Doveva essere il giorno del "de profundis" per l'esecutivo Berlusconi. E' stata l'occasione di rilancio dell'intera compagine governativa. Doveva essere il momento dell'avvenuta certificazione della paralisi legislativa. E' stato l'input alla presentazione della nuova agenda di governo per i prossimi mesi, incentrata attorno ai 5 temi promessi: federalismo, giustizia, riforma fiscale, sicurezza, piano sud.
Cinque priorità per la maggioranza. Le stesse proposte in occasione delle elezioni politiche di 2 anni e mezzo fa. La certificazione involontaria di una inattività politica quasi totale durata ben 30 mesi.
La stampa aveva presentato, ieri mattina, la caduta del governo Berlusconi come un dato di fatto oramai inevitabile. Qualcuno si era anche prodigato in un precocissimo pronostico sulla data della prossima consultazione elettorale, fissandola al 27-28 marzo 2011.
La conferenza stampa di Silvio Berlusconi, convocata per ieri pomeriggio, ha ribaltato ancora una volta le diffuse indiscrezioni della vigilia.
La spasmodica caccia alle elezioni premature da parte della Lega Nord da un lato e di parte delle opposizioni dall'altro cozza contro la realtà dei fatti: il governo non gode di ottima salute, è vittima di sconquassi interni abbastanza significativi, ma non offre un solo sintomo di reale malattia.
Le diatribe tra le due "prime donne" della coalizione sembrano mostrare il corpo di un animale mortalmente ferito, prossimo alla morte. E all'estinzione della sua specie. I dati di fatto parlano invece di una maggioranza ben salda. Un'espressione di compatezza sicuramente fittizia, artificiosa, per nulla durevole. Ma che pur sempre compattezza è.
Basti pensare che ad oggi il gruppo parlamentare Futuro e Libertà ha fatto mancare il proprio appoggio all'esecutivo in una sola occasione: la richiesta di utilizzo in via processuale delle intercettazioni che coinvolgono Nicola Cosentino.
In nessun'altra occasione di dibattito parlamentare, dai provvedimenti economici alle leggi sulla giustizia, ha voltato le spalle al governo e a Silvio Berlusconi.
E nell'unico episodio di presa di posizione distintiva, non si è rivelata sufficiente a mettere in difficoltà la coppia PDL-Lega Nord.
La tenuta dell'esecutivo passa anche attraverso il mantenimento delle attuali composizioni delle commissioni parlamentari nei due rami del Parlamento. Le leadership "finiane" non sono state messe in dubbio e i rischi di evoluzione minoritaria del centrodestra nelle strategiche commissioni Giustizia e Bilancio sembrano ipotesi quasi fantascientifiche.
Per molti analisti politici il governo si disgregherà in occasione delle prossime scelte in tema di giustizia. Eppure l'episodio più caratteristico in questo senso si è presentato proprio nelle prime ore di ieri. E ha dimostrato l'esatto contrario.
Nella Giunta per le Autorizzazioni della Camera era in esame, per la terza seduta consecutiva, la richiesta di autorizzazione a procedere emessa dal Tribunale dei Ministri di Perugia nei confronti dell'onorevole Pietro Lunardi.
A dispetto del comune sentire, la richiesta di autorizzazione a procedere non è stata abrogata totalmente nel 1993, anno dello sconquasso di Tangentopoli. E' ancora in vigore per i componenti del governo in caso di incriminazione per reati attinenti alle pubbliche funzioni.