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Honoris causa… dei diritti umani. Alla Bocconi si parla di pena di morte

L'importanza di parlare dei diritti umani. Il fenomeno della pena di morte, se ne parla ancora poco sia sui media sia nei dibattiti in realtà accademiche e non. Interessante l'esperienza di Amnesty International presso l'Università Bocconi di Milano.

Mercoledì 15 maggio si è svolto presso la sede della prestigiosa università milanese un incontro sulla pena di morte, organizzato dal collettivo scolastico B-Lab con la collaborazione del prof. Matteo Winkler, docente in Diritto Internazionale e della Comunità Europea presso l’università Bocconi di Milano.

Alla conferenza Amnesty International era presente con Roberto Decio, del Coordinamento Nazionale pena di morte, e alcuni attivisti milanesi e lombardi.

L’incontro, che rientrava nell’ambito di una rassegna intitolata “CineMA – Tra cinema e diritti”, ha visto la proiezione di un episodio di “Boston Legal”, nota serie televisiva americana, incentrato su un caso di pena di morte, ed è stata seguita da un paio di interventi e dal dibattito con gli studenti, i quali molto interessati si sono trattenuti in istituto ben oltre gli orari canonici.

Il prof. Winkler, già amico di Amnesty International ed esperto di diritti umani, ha introdotto il tema della pena di morte in relazione al contesto storico americano nel periodo dal dopoguerra a oggi, senza tralasciare riflessioni di ordine etico e soprattutto giuridico, cari sia a lui sia ai ragazzi intervenuti, molti dei quali iscritti proprio a quel programma di studi.

Roberto Decio, dopo aver introdotto la storia e la missione di Amnesty International in relazione ai diritti umani, ha prima interagito con gli studenti dibattendo le evidenze sollevate dall’interessante episodio di fiction, poi ha presentato il fenomeno della pena di morte nel mondo, partendo dalla recente pubblicazione dei dati relativi al 2012 e soffermandosi sulla situazione degli Stati Uniti in quanto sistema giuridico oggetto della fiction stessa.

Grazie al prof. Winkler e al collettivo studentesco, il dibattito ha rappresentato un’occasione anche per Amnesty di approfondire la conoscenza di aspetti giuridici più particolari. Del resto, è sicuramente stata anche per gli studenti la circostanza in cui conoscere in modo approfondito un tema non molto dibattuto, in ambito sia accademico che non. Proprio i media, in particolare quello televisivo e quello cinematografico, sono portatori di messaggi in questo senso assai contraddittori se non apertamente condannabili dal momento che propongono la vendetta, privata o applicata dallo stato, quale comportamento se non legittimo almeno pressoché giustificabile in taluni casi. Prova ne è stata l’importante disponibilità dimostrata dai ragazzi alla fine dell’incontro a firmare le petizioni (si riportava il caso di 9 condannati a morte in Indonesia) e a richiedere informazioni su come attivarsi per i diritti umani diventando soci di Amnesty International.

Il prof. Winkler ha dimostrato grande interesse a ricevere in futuro Amnesty International e l’intervento di un difensore dei diritti umani, per poter continuare ad approfondire questo tema in ateneo.

Stringere legami con le istituzioni scolastiche è sempre una buona cosa per associazioni come Amnesty International che operano con sempre maggiore attenzione sul fronte dell’educazione ai diritti umani. Farlo con il più prestigioso degli istituti milanesi è un privilegio ancora più grande.Onore alla causa… dei diritti umani.

Roberto Decio

Amnesty International ha una Rete “Pena di morte” che fornisce dati aggiornati, informazioni sui casi e le azioni promosse da Amnesty International, notizie dal mondoiniziative realizzate dalla Sezione Italiana e dai Gruppi sul territorio. Per maggiori info e iscriversi.

Roberto Decio si occupa di pena di morte dal 2002 e svolge per conto del Coordinamento interventi formativi nelle scuole e dibattiti sulla pena di morte ai quali sia invitata a relazionare Amnesty. Nel 2011 ha organizzato le manifestazioni legate alla Giornata mondiale contro la pena di morte a Milano, fra cui l’esposizione della mostra fotografica “La camera scura”.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Cesarezac (---.---.---.252) 21 maggio 2013 19:04

    Il bocconiano prof.Monti con la politica dell’austerità, dell’incremento della pressione fiscale già intollerabile, ultima l’IMU, ha condannato a MORTE l’impressionate numero di imprenditori e non suicidatisi per disperazione che hanno accompagnato la sua azione di governo del Paese cacciandolo nella peggiore crisi della sua storia.

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