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Fermiamo Green Hill: se la bontà è solo verde

In questi giorni, ho cercato di documentarmi sulla questione Green Hill, su cui non sono informata a sufficienza. Per mia forma mentis e radicata fiducia nel lavoro dei ricercatori, mi verrebbe spontaneo credere nelle loro buone intenzioni e nei loro indispensabili risultati. Però, ci sono due però. Primo però: sì, ho un cane. Non aggiungo altro, perché chi ha un cane con cui condivide le giornate, con cui dorme e passeggia due o tre ore al giorno, può capire immediatamente. Secondo però: non vuol dire niente che io istintivamente pensi che 'è giusto così, non si può sostenere una posizione sulla base di una propria opinione -Dio esiste perché io ho fede in lui.

Dunque insomma ho iniziato a approfondire qua e là, a cercare fonti, documenti e anche pareri, perché no, provenienti da entrambe le parti del dibattito. Ecco. Il sito ufficiale dei manifestanti, di quelli che, per intenderci, hanno liberato i beagles pagando con il carcere l'azione di protesta, è Fermare Green Hill. Ho letto pagina dopo pagina i post, le motivazioni di fondo, riflessioni, dati e quant'altro e quando ho chiuso la pagina web ho pensato che davvero l'unico modo in cui non è corretto polemizzare o trattare un argomento è esattamente il modo che usano loro.

La sperimentazione animale mette in difficoltà chiunque, non solo vegetariani o radicali vegani. Il classico 'mangia che ti mangio' è un istinto ancestrale di sopravvivenza, che incosciamente legittima per molti il mangiare carni rosse e bianche, di vitello e di agnello. Ma il testare un farmaco su un golden retriever è qualcosa che in natura non esiste, è un risultato della tecnica dell'uomo, che non ci sarebbe se non ci fosse la civiltà umana. C'è uno scivoloso concetto di 'naturale' nel dire catena alimentare sì, sperimentazione animale no, ma penso che sia una distinzione su cui scivoliamo in tanti e, credo, ci scivoliamo ragionevolmente. Ripeto, ho un cane e ammetto che le immagini del sito suddetto mi hanno messa in difficoltà e in imbarazzo - nonostante io abbia seri dubbi sulla corrispondenza foto/didascalia.

Ma chi scrive su Green Hill, invece di coinvolgermi nell'accorata lotta, mi ha profondamente innervosita, per superficialità, stupidità e strumentalizzazioni. Si può parlare di un tema così delicato e di pubblico appeal dicendo che 'di fronte a questi cuccioli e ai loro occhi sfidiamo chiunque a dire che commettere un atto illegale pur di salvarli è sbagliato. E’ sbagliata la concezione che vuole gli animali oggetti in mano ad una ditta, che vuole dargli un prezzo, che li rende schiavi del profitto umano e fa arrestare coloro che li liberano per salvarli da atroci torture. Tutti liberi, umani e non umani!'? Tutti liberi? Sì? E perché non sono andati a liberare i topi? Ma poi in che senso sono schiavi del profitto umano? E quali sono le atroci torture? Poi aggiungono, in un altro post:

'Queste persone fanno leva sulla naturale paura degli umani della malattia e della morte, la utilizzano per arricchirsi, così come utilizzano i corpi, le vite degli animali non umani che torturano nei loro asettici laboratori. La loro abilità nello sfruttare la vulnerabilità delle persone è pari alla loro spietata freddezza.'

Ah sì? E voi invece su cosa fate leva? Non sulla vulnerabilità umana, forse? E i laboratori come dovrebbero essere se non asettici? Anche un ospedale è asettico, e quindi?

Sfruttare la vulnerabilità delle persone significa mostrare immagini di beagles e non di roditori (impiegati nella ricerca in numeri di gran lunga più alti), parlare di torture atroci senza spiegare a cosa ci si riferisce, dimenticare che la vita di un animale può salvare quella di un bambino e far finta che non sia un problema sul quale interrogarsi con sensibilità e attenzione. Significa parlare di una lobby della vivisezione, usando il termine vivisezione in modo del tutto inappropriato e attribuendo l'accusa di essere una lobby dedita al culto del lucro a dei ricercatori che probabilmente passano sette giorni su sette in laboratorio per 1000 euro al mese.

