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Il Volo e l’insostenibile pesantezza della critica

Oggigiorno, il gruppo musicale Il Volo è l’unica realtà italiana ad aver ottenuto un gradimento globale che coinvolge ogni continente e persone di tutte le età ed estrazioni sociali, i loro CD escono simultaneamente in più di 50 paesi ed i loro concerti fanno il tutto esaurito in ogni parte del mondo.

Indubbiamente, l’enorme consenso di pubblico ottenuto anche in Italia ha spiazzato chi ne aveva pronosticato - e auspicato - l’imminente fiasco dopo la vittoria al Festival di Sanremo nel 2015. L’atteggiamento di arrogante disprezzo da parte dei giornalisti verso i tre giovanissimi vincitori in conferenza stampa fu inqualificabile e rovinò probabilmente in parte la loro gioia per aver coronato il sogno di essere finalmente apprezzati anche in patria. Guardando i video si nota che erano talmente tesi e a disagio da non riuscire a manifestare la solita spontaneità e freschezza, ed apparivano persino scontrosi nel tentativo di difendersi dalle battute sarcastiche dei reporter i quali, approfittando della loro giovane età e della loro ingenuità, si sono permessi un’insolenza che non avrebbero mai esibito con altri.

E’ comunque divertente rileggere oggi le feroci critiche piovute sul trio in quella occasione o la battuta di Nek il quale, non riuscendo a nascondere il proprio disappunto per essere arrivato secondo, proferì: “Sono curioso di vedere dove arriverete, ora sono cxxxi vostri”. Beh, potremmo dire che la sua curiosità è stata soddisfatta ma forse non altrettanto il suo ego.

Ciò che colpisce maggiormente, tuttavia, è che i giornalisti che li criticavano, ergendosi a giudici ed intenditori, sembravano conoscerli molto poco, evidenziando come la loro presa di posizione fosse basata sul pregiudizio e la superficialità. C’è chi li credeva un gruppo folkloristico che canta vecchie canzoni da operetta, alla stregua di quei camerieri che si improvvisano tenori e intrattengono i clienti nelle pizzerie di New York, e chi riteneva il loro successo all’estero attribuibile unicamente ai favori di un pubblico costituito da vecchi emigranti italiani nostalgici.

Se si fossero presi la briga di informarsi si sarebbero resi conto che questi tre giovanissimi avevano già ottenuto un successo planetario ineguagliabile e che erano il gruppo italiano più famoso al mondo. Mentre nel nostro paese non li conosceva ancora nessuno, in pochi anni avevano scalato le vette delle classifiche in diversi continenti, dalla Nuova Zelanda alla Malesia, dagli Stati Uniti all’America Latina, nel 2014 avevano vinto il prestigioso premio Billboard Latin Music Awards a Miami superando artisti del calibro di Shakira e Ricky Martin, i dischi di platino non si contavano, avevano duettato con i più grandi artisti, avevano cantato in tutti i luoghi preposti alla musica di alto livello, dal Madison Square Garden di New York alla consegna dei Premi Nobel a Oslo, dove il re di Norvegia in persona aveva tributato loro una entusiastica standing ovation insieme alle centinaia di spettatori presenti. Non esisteva paese che non li avesse accolti ed osannati, tranne l’Italia.

In patria furono presentati dai media come giovani-vecchi rappresentanti di “un’italianità retrò” e un po’ kitsch. Aldo Cazullo, nelle pagine del Corriere, li definì un prodotto da esportazione di “bassa” cultura: “La loro è un’Italia un po’ stereotipata, gorgheggi e melodia, echi di arie liriche e canzoni napoletane ma in fondo quello che il mondo ci chiede non è la nostra cultura «alta».”. Paolo Giordano, sulle pagine del Giornale, scrisse: “Questi tre ragazzi rappresentano il cliché del “belcanto” dal quale vorremo staccarci da mezzo secolo e rischiano di farci tornare indietro, almeno come percezione collettiva”.

Articoli evidentemente improntati al solito provincialismo esterofilo che spinge ad esaltare stili e mode che non ci appartengono anziché valorizzare le nostre unicità, nonché al patologico complesso di inferiorità degli italiani che li porta a credere di essere derisi o trattati con sussiego dagli stranieri se esprimono la loro “italianità”.

