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  Home page > Attualità > Ambiente > I tentacoli del Ponte sul centro dell’Ateneo di Messina
di Antonio Mazzeo (sito) martedì 7 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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I tentacoli del Ponte sul centro dell’Ateneo di Messina

I neolaureati dell’area dello Stretto non si erano mai illusi che con il Ponte avrebbero trovato stabile occupazione, ma certo non potevano immaginare che con l’avvio dei lavori sarebbero stati scippati dell’unica infrastruttura creata in ambito locale a sostegno di attività imprenditoriali giovanili innovative. Venerdì 10 settembre, nel cuore del Polo scientifico di Papardo dell’Università di Messina, andrà in scena l’ultima beffa dei Signori del Ponte.

Un’intera palazzina dell’Ateneo, realizzata con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse», destinata a fare da “Incubatore” di 46 aziende di giovani imprenditori e ricercatori universitari, sarà convertita nei “Nuovi Uffici Direzionali del Ponte”. Vi s’insedieranno la società concessionaria Stretto di Messina, Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori), il gruppo statunitense Parsons Transportation (impegnato nel “project management” dell’opera). Il cambio di destinazione delle finalità d’uso dell’incubatore mai nato avverrà con un “protocollo d’intesa” che l’Università di Messina firmerà alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli e del plenipotenziario Pietro Ciucci, commissario straordinario del Ponte e presidente ANAS e della Stretto Spa.
 
L’evento, in verità, era stato programmato per il 10 luglio scorso, ma alla vigilia della dismissione dei locali ci si rese conto che per la fretta si erano bypassati alcuni delicati passaggi burocratici. Non fu sufficiente la convocazione, qualche ora prima della firma del protocollo, del Senato Accademico e del Consiglio d’amministrazione dell’Università per approvare congiuntamente la bozza d’accordo. Matteoli annullò il suo viaggio a Messina e si decise di posticipare il tutto di un paio di mesi. Il Rettore, Francesco Tomasello, non ha mai nascosto di essere stato tra coloro che più hanno caldeggiato la concessione dello stabile ai Signori del Ponte. «Io considero il Papardo un’area fortemente strategica. Chi fa polemica per aver prestato l’incubatore d’impresa ad Eurolink mi fa solo sorridere. Lasciarlo come testimonianza di opera incompiuta sarebbe stato meglio?», ha commentato Tomasello, che in precedenza aveva ottenuto una proroga dell’incarico di dodici mesi al termine dell’ultimo mandato come rettore, nonostante una richiesta di rinvio a giudizio e due provvedimenti di sospensione dall’incarico per due mesi, ordinati dal Tribunale di Messina nell’ambito di un’inchiesta su un presunto concorso “pilotato”.
 
Che si tratti dell’ennesima “cattedrale nel deserto” o di un’“opera incompiuta” è assai discutibile, specie se si scorrono i documenti progettuali e le valutazioni degli stessi organi accademici. Le finalità dell’incubatore di contrada Papardo, concesso in uso a Sviluppo Italia Sicilia, puntavano all’«offerta di spazi ai giovani per esprimere la propria capacità d’impresa in una città poco competitiva» e «all’ospitalità di spin-off industriali derivanti dalla ricerca scientifica». Nonostante i ritardi nel decollo della struttura, nella “Relazione sui risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico nell’anno 2008”, l’Università degli Studi rifocalizzava la propria attenzione al «crescente interesse dell’Ateneo messinese per il tema del trasferimento tecnologico e della creazione di nuove imprese, nell’ambito di un ampliamento e rafforzamento delle interazioni già esistenti con il sistema produttivo». Nel sottolineare l’esistenza di cinque imprese sostenute dall’Ateneo nei settori dell’elettronica, high-tech, scienza della separazione, la Relazione annunciava il «completamento» dell’incubatore, che finalmente potrà offrire «possibilità concrete di promozione al territorio nel quale l’Università opera, e in generale a coloro, potenziali imprenditori, che ne facciano richiesta».

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di Antonio Mazzeo (sito) martedì 7 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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