• sabato 26 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Tempo Libero > Recensioni > I punti di vista di Edgar Morin su Marx
di Damiano Mazzotti (sito) lunedì 23 agosto 2010 - 1 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(3 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

I punti di vista di Edgar Morin su Marx

La raccolta di saggi “Pro e contro Marx” riunisce le riflessioni di un grande pensatore francese su alcuni contributi intellettuali di Marx (www.erickson.it, 2010).

L’interesse di Morin per Marx si è focalizzato sugli scritti giovanili, in particolare sui “Manoscritti economico-filosofici del 1844”, dove appare la figura di un titano del pensiero che riesce a riunire la filosofia, la storia, l’economia, la sociologia in una moderna antropologia scientifica.

Morin elabora un’antropologia più complessa, abbandona le semplificazioni di carattere maschile e considera l’essere umano come entità individuo-società-specie. Ma il pensiero marxiano resta ancora molto attuale: Marx è stato uno dei primi pensatori della mondializzazione e ha descritto “un capitalismo che crea non solo un prodotto per il consumatore, ma un consumatore per il prodotto”. Il sociologo francese prende in esame il pensiero critico di Marx da quattro punti di vista: la scienza, la tecnica, l’economia, il profitto. Si potrebbe quindi considerare Morin come il grande maestro della complessità che valorizza “l’unità che produce e contiene le diversità”, poiché “le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano mondi diversi” (Marvin Minsky).

Inoltre Morin ritiene che l’astrazione matematica può generare “una scissione con il concreto”. La matematizzazione è un processo che “taglia e isola”, che può formare delle “menti parcellizzate e tecno-burocratizzate” che “percepiscono le realtà viventi e sociali secondo la concezione meccanicistica-deterministica, valida soltanto per le macchine artificiali” (1994). L’analisi di un concetto, di un oggetto o di un fatto, necessita quasi sempre dell’integrazione con un processo di sintesi, in una discussione e valutazione sistemica più generale, e risulta migliore se resa è operativa attraverso il punto di vista di più osservatori e pensatori. E di solito le risposte le danno le persone istruite, mentre le domande utili e migliori le fanno le persone intelligenti.

Comunque nella prefazione lo stesso Morin delinea in modo molto preciso le sue posizioni e afferma: “Così, per me, Marx è “multipresente”, ma mai dominante. Maestro di pensiero ma mai padrone del mio pensiero. Il mio rapporto con il suo pensiero è al tempo stesso complementare, concorrente e antagonista, cioè complesso”. Purtroppo però il sistema educativo occidentale di massa è burocratico, conformista e nozionista, e perciò le idee più innovative e utili saranno diffuse dalle persone che vivono in particolari sottoculture educative e scientifiche, come quelle nordeuropee (in particolare i cittadini della Svezia, della Danimarca, della Finlandia e dell’Olanda). 

Per quanto riguarda l’alienazione e lo sfruttamento che nascono nelle diverse società si potrebbe affermare che dipende dall’eccessivo numero degli esseri umani. L’essere umano si è evoluto come cacciatore-raccoglitore nei piccoli villaggi. Finché gli esseri umani erano poche centinaia o migliaia di individui in una regione più o meno grande, i rapporti erano più paritari e c’era meno bisogno di vendersi o di svendersi per sopravvivere. Anche oggi i paesi dove la qualità della vita è migliore sono quelli dove c’è il controllo delle nascite e quindi dove gli uomini non si riproducono senza criterio come gli animali. In un certo senso le classi dominanti esistono e sfruttano altri uomini, anche perché ci sono classi che si riproducono di più di quello che si possono permettere e che quindi forniscono “carne da macello” alle classi superiori. Purtroppo a questo mondo per sopravvivere bisogna sfruttare qualcosa o qualcuno, ma bisognerebbe trovare di volta in volta il giusto equilibrio nello sfruttamento degli elementi della terra, della produzione vegetale e animale, e dell’attività manuale o intellettuale di uomini e donne. E dopotutto il sesso femminile può mettere a frutto anche l’attività riproduttiva trovandosi un uomo, senza alcun bisogno di fare un lavoro pesante (le donne sono quasi sempre delle fattrici e quasi mai delle benefattrici).


pagina successiva >>

di Damiano Mazzotti (sito) lunedì 23 agosto 2010 - 1 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(3 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Parole chiave

Marx Karl Morin Edgar

Commenti all'articolo

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.