Sabato pomeriggio, in seguito al nubifragio che ha colpito Milano, la parte nord della città, in particolare le zone di Niguarda e Maciachini, sono precipitate nel caos. L’esondazione del Seveso, il cui corso sotterraneo attraversa proprio quel quartiere, ha mandato completamente in tilt il sistema dei trasporti urbano. In particolare le fermate della linea gialla della metropolitana (M3) di Sondrio, Zara e Maciachini sono tuttora inagibili, sommerse da 7-8 metri di acqua e fango, e con tutta probabilità lo rimarranno per svariati mesi (le foto qui e qui). La situazione è grave: oltre alla chiusura di tutto il tratto della gialla dalla Stazione Centrale a Maciachini, che per mesi costringerà decine di migliaia di cittadini a spostarsi in automobili, con conseguenze disasatrose per la mobilità milanese, l’acqua ha invaso anche parte del tratto in costruzione della linea 5.
Da Corriere.it:
<<Ma l’impressione è che per tirar su tutta l’acqua potrebbero esser necessari alcuni giorni, poi bisognerà ripulire dal fango. Solo allora partiranno le verifiche sulle strutture e soprattutto sugli impianti elettrici. Riflette un tecnico: «Sarà piuttosto improbabile che un impianto rimasto ammollo per cinque giorni non abbia riportato danni». Lo stesso tempo, un paio di mesi, sarà necessario per risistemare la galleria del metrò 5 tra viale Marche e Zara. Lavori fermi. E qualche preoccupazione in Comune, per il rischio di non riuscire a inaugurare il primo tratto della nuova metropolitana prima delle elezioni della primavera prossima.
La nuova fermata «Marche» era molto vicina alla conclusione, con le scale mobili e gli impianti antincendio già montati[..... ]Sono gli effetti della massa d’acqua enorme che si è riversata nelle gallerie: i tecnici stimano un volume tra i 200 e i 300 mila metri cubi (una tubatura dell’acquedotto larga 70 centimetri si è spaccata in viale Zara e ha gonfiato ancor più la piena del Seveso)>>
La politica sembra incapace di gestire la situazione: in risposta alle accuse arrivate da più parti, in particolar modo da Franco Mirabelli (PD) e Chiara Cremonesi (Sinistra e Libertà), circa il continuo rinvio degli interventi strutturali di arginamento del corso del Seveso, che avrebbero evitato lo straripamento, la Regione e la Provincia scaricano la responsabilità sul Governo. Roberto Forimgoni, presidente della Regione Lombardia e uomo forte del PdL, precisa che già da alcuni anni è pronto un piano di 33,4 milioni di euro, piano che però è stato bloccato quest’estate dal ritiro dei Fondi governativi Fas, dovuto al rigore di bilancio imposto da Tremonti. La domanda sorge tuttavia spontanea: se il piano è stato approvato da diversi anni, perchè non lo si è applicato prima? Non si può certo dire che il centrodestra non abbia avuto tempo; Letizia Moratti è sindaco di Milano dal 2006, Formigoni è presidente della Regione ininterrottamente dal 1995: una collaborazione con l’ex-presidente della Provincia Penati sarebbe stata non solo possibile, ma doverosa.Tra le altre cose Franco Mirabelli ricorda:
Milano Metropolitana Regione Moratti Letizia Pdl Formigoni Roberto