Li dipingevano come giovani seri e impostati, che “se la tirano”, fautori di un genere antiquato ed anacronistico, dimostrando di non averli mai conosciuti né di averli mai visti in concerto. Ciò che stupisce infatti nelle loro esibizioni live è la capacità di trasformarsi in un attimo da simpatici burloni, in grado di divertire ed intrattenere il pubblico, a talentuosi artisti che riversano la loro anima nel brano che interpretano con un virtuosismo degno dei più grandi vocalisti.

Il loro genere musicale è molto particolare e difficile da definire, lo chiamano pop-lirico o operatic-pop ma è molto diverso da quello di Andrea Bocelli, ad esempio, che è più classico e rivolto ad un pubblico più maturo. E’ anche fuorviante parlare solo di “belcanto all’italiana”, a meno di voler includere in questa categoria le interpretazioni di Tom Jones, Barbra Streisand, Elvis Presley, Charles Aznavour o Michael Bublè, visto che i tre giovani artisti eseguono anche brani melodici in perfetto inglese, spagnolo e francese, già interpretati da queste icone della musica leggera internazionale. Il loro repertorio comprende alcune delle più belle canzoni che siano mai state scritte in Italia e all’estero, ri-arrangiate magistralmente per adattarsi alle loro straordinarie voci, che incantano e piacciono più delle versioni originali, come testimoniano i numerosi commenti degli internauti. Una donna inglese dichiara: “Pensavo che nessuna versione di Delilah potesse eguagliare quella di Tom Jones, ma dopo aver ascoltato Il Volo, mi sono ricreduta”. 

Ancora oggi, pur avendo dovuto prendere atto, volente o nolente, della loro immensa popolarità, molti giornalisti continuano a non comprenderne il motivo. “La sorpresa è che quest’Italia da esportazione, una volta reimportata, funziona” si stupisce Cazullo. In particolare, non si spiegano l’entusiasmo degli adolescenti e giovanissimi abituati ad apprezzare generi musicali di stampo anglosassone. Improvvisandosi psicologi o sociologi cercano le più improbabili motivazioni, quando la risposta è molto semplice. Ciò che piace del Volo sono loro: Gianluca, Ignazio e Piero. Non importa il genere o il brano che cantano, è il modo in cui lo eseguono che fa la differenza. “Saprebbero emozionare pure se cantassero il ballo del qua qua” si legge in un commento. Ed è vero. Con le loro interpretazioni riescono a trasformare qualsiasi canzone in un capolavoro. La perfetta alchimia creata dalla combinazione delle loro prodigiose voci, così possenti, particolari e versatili, unita alla passione e alle emozioni che riescono a trasmettere, affascina e irretisce chiunque li ascolti. Di solito, chi ha una voce importante come la loro imposta le proprie esecuzioni sulle doti canore e si concentra su virtuosismi vocali, mentre questi tre giovani artisti usano le loro stupende voci come strumento per suscitare empatia e commozione, così come un pittore usa il pennello, un poeta le parole e un compositore le note. Questo presuppone ovviamente una sensibilità particolare sia da parte di chi esegue sia da parte di chi ascolta, dote che probabilmente molti critici non possiedono. Loro cercano di spiegare razionalmente ciò che razionale non è. L’armonia e la bellezza, nelle sue molteplici forme, va a toccare corde profonde dell’animo umano e non è sempre spiegabile a parole.

Purtroppo, un certo tipo di stampa nazionale che si fa un vanto di snobbare e distruggere mediaticamente le eccellenze del nostro paese, continua tuttora a stroncarli con rabbioso sdegno, denigrando non solo loro ma anche chi li acclama, quasi fossero tutti vittime di un ottenebramento collettivo, e arrivando persino a diffamare gli artisti di fama internazionale che li sostengono, come Placido Domingo accusato dal Fatto Quotidiano di “aver fatto una marchetta”, per aver diretto l’orchestra che li ha accompagnati nel concerto “Tributo ai Tre Tenori”.