Le tesi cospirazioniste sono quanto di più irrazionale e emotivamente efficace possa esistere e usarle su un tema così delicato è, oltre che vergognoso, irresponsabile. La spietata freddezza è proprio di chi trascina la folla senza problematizzare la questione e senza dare gli strumenti necessari per affrontare confronti costruttivi.

In chiusura: la ricerca scientifica procede nella speranza di poter evitare l'uso di cavie da laboratorio il prima possibile.

Intanto, nobili spiriti innalzati da bontà e caritatevole passione, di fronte all'eventualità di un dibattito pubblico, dichiarano: 'Siamo venuti a conoscenza che la nostra audizione sarebbe stata una faccia della medaglia, che comportava, dall’altra, necessariamente anche quella di lobby del mondo della vivisezione, per fare in modo che l’audizione (a loro dire) risultasse equanime. Riteniamo assolutamente inutile e dannoso che personaggi del genere si esprimano in materia di diritti animali, quando da anni li hanno calpestati.'

Foto: via EcoBlog

Questo articolo è stato pubblicato qui


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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.212) 15 maggio 2012 11:35

    Basta con questa inciviltà,pensare di salvare l’uomo,e distruggere la vita ad altri esseri viventi,basta dire " la vita di un animale può salvare un bambino,sono stanca di sentire bambini e ancora bambini,io ho un cane e ho avuto un gatto il bene che voglio e ho voluto,no potrei mai fare o pensare che gli animali che io amo possono salvare esseri umani,non sono una primitiva,non sono una assassina,cività questo ho sempre sperato in un essere umano,ma sono stata quasi sempre delusa,quando vedo queste persone combattere per questi esseri innocenti,andande avanti così fino alla finire questa crudeltà,e alle persone che non la pensano così spero che qualcuno un domani vi faccia lo stesso trattamento di questi poveri esseri viventi che si chiamano cani o gatti o topolini.

  • Di (---.---.---.54) 15 maggio 2012 13:41

    Gentile signora,

    il suo atteggiamento è proprio quello che indico nel mio articolo come contro producente. Secondo lei serve a qualcosa dire io ho un cane e ho avuto un gatto? Le risponderanno mamme su mamme dicendo io ho un figlio o a me è morto un figlio, di un topo non me ne sarebbe fregato nulla. Non so, capisco che l’emotività sia difficile da mettere da parte, ma penso che sia l’unico modo di discutere razionalmente.

  • Di Geri Steve (---.---.---.171) 15 maggio 2012 15:11

    Grazie per il bell’articolo e per le considerazioni.
    Anch’io ho un cane che amo molto, ma questo non c’entra. Il problema è che tutta una serie di sperimentazioni si DEVONO fare (altrimenti non si puo’ mettere in commercio un farmaco) e altre sarebbe bene farne e farne di piu’ (sugli additivi alimentari, sui cosmetici...).

    L’obiettivo di questi movimenti è che queste sperimentazioni vengano proibite in Italia, quindi che vengano fatte, ma altrove.
    Il risultato sarebbe che in Italia dovremmo fidarci dei soli esperimenti fatti all’estero dai produttori, perchè non potremmo farne noi.

    Questi movimenti animalisti somigliano alle BR: dentro ci sarà pure qualche fanatico che ci crede e non è un infiltrato, ma dietro ci dev’essere qualcuno che sceglie lucidamente gli obiettivi.

  • Di (---.---.---.37) 15 maggio 2012 18:52

    Non è proprio così. Ci sono esagerazioni da entrambe le parti ok, ma di "atroci torture" se ne parla da decine d’anni. Ci sono state anche alcune inchieste giornalistiche. Vere o no (le torture) mica ogni volta che uno scrive deve star lì a spiegare tutto il sapere umano sull’argomento. Poi ci sono i ricercatori coscienziosi e quelli no. Ci sono quelli che prendono 1000 euro al mese e quelli che ne prendono molti di più (all’estero, magari). Poi probabilmente ci sono esperimenti utili(che io comunque non farei mai su un animale, perchè io non sono un cane, sono un uomo, cioè sono diverso dal cane) e quelli che non servono a nulla o quasi, ma si fanno lo stesso, perchè "il mercato" è fatto così. I toni della protesta sono alti, ma si sono alzati anche perchè si continua a dire "lo chiudiamo" e poi non si fa mai. Allora, o si chiude o no. E se è no, tanto vale dirlo subito. Continuare a rimandare e rimbalzarsi la palla (comune-regione-parlamento-europa) non fa altro che innervosire chi protesta. Che quindi alza i toni sempre di più. Non succede mica solo a quelli di Occupy Green Hill.

