• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Tribuna Libera > Il Governo istituisce il Ministero della Verità

Il Governo istituisce il Ministero della Verità

La denuncia di Massimo Mazzucco della nascita di una sorta di Ministero della Verità, a nome anche di tanti altri Editori e giornalisti fuori dal coro, è apparsa pochi giorni addietro sul canale YouTube ControTv.


Il video, solo sul profilo Facebook di Mazzucco, ha raggiunto ben 9.000 mi piace e oltre 10.000 condivisioni. Mentre su YouTube supera le 710.000 visualizzazioni e i 26.000 mi piace.

Il video inizia così :

« La tenaglia della censura sta per stringersi sulla Rete e sulle voci dalla Libera informazione. Ancora non si sono palesati in tutta la virulenza, ma i segnali ci sono già tutti. Questa voglia di censura si sta articolando su due fronti, precisi e distinti :

  • il primo ramo della tenaglia è la legittimazione del cosiddetto giornalismo dei professionisti, ovvero l’informazione mainstream [io direi meglio “di regime”, NdR] come unica fonte valida per ricevere informazioni affidabili;
  • il secondo ramo della tenaglia, è la delegittimazione, uguale e contraria, delle voci della Libera informazione ».

Tra le sottoscrizioni a me più note, alla denuncia di Mazzucco, cito quelle di Claudio Messora (Byoblu), Giulietto Chiesa (PandoraTV), Fabio Frabetti (BorderNights.it ), Maurizio Blondet (omonimo blog), Ugo Mattei (Comitato Rodotà), Manlio Dinucci (Global Reserch), Marcello Pamio (Disinformazione.it), Franco Fracassi (regista), Leopoldo Salmaso (medico), Enrica Perucchietti (scrittrice).

Come possono essere liberi i media che vivono di pubblicità?

Nel video, per farla breve, dal un lato si lamentano rischi di una deriva autoritaria dello Stato che limiterebbe la libertà di pensiero e « di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE » (articolo 21 della Costituzione), e, dall’altro, la stessa inattendibilità dei media del pensiero unicoi cosiddetti media mainstrem – che sono economicamente dipendenti dai grandi inserzionisti (società farmaceutiche, automobilistiche, telefoniche, ect) con quel che ne consegue in termini di indipendenza dell’informazione.

Io aggiungerei che i media mainstrem sono altoparlanti di determinati partiti politici direttamente o indirettamente (dalla Lega a Forza Italia, fino al Partito Democratico).

Media, infine, che sono essi stessi sia per scelta editoriale e sia per errore, diffusori di Fake News come dinostrano:

Cosa è successo di tanto eclatante da far uscire Mazzucco dalla propria piccola nicchia di lettori / followers tali personaggi ?

Semplicemente è accaduto che il Governo, per bocca del proprio sottosegretario all’editoria – Andrea Martella – ha lanciato una caccia alle streghe contro i media non allieneati al regime al potere.

Come già riportai lo scorso 28 marzo in “Ultim’ora : il nemico non è più il coronavirus, ma la libertà di informazione”, l’impertubabile piddino Martella ha espresso questo dogma : « Se per curarsi bisogna rivolgersi ai medici, per avere notizie vere e bussole precise bisogna rivolgersi ai professionisti dell’informazione ».

Chi non è professionista accreditato (come già scrissi qui nel 2018 inLa libertà d’espressione limitata da una norma fascista”) non ha diritto d’espressione e, pertanto, non ha diritto di essere seguito / ascoltato dai lettori / telespettatori.

Il Governo vara il Decreto che istituisce il Ministero della Verità

Subito dopo – il 4 aprile [scarica qui il Decreto Ministeriale “Istituzione Unità di monitoraggio”] – è stata istituita l’ennesima Task Force, l’ennesima Commissione.

Si può affermare con ragionevole attendibilità che allo stato attuale delle cose, oramai chi non fa parte di almeno un Organismo elitario è uno sfigato, un buono a nulla.

Questo novella Commissione dovrà vagliare la veridicità di quanto da altri pubblicato al fine di attivare un contrasto. Una sorta di vero e proprio Ministero della Verità, insomma.

La Commissione pomposamente verrà chiamata “Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul web e sui social network”.

Ecco chi sono coloro che vigilano sulla Verità delle notizie in Rete

Ne fanno parte coloro che, per i contenuti dei propri curricula, si autoesaltano quasi come divini soggetti indipendenti dispensatori di giudizi universali :

