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Il Brasile di futsal si riprende il trono mondiale

Con la vittoria ai rigori del Brasile sulla Spagna è terminato nel modo più atteso (soprattutto dagli organizzatori) il Campionato mondiale di Futsal. Organizzato nelle cornici assurde per il calcio a 5 del Maracanazinho di Rio de Janeiro e nello stadio ultrafuturistico di Brasilia (14.000 posti), è stato un mondiale ad alti contenuti tecnici più che tattici, con le grandi arrivate alla fine dei giochi e nuove realtà a bussare sempre più forte per farsi invitare a cena.

 

L’Italia si è comportata molto bene, uscendo in semifinale con un autogoal di Foglia al secondo 0. Così segnava il cronometro, quindi il goal era da annullare. E qui nasce il mistero. In realtà pochi secondi prima, i cronometristi avevano fatto scorrere erroneamente 3 secondi quando la Spagna ha rimesso in campo un pallone mentre l’arbitro aveva fermato il gioco per far asciugare il campo. Quando il gioco è ripreso, sul display del palazzetto mancavano 6 secondi alla fine, mentre a mancare erano 9 secondi. Così quando Foglia in disperato recupero difensivo ha goffamente spedito il pallone nella sua porta, non si era al secondo 0 e quindi il goal era irregolare, ma mancavano ancora 3 secondi e il goal è stato convalidato.

 

Solo che i commentatori italiani non si sono accorti di questo errore sul cronometro e hanno stufato le orecchie dei telespettatori con le loro urla sul goal inesistente e la vittoria irregolare. Bastava stare attenti invece e tutto si risolveva. Il bello è che anche i giornali del giorno dopo hanno riportato a caratteri belli grossi : “Italia fuori per un goal irregolare”, e se il cronista può essere scusato perché, preso dalla foga del momento, può anche non vedere qualche particolare, per il giornalista che ha la visione in diretta e le immagini registrate da rivedere quante volte vuole, è un errore che noi ad Agoravox non accettiamo (tanto per darci un po’ di arie).

 

Al di là di questa faccenda l’Italia ha giocato un buon mondiale e ha messo in campo giocatori giovani di interesse come Forte e Baptistella. I vecchi, Grana, Foglia, Pellegrini, Fabiano non hanno disatteso, unica nota negativa Zanetti che non ha messo in mostra niente del suo repertorio di finte e tiri precisi.

 

Il Brasile ha vinto grazie alla forza di squadra più che per il talento dei suoi giocatori. In finale, fuori i tre i tre perni della squadra Schumacher, Falcao e Gabriel, la carretta e la croce l’hanno portata fino in fondo Lenisio, Marquinho e il capitano Vinicius, oltre al portiere migliore della competizione, Tiago (sostituito poi per i rigori finali dal vecchio Franklin, che ha portato alla vittoria la squadra sudamericana parando due rigori).

 

La Spagna è stata la squadra più regolare del torneo. Ha vinto con naturalezza le partite che doveva vincere, nei match con avversari difficili ha mostrato tutto il valore di squadra senza nessun giocatore al di sotto di un certo standard. Grandi attori del torneo sono stati Kike, Marcelo, il portiere Luisi Amado e Javi Eseverry. Ma in fondo tutti nella Spagna giocano allo stesso livello altissimo.

 

Tra le altre squadre, grande impressione hanno suscitato la Thailandia, che non è passata al girone dei quarti perché nel suo raggruppamento di primo turno c’erano Italia e Paraguay e che ha messo in mostra un ottimo intermedio offensivo come Eakapong Suratsawang, il Paraguay stesso che insieme al grande intermedio difensivo Chilavert, ha dato spazio ad un frizzante José Rotella e un incisivo Walter Viallalba, la Russia che è arrivata quarta grazie ai goal dei naturalizzati Pula e Sirilo e alla grande determinazione di Shayakhmetov e Prudnikov (in ombra il capitano Maevskiy) e l’Iran, squadra rivelazione, che ha saputo contendere fino alla fine il posto in semifinale all’Italia, in una sfida pareggiata da un destraccio di Edgar Bertoni contro una squadra a cui mancavano anche i suoi due migliori giocatori Vahid Shamsaee e Mohammad Keshavarz.

 

Sabato da noi riparte il campionato e Agoravox vi terrà informati.

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