“Invertising”, ovvero l’advertising come lo vuoi tu (www.guerini.it, www.invertising.it).
“Il consumatore non è uno stupido, è tua moglie”. (David Ogilvy)
Paolo Iabichino è l’autore anticonformista e vivace di questo libro ricco di riflessioni, poco accademico e molto istruttivo, che prende in esame le nuove forme di comunicazione promozionale e relazionale, per invertire il senso di marcia solipsista della pubblicità e incontrare la partecipazione dei cittadini (ci sono inoltre numerosi suggerimenti bibliografici molto attuali).
Oggi la maggior parte della pubblicità “fa parte della nostra vita di "spettacolo”. Non ci cattura: ci diverte o ci annoia, ma spesso non si distingue dal film che ha interrotto, così come avviene per tutto quello che passa in tv. Forse una funzione più tradizionale la mantiene ancora nella stampa: riusciamo a vederla bene, capirne il messaggio (tante volte troppo veloce sul video) e a riguardarla, magari per fissare nella mente quale sia la funzione di un prodotto o il valore di un messaggio” (Anna Bartolini, docente di Diritto del consumo presso l’Università Iulm, rappresentante del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti: www.tuttoconsumatori.it).
Inoltre “l’asservimento di molti periodici alla pubblicità, con la conseguente perdita di credibilità e di appeal editoriali, ha finito per segare le gambe della poltrona su cui stavano assisi i messaggi pubblicitari, che quindi finiscono per terra avendo decertificato (resi appunto meno “reliable”) molti settimanali, molti mensili, diversi quotidiani ecc.”. Con la perdita di creatività, l’inutilità e l’inconsistenza dei messaggi promozionali i pubblicitari finiscono per trattare i cittadini come dei ragazzetti stupidi, di conseguenza cala anche il ritorno economico degli investimenti pubblicitari: “nel 2008 un investitore pubblicitario doveva spendere circa il doppio – al netto dell’inflazione – rispetto al 1991 per ottenere (s’intende in media) gli stessi risultati in termini di awareness, di brand reputation, di intention to buy or to try… cioè rendere noto l’oggetto (in genere la marca), far sì che sia non solo conosciuto ma stimato, trasformare notorietà e apprezzamento in orientamento alla prova o all’acquisto stabile” (Enrico Finzi, www.astraricerche.it).
Per ovviare a questi limiti il settore ha creato il marketing non convenzionale: l’Ambient Marketing (comunicare in un ambiente fisico alternativo), il Guerrilla Marketing (l’effetto sorpresa di una comunicazione molto creativa), il Viral Marketing (le comunicazioni che si diffondono in modo spontaneo tra le persone). Però non tutto ciò che è innovativo è migliorativo: infatti le 4 S del Viral Marketing sono Sesso, Splatter, Sadismo e Stronzate (Paolo Iabichino). Purtroppo la maggioranza degli esseri umani sono stupidi, ma non sono molti gli stupidi che hanno molti soldi da spendere.
Puntualizzo che spesso c’è anchel’influenza delle caste economiche, ma anche in cucina e nella (...)
05/04 13:41 - Damiano Mazzotti"Per fortuna le donne non sono molte creative e questo fatto ha salvato le chiappe a molti (...)
05/04 13:26 - fernanda cataldo