  • Di (---.---.---.76) 15 maggio 2012 20:36

    Non credo sia una questione di alzare i toni, è proprio questione di sbagliarli. Un anti-vivisezionista mi ha consigliato un articolo l’altro giorno che secondo il suo parere era chiaro e efficace. L’articolo è a questo indirizzo http://orientalia4all.net/2012/05/11/green-hill-e-non-e-finita-qui/, firmato da tale Enrica Garzilli, specialista in studi asiatici. Mi ha fatto ribrezzo. Scrive cose del tipo

    Mi hanno detto da più parti che ieri è uscito su Panorama un articolo pro sperimentazione animale. Non so, non l’ho voluto comprare intenzionalmente. Me lo farò prestare dal giornalaio solito, comprando qualcos’altro. Se fosse vero, e diverse fonti lo affermano, faccio solo una considerazione: c’entra qualcosa che Panorama sia del gruppo Mondadori?

    E anche:

    Un giornalista che conosco, che ha avuto problemi gravi in famiglia e sulla sperimentazione sa molto, ha detto che dalle anticipazioni dell’articolo di Panorama sembra che sia “imparziale”, informato ma senza prendere parte. Beh, questo è già prendere parte, visto che le leggi per la sperimentazione su animali vivi o allevati apposta, e la mancanza di controlli adeguati dei laboratori, proprio come fanno nei negozi per lo scontrino fiscale, ci sono già. Non prendere posizione è già una posizione.
    .

    Questa persona non ha neanche letto l’articolo, e parla per sentito dire. E così tanti, tantissimi altri, compresi gli attivisti del sito. (Tra l’altro, nonostante io trovi Panorama un settimanale orrendo, devo ammettere che l’articolo era ben scritto e ponderato.)
    Ed è un peccato, perché battaglie del genere condotte in modo intelligente potrebbero avere davvero un valore significativo, nel lungo ripensamento del ruolo dell’uomo nell’ecosistema pianeta Terra.


  • Di (---.---.---.209) 15 maggio 2012 22:36

    Io non ho capito bene che cosa intende chi ha scritto questo articolo! Per me la vivisezione è inutile e serve solo a far soffrire dei poveri animali perchè per legge è così.Ma per fortuna le leggi si possono cambiare e credo che in questo momento questo metodo di sperimentazione sia diventato obsoleto e eticamente inaccettabile! Bisogna trovare nuovi modi! E non è assolutamente vero che si fa leva sulla vulnerabilità delle persone facendole impietosire guardando i beagles, perchè se questo emendamento viene approvato anche i topi saranno liberi e non ci sarà più sperimentazione su nessun animale! Il fatto è che la gente si è svegliata ed ha capito che è una pratica inutile e disumana.

  • Di Ilaria Ampollini (---.---.---.24) 15 maggio 2012 23:25
    Ilaria Ampollini

    Chi ha scritto questo articolo si chiama Ilaria ed è la sottoscritta.

    E non è assolutamente vero che si fa leva sulla vulnerabilità delle persone facendole impietosire guardando i beagles, perchè se questo emendamento viene approvato anche i topi saranno liberi

    Non so cosa intendesse chi ha scritto questo commento, ma dal mio punto di vista far leva sulla vulnerabilità delle persone vuol proprio dire mostrare dei cuccioli di beagle quando la maggior parte delle sperimentazioni viene condotta sui topi, ma dei topi, parliamoci chiaro, non gliene frega a nessuno (o comunque non quanto dei cani).

     ...in questo momento questo metodo di sperimentazione sia diventato obsoleto e eticamente inaccettabile! Bisogna trovare nuovi modi!

    A me non risulta che, stando alle parole dei ricercatori, il metodo sia diventato obsoleto. Mi risulta che si stiano cercando nuovi modi, ma che ancora non siano stati trovati.

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