Questi articoli evidenziano la mancanza di professionalità di chi scrive anche su giornali a tiratura nazionale senza cognizione di causa. C’è chi, pensando di fare uno scoop, rivela che non sono cantanti del Teatro dell’Opera o chi, come Michele Monina, continua ostinatamente a negare l’evidenza. Nel commentare sul Fatto Quotidiano il concerto di Firenze “Tributo ai Tre Tenori”, trasmesso su Canale 5, quest’ultimo asserisce che il pubblico li ha accolti “tiepidamente” perché “non emozionano”. Viene da chiedersi se mente sapendo di mentire oppure se pensa che le sedie erano elettrificate ed è per questo che gli spettatori balzavano in piedi al termine di ogni canzone in un tripudio di applausi e di appassionate standing ovation. Forse non si è nemmeno preso la briga di guardare in streaming il concerto ma ha obbedito pedissequamente agli ordini del direttore che si definisce con orgoglio un “anti-italiano” facendo del suo giornale un bulldozer usato per demolire ogni realizzazione del nostro paese. Vale la pena riportare a questo proposito il commento di un lettore: “Monina è un chiaro esempio di come il conformismo indotto dall’omologazione culturale globale faccia seri danni, in questo caso stroncando un prodotto musicale che meritoriamente fa divulgazione della lirica tra i giovanissimi. La pericolosità di questi giornalisti che si danno arie da intellettuali schierandosi a sostegno dei poteri forti dell’omologazione culturale anglofona non va sottovalutata.”

Questi presunti intenditori dovrebbero farsi un giro in internet e forse - dico forse - capirebbero di trovarsi dinanzi ad un fenomeno che non può essere liquidato come un “prodotto creato a tavolino” grazie alla pubblicità, come asseriscono. Perché è soprattutto leggendo le centinaia, se non migliaia di commenti, in diverse lingue (ammesso che i nostri valenti intellettuali ne capiscano almeno una) che si realizza l’effetto straordinario che suscitano in chi li ascolta. Gli aggettivi e le frasi che ricorrono più spesso per descrivere le loro performance sono “mesmerizing” (che strega, ipnotizza) “breathtaking” (da togliere il fiato), “they are out of this world” (non appartengono a questo mondo), “they stole their voices from the Gods/Angels” (hanno rubato la voce agli dei/angeli). Inutile dire che gli unici commenti negativi sono scritti dai soliti haters italiani, ma per fortuna sono pochi rispetto a quelli positivi, e questi sono alcuni esempi: “non sono di questo mondo...sono perfetti”, “fanno divertire oltre che emozionare.”, ”Talento Divino!”, “li ascolto e sono felice", “li ascolto tutti i giorni ,mi fanno stare bene.!”, “Fantastici e talentuosi ragazzi !!!! orgoglio italiano. !!!”, “siete meravigliosi vi ascolto tutti i giorni mi avete dato tanta forza di vivere, grazie ragazzi“, “la loro voce scalda il cuore e fa gioire l'anima.”, “Cos'è questa corrente che sentiamo quando cantano? è emozione pura”. Il più toccante è questo: Nel mio caso oramai sono anch’io dipendente del Volo, quando li ascolto mi trasmettono tanta gioia e serenità. Ti dirò una cosa confidenziale; ho una sorella che purtroppo ha il Parkinson con tutti i problemi connessi alla malattia, ma da quando le ho regalato tutti gli album del Volo compreso l' ultimo " che adora" quando è in crisi, specialmente la notte, li ascolta creandole un po' di quiete e serenità. Noi non siamo ragazze giovani, ma abbiamo la passione per la bella musica”.

Il fatto singolare, volendo approfondire l’indagine, è che non si trovano testimonianze così numerose ed appassionate in calce ai video di altri artisti di fama internazionale, neanche quelli che cantano generi simili o hanno voci notevoli, come Giorgia o Andrea Bocelli. Inoltre, guardando le repliche dei loro concerti sui palchi più importanti del mondo si nota che gli spettatori tributano loro entusiastiche e spontanee standing ovation al termine di ogni canzone e non alla fine del concerto, come accade di solito.

Come si evince da alcuni di questi commenti, hanno un solo difetto: possono provocare assuefazione.

***

Una curiosità: come è noto, dopo la vittoria al Festival di Sanremo, Il Volo ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2015 vincendo con ampi margini il televoto (1.Italy – 366, 2.Russia – 286, 3.Sweden – 279) ma ottenendo il terzo posto per volontà della giuria, il cui voto contava per il 50%, scatenando la rabbia dei fans di tutto il mondo.

Ma forse non tutti sanno che parallelamente si sono svolte altre due competizioni: quella per il miglior “Male vocalist 2015” (migliore voce maschile), in cui i cantanti del Volo si sono aggiudicati i primi tre posti e quella per il “Top male model 2015” ( il più bel cantante), in cui Gianluca Ginoble ha ottenuto il primo posto, Ignazio Boschetto e Piero Barone rispettivamente il terzo e quarto posto, superando colleghi di ogni nazionalità, tra cui svedesi, tedeschi e norvegesi. (23 concorrenti sono stati eliminati al primo turno e 16 sono rimasti in gara), con buona pace di Paolo Giordano che nel commentare il loro successo a Sanremo aveva scritto: “Nessuno di loro può essere considerato un sex-symbol”. Un altra bella soddisfazione per i nostri ragazzi. “Gianluca and Ignazio are the first Italians to enter the Top Model Hall of Fame”.

