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Fecondazione eterologa | La Cassazione riconosce per la prima volta il figlio di due donne: buone novelle laiche

Non solo clericalate. Seppur spesso impercettibilmente, qualcosa si muove. Con cadenza mensile vogliamo darvi anche qualche notizia positiva: che mostri come, impegnandosi concretamente, sia possibile cambiare in meglio questo Paese.

La buona novella laica del mese scorso è la decisione della Cassazione di riconoscere per la prima volta un bambino come figlio di due donne. Si tratta una coppia lesbica che si è sposata in Spagna, che lì ha fatto ricorso alla fecondazione eterologa utilizzando l’ovulo di una delle due e successivamente ha divorziato in maniera consensuale. La Suprema Corte ha bocciato così il ricorso della Procura generale contro la decisione della Corte d’appello di Torino, che già nel dicembre 2014 aveva accolto la richiesta delle donne di far trascrivere all’anagrafe il bambino come figlio di entrambe. “La nozione di ‘vita familiare’ nella quale è ricompresa l’unione tra persone dello stesso sesso”, si legge nel pronunciamento, “non presuppone neppure necessariamente la discendenza biologica dei figli”.

Le unioni civili stanno prendendo piede in sempre più comuni: un fenomeno che contribuisce a promuovere l’accettazione delle coppie omosessuali, nonostante l’opposizione di alcuni sindaci che tentano di usare in maniera cavillosa l’obiezione di coscienza e la campagna propagandistica della Chiesa contro il “gender”. A Roma Virginia Raggi ha finalmente celebrato le prime unioni civili, nella Sala Rossa del Campidoglio. Un segnale importante dalla Capitale, dopo le prime settimane di incertezza. A Bologna, il baritono Paolo Bordogna e il manager Adalberto Ruggeri hanno celebrato la propria unione civile: tra i ringraziamenti,anche all’UAAR che ha sostenuto questa battaglia. Anche a La Spezia è stata formalizzata dal sindaco Massimo Federici la prima unione civile. A Pinerolo (TO) due ex suore, che si erano conosciute anni fa in missione, si sono unite civilmente: può succedere anche questo, davanti a un sindaco e non in una chiesa. Nonostante la nuova strategia “empatica” di papa Francesco, la Chiesa cattolica non ha posto per queste persone, mentre una società laica con la sua “profana” burocrazia e le sue libertà sì. Qualche giorno dopo l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, ha riferito infatti che il papa è apparso rattristato quanto ha saputo la notizia.

Il Movimento 5 Stelle ha avviato iniziative per destinare i fondi degli oneri di urbanizzazione per edifici di culto a scopi sociali, come la manutenzione delle strutture scolastiche pubbliche. Da segnalare due emendamenti alla legge 4/85 della Regione Liguria presentati dal portavoce Marco De Ferrari e la mozione di Simone Benini e Daniele Vergini al consiglio comunale di Forlì. Entrambe le proposte sono state bocciate dalle rispettive maggioranze (centrodestra in Liguria, Pd nella città romagnola), ma mostrano come una certa consapevolezza politica si vada affermando sui costi della Chiesa: non a caso i promotori hanno citato proprio l’inchiesta dell’UAAR.

Il mese è segnato anche dalle polemiche per la giornata del “Fertility Day” promosso dalla ministra per la Salute Beatrice Lorenzin. La campagna pro fertilità è stata avviata con immagini e slogan che tradivano un approccio ideologico confessionale e offensivo verso la dignità delle donne, tanto da destare le proteste delle associazioni laiche, tra cui l’UAAR, e femministe. Non a caso già nel 2014 Lorenzin aveva anticipato l’iniziativa dalle colonne di Avvenire, ricevendo il plauso del quotidiano dei vescovi. Dopo queste proteste la ministra è tornata sui suoi passi, rinviando l’iniziativa a data da destinarsi. Mentre le prese di distanza per lo scivolone si sono generalizzate. Il comune di Bologna ha ad esempio ottenuto dal Ministero della Salute l’annullamento dell’iniziativa denominata “Villaggio della fertilità”, che si sarebbe dovuta svolgere in piazza nell’ambito del Fertility Day. L’ordine del giorno per bocciare l’iniziativa è stato presentato al consiglio comunale da Coalizione Civica. Il tema era stato trattato “in maniera sbagliata e a tratti anche abbastanza volgare”, ha chiarito l’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo.

In diversi paesi a maggioranza islamica l’omosessualità è condannata e non sono pochi i gay che fuggono proprio per questo. Diversi hanno ottenuto lo status di rifiugiati in Italia proprio grazie al sostegno di Arcigay, come un giovane del Gambia. Proprio da quel paese, presieduto dall’autoritario e fondamentalista Yahya Jammeh, è fuggito l’anno scorso un ateo che ha ottenuto supporto dalla nostra associazione nella domanda per l’asilo.

Anche se la sanità pubblica è pesantemente clericalizzata e le figure dei cappellani hanno grande influenza, in alcune situazioni si viene incontro alle esigenze di altre confessioni e dei non credenti. Dopo Prato e Siena, anche l’ospedale Careggi di Firenze dispone di una “sala del silenzio”, grazie all’interessamento tra gli altri del servizio di Assistenza morale non confessionale dell’UAAR. La sala può essere usata a prescindere dall’appartenenza religiosa e ospita anche libri del progetto editoriale Nessun Dogma. La Città della Salute di Torino ha finalmente sottoscritto un protocollo d’intesa con l’UAAR proprio per fornire assistenza gratuita e su richiesta ai degenti, tramite volontari formati. Se l’obiezione di coscienza sull’aborto raggiunge livelli bulgari, soprattutto in alcune regioni del Sud, è utile evidenziare che in Emilia-Romagna calano i medici obiettori. Rimangono sempre la maggioranza, il 53,1%, ma è una percentuale molto inferiore alla media nazionale che si aggira intorno al 70%. Esistono anche in questa regione situazioni critiche, come quella di Cento (FE) denunciata dall’Unione donne italiane, ma le istituzioni sono interessate a risolverle di concerto con l’Udi.

Si affaccia anche in Italia il tema dei diritti individuali delle persone che crescono in contesti familiari e comunitari di migrazione. Il tribunale di Padova aveva condannato per maltrattamenti, solo 1 anno e 10 mesi, un genitore bengalese che aveva imposto alla figlia di 15 anni un matrimonio combinato nel paese d’origine. La ragazza aveva subito violenze e maltrattamenti dal marito, con il padre che tollerava questo comportamento, finché non ha avuto il coraggio di denunciare. Il gup padovano aveva sostenuto che il comportamento del padre era “piuttosto l’espressione di una modalità maltrattante che trova le sue radici nella formazione culturale”. Questo imbarazzante pronunciamento per un paese laico, che concedeva attenuanti sulla base di un approccio multiculturalista tale da giustificare violazioni di diritti e libertà, è stato ribaltato dalla Cassazione. La Suprema Corte ha giudicato “intollerabile” che la giurisprudenza ammetta tali motivazioni, stabilendo che il processo è da rifare. Il procuratore generale della Corte d’appello di Venezia, nel ricorso ha duramente criticato “la patente di subcultura attribuita dal giudice al padre per giustificare il delitto”: idea che ricorda il concetto di “razzismo delle basse aspettative” esposto dal musulmano laico Maajid Nawaz e che riecheggia tematiche affrontate acutamente dal filosofo Kenan Malik nel suo libro edito da Nessun Dogma.

L’onorevole Bartolomeo Pepe aveva organizzato una proiezione in Senato del documentario complottista e anti-vaccinista Vaxxed: dall’occultamento alla catastrofe, diretto dall’ex medico Andrew Wakefield (radiato dall’ordine per un famigerato studio falsato che sosteneva un legame tra vaccini e insorgere dell’autismo nei bambini). Ma l’improvvida scelta di rilanciare tesi pseudoscientifiche in un convegno ufficiale, in un periodo in cui la disinformazione fa calare la copertura delle vaccinazioni aumentando i rischi per la salute pubblica, ha suscitato anche la reazione di figure istituzionali. Il comitato tecnico-scientifico dell’Istituto superiore di Sanità ha espresso “sconcerto e indignazione”. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha comunicato la revoca per l’utilizzo della Sala convegni di Piazza Capranica. Anche la ministra per la Salute Lorenzin ha espresso “estrema contrarietà”: “quando l’antiscienza ha lo stesso diritto di tribuna della scienza, non è un tema di democrazia ma di disinformazione”. La presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia De Biasi, ribadisce che “non c’è alcun legame fra vaccini e autismo”.

Settembre è anche il mese in cui si commemora la Presa di Roma, che mette fine al secolare e oscurantista potere temporale dei papi. Anche l’UAAR, con altre realtà laiche, ha animato diverse città con una serie di manifestazioni ed eventi, compreso il presidio con i radicali alla Breccia di Porta Pia. In un paese sempre più secolarizzato come l’Italia, arrivano le proposte per ripristinare la festa civile del XX Settembre (abolita dal fascismo sulla via della “conciliazione” con il Vaticano). Il deputato Luca D’Alessandro (Ala) ha presentato una proposta di legge per istituire la “Festa del Risorgimento”, scatenando la reazione dei clericali come Paola Binetti. Qualche giorno prima i deputati di Possibile Giuseppe Civati e Andrea Maestri avevano chiesto al governo, con un’interrogazione parlamentare, di istituire proprio in quella data una giornata per celebrare la laicità.

In sede di commissione parlamentare si iniziano finalmente a vagliare le proposte di legge su eutanasia, fine-vita e testamento biologico, tra cui quella di iniziativa popolare depositata a Montecitorio con almeno 60 mila firme ormai 3 anni fa da UAAR, radicali e altre realtà nell’ambito della campagna EutanaSiaLegale. La base parlamentare di consenso sembra allargarsi, nonostante l’ostilità delle forze confessionali: un segnale indubbiamente importante è il voto ampiamente favorevole degli iscritti alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle alle proposte di legge su questi temi.

In ambito scolastico l’educazione sessuale rimane un tabù, soprattutto in un periodo in cui l’isteria complottista e apocalittica contro il mostro del “gender” viene fomentata dalla Chiesa cattolica e dallo stesso papa Bergoglio. La ministra dell’Istruzione Stefania Giannini ha promesso delle nuove linee guida per le scuole su educazione all’affettività, lotta all’omofobia, alla discriminazione e al bullismo, promozione della parità di genere, come enunciato nella legge 107 (la cosiddetta “Buona scuola”). Non si tratterà di un corso o un insegnamento specifico ma ogni scuola potrà scegliere progetti in maniera autonoma e coinvolgere genitori e realtà sociali. Sempre dal mondo della scuola, che sconta un diffuso confessionalismo, da segnalare la scelta coraggiosa della dirigente scolastica della scuola “Milani” di Domodossola (VB), che su richiesta di alcuni genitori laici sebbene cattolica ha deciso di spostare la “tradizionale” messa di inizio anno scolastico in orario extrascolastico per salvaguardare la laicità. La decisione ha scatenato forti polemiche, con la reazione delle famiglie clericali e la presa di posizione ostile della Lega Nord e del sindaco Lucio Pizzi, tanto che l’UAAR ha sentito l’opportunità di manifestare solidarietà verso la dirigente.

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