Quarta parte della cronologia-reportage sulla francese Florence Cassez, reclusa in un penitenziario messicano dal dicembre 2005.
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Quarta e ultima puntata sul caso che ha interessato Francia e Messico.
Per finire, non posso dire se Florence sia innocente o no. Posso dire, in base all’informazione raccolta, alla mia esperienza e conoscenza del Messico e alle letture sul caso, che il suo processo è stato viziato da ingerenze di ogni tipo, da logiche interne perverse, prove poco credibili e dinamiche esterne di potere, diplomatiche e politiche. I dubbi sono cosmici, le certezze poche e alle vittime non è stata resa giustizia. In questa sintesi, tra l’altro, sono state omesse le descrizioni di altri ostaggi, vittime dei “Los Zodiaco” (sempre che questa banda esista veramente nei termini presentati dalle autorità in questi anni), e di altri elementi di questa e altre bande di rapitori in stretta relazione tra di loro.
Queste connessioni, spesso anche familiari, tra varie micro-organizzazioni criminali coinvolgono molti personaggi di questa storia surreale e inquietante e portano ad altre piste molto promettenti per la risoluzione del caso e l’eventuale arresto dei delinquenti. Peccato che nella maggior parte dei casi siano state trascurate palesemente dagli inquirenti come succede con i due fratelli Rueda Cacho segnalati dalla giovane Valeria che sono riconducibili, con connessioni familiari, agli stessi ostaggi Cristina e Christian.

Infatti, capita spesso che vittime e carnefici siano parte del medesimo intorno familiare, lavorativo o cittadino. Pare anche che Cristina, in base ai risultati delle indagini degli avvocati della Pastorale Sociale e alla testimonianza resa da uno dei massimi esperti francesi del caso, sia stata in passato la donna di servizio di un losco faccendiere, Eduardo Margolis, che era stato socio in affari di Sébastien Cassez, ma poi i due avevano litigato e s’era aperto un contenzioso legale. Le questioni aperte restano tante.
Non si sa che cosa abbiano fatto gli ostaggi tra l’8 e il 9 dicembre, giornata in cui la AFI era già entrata nel ranch Las Chinitas e aveva già catturato Israel Vallarta e Florence. Sappiamo solo che gli ostaggi sarebbero stati condotti lì (o ci sarebbero rimasti tutto il giorno) per la messinscena televisiva. Interrogato due volte in proposito dalla giornalista messicana Carmen Aristegui, Ezequiel semplicemente ha evitato di rispondere. Ma erano davvero nel ranch da prima o stavano in una delle altre case che i rapitori della banda avevano a disposizione per la prigionia? Le indagini lasciano a desiderare in merito.
E’ possibile che Florence resti in carcere e debba scontare in Messico la sentenza di condanna a 60 anni. Potrebbe anche essere riaperto il processo oppure del tutto annullato e, in questo caso, la francese sarebbe liberata. Queste sono le tre possibilità aperte per Florence Cassez, le sue ultime risorse o chance giuridiche in seguito all’accoglimento della sua istanza da parte della Suprema Corte di Giustizia messicana. Quest’organo giuridico ha il ruolo di corte costituzionale e, in questo caso, potrebbe aprire una via d’uscita non solo per Florence, ma anche per lo stesso governo messicano che cerca di salvare la faccia di fronte alle pressioni della Francia e, allo stesso tempo, al suo paese.