Questa estate è uscita nelle librerie la biografia di Augusto Minzolini. Il volume, edito da Kaos editore e scritto da Michele De Lucia, ripercorre tutta la carriera giornalistica e politica dell'attuale direttore del Tg1. Attraverso la lettura di queste duecento pagine, viene alla memoria la storia del giornalismo, dalla macchina di Gutenberg all'avvento dell'alfabettizazzione di massa. Storia di molti paesi che ha portato al caos attuale. Ma quale sarà il futuro?
Comunicazione e informazione.
In Italia, infatti, il giornalista è il professionista del giornalismo che si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie. Il giornalista redige articoli, inchieste, reportage o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, per mezzo di un medium (carta stampata, radio, tv, internet). Diversamente dalla maggioranza degli altri stati, in Italia l'attività del giornalista è riconosciuta per legge, (la numero 69 del 1963), ed è quindi alla pari degli altri stati, fondata su una deontologia. Un cittadino italiano che vuole definirsi giornalista deve far parte dell'Ordine Professionale. Perciò chi non è iscritto all'Ordine non può ai sensi della legge definirsi giornalista (realtà che non esiste nel resto del mondo). Da un punto di vista pratico però, diversamente dalle altre professioni normate (avvocato, medico ecc), chiunque può svolgere un'attività simile a quella del giornalista che si estrinseca nella libera manifestazione del pensiero, (diritto sancito costituzionalmente), ma non ha la possibilità di definirsi "giornalista". L'esercizio abusivo della professione giornalistica è un reato penale. L'ordine dei giornalisti prevede in Italia, secondo la legge n. 69 del 1963, che l'Albo è diviso in due appositi elenchi:
Secoli di cambiamenti ed evoluzioni hanno portato alla nostra attuale forma di giornalismo ed informazione, che perfettamente si rispecchia nelle pagine di “Se questo è un giornalista. Ritratto biografico di Augusto Minzolini, gazzettiere del berlusconismo”, (pagg.240, 18 euro).
Ma quale è stato il percorso di questo giornalista? Minzolini iniziò la sua carriera giornalistica nel 1977, svolgendo il praticantato all'agenzia di stampa Asca. Nel 1980 diventa giornalista professionista. Nel 1985 collabora con "Panorama" che lo assume due anni più tardi. Ma nel 1990 riceve la proposta di Ezio Mauro, per lavorare a La Stampa. Proprio qui, due anni dopo diverrà inviato e poi editorialista. Una carriera lunga e piena di soddisfazioni. Nel 1994, durante un'intervista rlasciata a Repubblica, si dichiara contrario ad ogni tipo di privacy per i politici: "Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. [...] Quattro anni fa, e cioé in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di G. Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di A. Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico".