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Giappone, la peggiore crisi dal Dopoguerra

Il Giappone si sta decisamente dirigendo verso la sua peggior recessione dal Dopoguerra, dopo la pubblicazione del dato di produzione industriale di dicembre, che ha mostrato un calo mensile del 9,6 per cento, la crescita della disoccupazione e l’ennesimo taglio alla spesa da parte dei consumatori. Il calo nella produzione industriale ha oscurato il precedente record di meno 8,5 per cento, fatto segnare il mese precedente, mentre la disoccupazione balza dal 3,9 al 4,4 per cento, il peggioramento più marcato degli ultimi 41 anni.

La recessioni negli Stati Uniti ed in Europa ed il rallentamento cinese hanno fortemente ridotto la domanda di auto, elettronica e macchinari giapponesi, e le evidenze aneddotiche segnalano tagli agli organici da parte dei principali esportatori quali Honda e Hitachi. Questi dati hanno colpito pesantemente gli indici azionari, con il Nikkei che nel solo mese di gennaio ha ceduto circa il 10 per cento. Anche la rivalutazione dello yen, che nel 2008 è stata pari al 18 per cento contro dollaro, ha aggravato le difficoltà degli esportatori, erodendone gli utili.

La spesa delle famiglie è calata in dicembre del 4,6 per cento annuale, mentre i prezzi al consumo al netto degli alimentari freschi sono scesi nello stesso mese allo 0,2 per cento tendenziale, dall’1 per cento del mese precedente, segnalando l’intensificarsi di pressioni deflazionistiche. Il calo mensile della produzione industriale è stato peggiore delle già pessimistiche stime di consenso, che ipotizzavano una flessione dell’8,9 per cento, e rappresenta il peggior risultato dal 1953. Nel quarto trimestre del 2008 la produzione è calata dell’11,9 per cento, quarto trimestre consecutivo di flessione. Le aziende pianificano di ridurre la produzione di un altro 9,1 per cento in gennaio e del 4,7 per cento in febbraio. E’ in atto una recessione globale sincronizzata, e i manifatturieri stanno rispondendo molto aggressivamente, nel tentativo di preservare margini positivi. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, il Pil giapponese è atteso diminuire nel 2009 del 2,6 per cento, peggior risultato dalla Seconda Guerra Mondiale, oltre che per l’intero G7.

Le ultime stime di consenso ipotizzano un calo annualizzato del Pil nel quarto trimestre pari ad un incredibile 14 per cento, che se confermato supererebbe il meno 13,1 per cento del primo trimestre 1974, che è tuttora il peggior risultato dall’inizio delle rilevazioni di questa serie storica. Secondo il panel governativo che compie la datazione dei cicli economici, la recessione giapponese sarebbe iniziata nel novembre 2007. Finora, lo stallo in parlamento ha rallentato l’approvazione di un pacchetto di stimolo di 10.000 miliardi di yen (circa 111 miliardi di dollari). Mentre la Bank of Japan, dopo aver portato i tassi ufficiali allo 0,1 per cento, ha pochi margini per contrastare la crisi oltre ad acquistare debito aziendale per ridurre la stretta creditizia, operazione iniziata oggi.

L’export è crollato a dicembre del 35 per cento, spingendo tra gli altri Toyota, che prevede la prima perdita da 71 anni, a fermare per 14 giorni la produzione domestica nel corso di questo trimestre, mentre Honda licenzierà tutti i 3100 dipendenti temporanei giapponesi, che andranno ad aggiungersi ai circa 400.000 lavoratori precari che sono attesi perdere il posto nel trimestre che terminerà il 31 marzo. Il forte taglio ai livelli di attività dei costruttori automobilistici è destinato a riverberarsi anche sui fornitori di componentistica e sul settore dell’acciaio.

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