Una politica che riesce ad imputare allo straniero ogni paura più recondite, ma senza alcun reale fondamento, riuscendo a distrarre l’attenzione e contraddicendo ogni barlume di umanità non solo cristiana, ma ebraica e mussulmana, nell’odiare il prossimo.

Un cristianesimo che viene ritagliato sulle singole misure di questi lavoratori della politica, con aumento delle incombenze, da quando hanno decretato la morte di ogni ideologia, impegnandoli non solo nel presentarsi agli appuntamenti, ma soprattutto nel conservare, con salti e capriole, il proprio posto. Un posto che garantisce il benessere di diverse famiglie e il pagamento del mutuo, ma anche per intrecciare nuove conoscenze lavorative.

Il politico deve non solo coniugare la propria lealtà verso gli elettori e quella verso la famiglia, ma anche per chi ha inserito il proprio nome nella lista degli eleggibili. Ma queste capacità acrobatiche devono anche confrontarsi con lo scegliere i propri collaboratori. Un talento che sembra venir sempre meno, trovando portaborse impreparati ad auscultare gli umori e le necessità del cittadino, ma impegnati a loro volta a incalzanti pubbliche relazioni carrieristiche.


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di Gianleonardo Latini (sito) giovedì 28 aprile 2011 - 0 commento oknotizie
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