Commento della redazione su Gianluca: “Gianluca knows how to work his angles. Telegenic, photogenic, and always looking for the light, he stares through the camera and into your soul. Just check out his eyes on stage in Vienna. This is sex face, y’all. This Italian Stallion is ready to gallop from the Eurovision stage to the runway.” (Gianluca ci sa fare. Telegenico, fotogenico, è sempre alla ricerca dei riflettori, attraverso la telecamera guarda dritto nella tua anima. Osservate il suo sguardo sul palco a Vienna. Questa è la faccia della sensualità, tutti voi. Questo stallone italiano è ora pronto a galoppare dal palco dell’Eurovision alle passerelle).

Ignazio: “Having already arrived and made a name for himself globally, Ignazio can unwind and kick back with the people. He was one of the most laidback contestants at Eurovision 2015. In a field of self-important pop stars, his down-to-earth realness was a breath of fresh air” (Essendo già arrivato ed essendosi fatto un nome a livello globale, Ignazio può rilassarsi ed essere disinvolto con la gente. E' stato uno dei concorrenti più spiritosi dell’Eurovision 2015. In un ambiente di stelle pop autocelebrative, il suo modo di fare spontaneo e con i piedi per terra è stata una boccata di aria fresca.)

http://wiwibloggs.com/2015/06/10/gianluca-ginoble-eurovision-s-next-top-male-model-2015/97785/

Best male vocalists 2015: Our readers voted for the best male vocalist at this year's Eurovision song contest. The three members of Il Volo - Gianluca Ginoble, Piero Barone and Ignazio Boschetto - came out on top. Others to rank high included Loic Nottet, Mans Zelmerlow and Guy Sebastian.

http://wiwibloggs.com/2015/05/29/poll-results-il-volo-gianluca-best-male-vocalist/96117/

 

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Commenti all'articolo

  • Di Denaromy (---.---.---.254) 14 novembre 2016 21:22

    Adoro Il Volo ma vorrei spezzare una lancia in favore del povero Michele Monina.

    Signore, ma lo avete visto in foto?

    No, la natura non è stata generosa con lui.

    Riuscite ad immaginare la sua frustrazione nel vedere questi ragazzi dotati di una voce eccezionale e per giunta giovani, belli, adorati dalle fan di tutte le età e di ogni latitudine, che riscuotono un successo dietro l’altro?

    Che cosa ha realizzato lui nella sua vita? Dice di aver scritto più di 60 libri. Sono forse trattati di musica, saggi sulle tecniche di composizione? No, sono biografie di artisti sconosciuti. Perché ovviamente quelli famosi se le fanno scrivere da biografi bravi. Il suo unico merito è di condividere la stessa natura rabbiosa e rancorosa del suo padrone e di essere disposto a stroncare tutti gli artisti che non seguono gli stili di importazione anglofona. Ma dovrà pure sbarcare il lunario questo povero diavolo, no, visto che di certo non campa vendendo i suoi libri!

    Nei suoi articoli rivela che la cosa più irrante per lui è vedere Gianluca che fa l’occhiolino nella telecamera. Povero Monina, lo so, deve essere dura per te ma fattene una ragione. Tu sai benissimo che quando Gianluca fa l’occhiolino nella telecamera dall’altra parte ci sono ragazze che piangono, urlano, svengono, se lo facessi tu ci sarebbero ugualmente ragazze che piangono, urlano, svengono, ma dallo spavento, perché sembrerebbe il ghigno di Dracula.

    Posso solo immaginare quante volte avrai fantasticato di essere al loro posto, di avere centinaia di ragazze che attendono ore per farsi fotografare insieme a te, che ti dedicano video in cui dichiarano il loro amore per te. Lascia perdere, Monina, continua a sognare e se non lo hai ancora fatto non approfondire guardando i video su Youtube o leggendo i commenti, non farebbero che aumentare la tua disperazione e ti spingerebbero a scrivere articoli ancora più rabbiosi. Ma come hai visto non serve sputare veleno su di loro, perché l’invidia e la cattiveria sortiscono l’effetto contrario, più cercano di distruggerli più aumentano i loro estimatori. Come ha detto Piero “se questo è l’effetto delle critiche, signori dateci sotto”. 

     

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