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  Home page > Attualità > Media > I media e le priorità della gente
di Aldo Bongiovanni (sito) venerdì 16 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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I media e le priorità della gente

Tutti i giorni ci inviano milioni di notizie, ma quante andrebbero realmente discusse e quante corrispondono alle priorità della popolazione?

Per media si intendono tutti i mezzi di informazioni quali la tv, la radio, la carta stampata (giornali, libri ecc. ecc.) ed internet.

Ad eccezione di quest'ultimo che ancora si presenta come un mezzo quanto meno democratico - a parte alcune eccezioni - la tv, la radio e la carta stampata presentano invece una qualità di informazioni trasmesse di profilo sempre più basso e gran parte pilotato da interessi privati: quando un media democratico dovrebbe invece divulgare notizie coerenti con la realtà e con ciò che realmente andrebbe discusso.

Oggi giorno le notizie che fanno capolino su questi mezzi sono sempre più su argomenti che ruotano intorno al gossip, al calcio, alle critiche, alle mode ecc. ecc. nonché notizie di carattere drammatico e catastrofico. Mentre le prime hanno un utilità veramente marginale e, se proprio si volessero discutere, dovrebbero rappresentare un fetta molto piccola rispetto al resto. Le seconde, se anch'esse si profilasse la necessità di parlarne, andrebbero discusse in maniera oggettiva e in particolar modo senza limitarsi a fare da cassa di risonanza, amplificando le conseguenze dei problemi, senza affrontare invece le vere cause (per fare un esempio è assurdo parlare continuamente di cronache strappa lacrime, senza discutere invece del perchè certe cose accadono e come si potrebbero evitare).

Oltre tutto, questa tipologia di notizie, propinata con insistenza e ingigantendo il tutto, è utilizzata consapevolmente in quanto è la tipologia preferita da buona parte degli ascoltatori e quindi quella che determina un aumento considerevole degli audience!

Ma di fatto, anche se questa scelta è accolta favorevolmente dagli ascoltatori, non è sufficiente per giustificarla: diversamente bisognerebbe condividere anche altri comportamenti (sbagliati) che però le persone accolgono favorevolmente. Ad esempio, sulla stessa lunghezza d'onda, potremo accettare anche l'eliminazione dei limiti di velocità sulle strade, visto che per molti è piacevole poter viaggiare ad una velocità maggiore a quella consentita. Ma questo non è possibile, perchè la validità di un comportamento si commisura con le conseguenze che ne determina e, in entrambi i casi, le conseguenze sono negative!

Allo stesso tempo la diffusione perpetua di queste notizie impaurisce le persone e sopprime fortemente l'evoluzione della specie umana: pensiamo ad esempio se lo stesso tempo che viene dedicato a queste notizie fosse destinato invece ad affrontare tematiche di primaria importanza (con fine di risolvere e non solo di discuterle ovviamente), come ad esempio la salute, l'autoproduzione, l'etica ecc. ecc.; ci sarebbe un accrescimento considerevole della conoscenza umana e un ottimismo molto più diffuso.

Però questo non “rende” a costoro e quindi non si fa: già i Romani si servivano di questa usanza al tempo dell'Impero che, con la formula panem et circenses (cibo e intrattenimento), tenevano a bada il popolo.

Da altra parte la diffusione della conoscenza umana è una spina nel fianco per coloro che hanno in mano l'informazione e, infatti, se fosse orientata verso ciò che realmente sarebbe utile alla comunità, cesserebbe il disorientamento attuale e i protagonisti non sarebbero più loro: le persone, allo stesso tempo, smetterebbero di essere come bandiere che sventolano nella direzione di chi soffia più forte su di esse!

di Aldo Bongiovanni (sito) venerdì 16 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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