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Forza Italia, le ultime barzellette

Berlusconi un giorno sì e l'altro pure chiede a Napolitano - con basso profilo, bisogna ammetterlo - di non essere mandato ai servizi sociali (pulire i cessi, che orrore!) oppure che gli venga data la grazia "motu proprio" da parte di Napolitano, cioè senza che lui, il Berlusconi, la chieda (ciò che sarebbe lesivo della sua dignità, dice). Nel frattempo qualcuno del suo schieramento tenta di risollevare il morale della truppa disegnando nuovi orizzonti per la rivoluzione liberale. Si tratta della senatrice Casellati e del senatore Malan, parlamentari di seconda fila nello schieramento forzitaliota al servizio del grande decaduto. I quali mettono in dubbio che i quattro senatori a vita, nominati quest'anno da Napolitano, abbiano i requisiti di altissimi meriti sociali e scientifici per entrare in Senato. Si tratta com'è noto di Claudio Abbado, direttore d'orchestra acclamato in tutte le sale concerti del mondo, di Renzo Piano, architetto di fama internazionale, di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, di Elena Cattaneo, ricercatrice da anni sulle cellule staminali.

Quali sarebbero le colpe dei quattro senatori secondo Fi, con la Lega al seguito? Innanzitutto di non essere mai presenti in Senato. Quasi vero, dato che il primato assoluto di assenze (pari al 100%) lo tiene saldamente in pugno proprio Berlusconi. Impegnatissimo per anni a palpeggiare ogni sera ad Arcore le carrettate di escort che Tarantini e Fede gli portavano, e adesso - essendo ormai senza speranza di ulteriori somministrazioni di Viagra e affini - impegnatissimo a difendersi dalla sequenza senza fine di processi a suo carico causati dalla sequenza senza fine dei suoi reati.

Secondo, i quattro senatori sono stati "nominati". Vero. Ma l'accusa proviene da due senatori di FI che, grazie al Porcellum, sono stati anch'essi "nominati", non da Napolitano ma da Berlusconi. E, se permettete, c'è un po' di differenza. E infine, la colpa più grave: essere di sinistra. Verissimo. E questo è davvero imperdonabile per i forzaitalioti.

In questa vicenda chi ha voluto subito distinguersi è stato quel genio di Gasparri che ha detto: "Renzo Piano è spregevole". Per questo pover'uomo di Gasparri l'unica risposta possibile sta nelle Sacre scritture: Signore perdonalo, che non sa quello che si dice! Seguito a ruota, il Gasparri, da tale Erika Stefani, leghista, che per sintetizzare brillantemente l'attività dei quattro incriminati ha detto: "Crediamo che questi parlamentari debbano lavorare, cosa che evidentemente questi signori non hanno mai fatto visto che si degnano di essere presenti in Senato solo per fare da stampella al governo". Senza ricordare che Berlusconi sarebbe decaduto anche senza il voto dei quattro senatori, dato che una larga maggioranza a favore della decadenza (Pd e 5 Stelle) c'era comunque.

Per farci quattro risate, varrà la pena ricordare alcuni dei nomi proposti a suo tempo dalla destra per le nomine a vita di senatori, nel segno del garantismo e per impedire la deriva verso l'attuale regime illiberale: Mike Bongiorno, la super razzista Oriana Fallaci, don Verzè, quello dello scandalo del San Raffaele e, per ultimo, Bossi: Sì proprio lui, l'ex capo della Lega (che così sarebbe diventato "senatur" a vita).

Il Giornale di Sallusti ci aggiunge del suo, ricordando alcune dichiarazioni pubbliche: su Le Figaro Abbado avrebbe definito "cretini" gli italiani che nel 2001 votarono Berlusconi, sul Time Renzo Piano avrebbe accusato il Kav di aver dato ossigeno alla parte peggiore della società e su Repubblica Rubbia avrebbe definito il governo Berlusconi "umiliante". Tutte dichiarazioni che, se vere, renderebbero simpaticissimi i quattro senatori anche chi non li conosce personalmente. Sfugge al Giornale che fu lo stesso Berlusconi a definire "coglioni" gli italiani che non votavano per lui. E questo ce lo ricordiamo tutti. Sfugge ancora al Giornale che essere antiberlusconiani non significa essere di sinistra (vedi Travaglio o buona parte del Pd).

Forse il commento più efficace è stato quello di Nencini, segretario del Psi, partitino sopravvissuto all'ombra del Pd, che ha proposto un corso di alfabetizzazione per Malan, Casellati, Gasparri e soci. Ottima idea. A patto che questo corso sia obbligatorio.

Ma torniamo infine al grande decaduto. Qualche giorno fa Berlusconi, alla presentazione dell'ennesimo libro di Bruno Vespa, dopo aver ammesso di non essere riuscito a realizzare la sua "rivoluzione liberale" (si prega di non ridere troppo), ha detto: "Gli italiani devono imparare a votare". E' vero, per una volta c'è da essere d'accordo. Gli italiani devono imparare a votare.
 

Foto: Simone Ramella/Flickr

Questo articolo è stato pubblicato qui

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