  • Riccardo Luna, Direttore Responsabile dell’AGI agenzia di stampa di proprietà dell’ENI, dopo Stato, nel 2014, nominato dall’allore premier Matteo Renzi, unico membro italiano della Digital Champions Expert Group della Commissione Europea;
  • Francesco Piccinini, ex direttore di AgoraVox Italia. Da dicembre 2011 è Digital Manager del Gruppo Editoriale Caltagirone. Oggi direttore responsabile di Fanpage.it;
  • David Alejandro Puente, è responsabile del progetto Fact-checking di Open, giornale online fondato da Enrico Mentana. Già dipendente della Casaleggio Associati (2007-2011), debunker prima per il sito Bufale.net (2014-16) poi, sino al 2018, col proprio blog;
  • Roberta Villa, laureata in medicina e chirurgia, giornalista su temi di salute. Ha avviato la sua attività editoriale collaborando con Tempo Medico, prima rivista italiana per medici (chiusa nel 2009). Possiede un canale Youtube di debunker (anti-bufale) medica;
  • Giovanni Zagni, direttore di Pagella Politica e di Facta, siti di fact-checking (anti-bufale). Nel 2018, i tre clienti principali di Pagella Politica (RAI, AGI e Facebook) hanno rappresentato circa il 70% delle entrate;
  • Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione alla Cattolica di Milano;
  • Luisa Verdoliva, docente di Elaborazione dei segnali multimediali alla Federico II di Napoli;
  • Fabiana Zollo, ricercatrice sui flussi informativi online alla Ca’ Foscari di Venezia.

Altri Ministero della Verità crescono, dalla Rai a Mediaset

Analogo “Osservatorio permanente”, manco a dirlo, è stato istituito pure dalla Rai.

Ovviamente il Parlamento sta valutando di partorire ulteriore Commissione d’inchiesta sulle Fake News.

In proposito, tra gli altri, ha recentemente ascoltato il parere di Google Italy srl.

Il braccio operativo della censura è l’AGCM, oltre alla legittima e corretta Polizia Postale.

Questa Autorità Amministrativa ha diffuso un semplice comunicato stampa, lo scorso 19 marzo, col quale ha informato di aver « invitato i fornitori di piattaforme di condivisione dei video ad adottare ogni misura volta a contrastare la diffusione in rete, e in particolare sui social media, di informazioni relative al coronavirus non corrette o comunque diffuse da fonti non scientificamente accreditate ».

Il gruppo Mediaset, ha già preso la palla al balzo e diffuso sui propri canali uno spot pubblicitario auto-referenziale :
« le notizie sono una cosa seria, fidati dei professionisti. Scegli gli editori responsabili, gli editori veri. Scegli la serietà ».

Chi può dubitare che quelli di Rete 4, di Italia 1 e di Canale 5 siano editori seri ?

Credits : Photo by Daniil Kuželev on Unsplash

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.191) 25 aprile 09:51
    Giorgio Zintu

    Una rassegna che non lascia dubbi su cosa stia accadendo in Italia. Non c’è da festeggiare nulla del 25 Aprile in gabbia, forse è meglio pensare e agire come uomini liberi per ristabilire i valori della Resistenza. Stephane Hessel in Indignatevi scriveva che "una vera democrazia ha bisogno di una stampa indipendente; la Resistenza lo sa, lo esige, difendendo la libertà di stampa, il suo onore e la sua indipendenza rispetto allo Stato, al potere del denaro...".

  • Di paolo (---.---.---.49) 25 aprile 17:35

    "Editori e giornalisti fuori dal coro,

    ".. Domanda : Chi sono ? Prego dettagliare.

    O viceversa : quali editori e giornalisti fanno parte del " coro " ? O meglio ancora, cosa si intende esattamente per "coro" ? Coro è quello spettro dell’informazione che strizza l’occhio al governo ? Oppure anche chi ammicca all’opposizione fa parte di un "coro" ? Tanto per citare alcuni mainstream : Gruppo Gedi, RAI, Mediaset, SKY, La7, Repubblica, Il Fatto ecc.... , a quale coro appartengono ?

    E’ legittimo che ci sia una sorta di controllo sulla miriade di fake news che circolano in rete ? Se non per bannare o censurare tout court ma porre il denigratore professionale o il troll di fronte a precise responsabilità ? Sarebbe questa questa la funzione del presunto "Ministero della verità" ?, oppure sono previsti meccanismi di intervento per anichilire la libertà di opinione? Non è chiaro, prego esplicitare.

    Qual’è e dove è la stampa libera? Qualcuno conosce editori "puri ", ovvero svincolati da gruppi di potere economico finanziari? . Se si, chi sono?

    Dal momento che una fonte di informazione "pura e casta " non esiste, c’è soltanto un modo per difendersi : mediare ( sentire tutte le campane), avvalendosi di filtri culturali e di autonomia intellettuale. Ed è proprio qui che casca l’asino ( in tutti i sensi).

    Conclusione.

    E’ vero, una vera democrazia ha bisogno di una stampa libera; e difatti la nostra non è una vera democrazia, ma un surrogato, più o meno accettabile, di democrazia. Siccome non viviamo in Utopia, meglio comunque una democrazia malata che una dittatura. Soprattutto se si tratta di una " dittatura democratica", fondata sull’ignoranza e gestita da balordi che si sono buttati in politica come salvagente della loro esistenza. Perché questa è l’alternativa che attualmente ci viene proposta. Non ne vedo altre.

  • Di paolo (---.---.---.49) 25 aprile 18:52

    al netto dei refusi ortografici.

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox


Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità