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Facebook. Allarme Razzismo?

Ministri e alte cariche dello stato dicono che l’Italia non è un paese razzista. I recenti episodi di cronaca sarebbero solo una montatura mediatica? Solo le iniziative di ristretti gruppi di ’idioti’?

Nelle ultime settimane sul noto social-network si registra il prolificare di strani gruppi. Per fortuna tanti utenti scendono in campo per segnalarel’inquietante fenomeno.

L’Italia non è un paese razzista, il razzismo non è nel DNA degli italiani. A sentire le dichiarazione di alcune delle più alte cariche dello stato e di ministri dell Repubblica, la lunga serie di tragici episodi di razzismo e intolleranza diistribuiti più o meno uniformemente sulla Penisola sarebbero più che altro frutto di una montatura e di un accanimento meidiatico che sta provando a costruire una fallace immagine xenofoba di un paese ospitale e accogliente, messo in cattiva luce solo un cattiva luce da qualche idiota.

Io intanto continuo a perdere le mie giornate in quella fonte di distrazione di massa rappresentata da Facebook. Devo ammettere che negli ultimi mesi c’è stato un vero è proprio boom nel nostro paese di questo strumento. Basta che vedo il booom di ’friends’ che ho avuto da agosto.

Cosa c’entrerà questo fenomeno con l’allarme razzismo? Fino a qualche giorno fa avrei detto nulla, finche scopro che alcuni miei ’contatti’ si sono iscritti al gruppo “Cacciamoli da Facebook”.

Per curiosità sono andato a vedere di cosa si tratta. Devo dire che questo gruppo è servito a scoprire una assai poco carina realtà del noto social network: la presenza di diversi che incitano all’odio razziale e alla violenza contro minoranze etniche del nostro paese.

Provate anche voi a inserire le parole zingari, rumeni, rom per rendervene conto. E ce n’è davvero per tutti i gusti, da “Odio gli zingari al semaforo” (299 membri), “Brucia la roulotte di quartiere” - chiuso in giornata dagli amministratori, era animato da degli adolescenti romani - , per finire al grande successo di “+ Rum, - Rom” che, attraverso una linea più ’politically correct’ conta quasi 16,000 adepti.

Per fortuna Facebook dà la possibilità ai suoi utenti di segnalare agli amministratori del network i gruppi che a loro avviso offendono persone o gruppi, in violazione alle regole del sito che vieta la presenza di gruppi ledono la dignità di gruppi e persone, pena la cancellazione dei creatori del gruppo da Facebook. Diverse sono le segnalazioni sui blog, con appelli a fermare la xenofobia di quello che viene definito da molti ’razzismo 2.0’. Ed è comprensibile che nei prossimi giorni gli amministratori, almeno per quanto riguarda l’Italia, avvino un monitoraggio più attento sui gruppi fondati senza interruzione sul social network.

Non voglio sostenere che Facebook o altre comunità simili siano uno specchio fedele delle pulsione interne ad una società, l’impressione che possano essere dei luoghi dove c’è la possibilità di tastare il polso a certe deteriori pulsioni però credo sia una affermazione dotata di fondamento. Indubbiamente sarebbe utile confrontare la proliferazione di gruppi italiani con quella di altri paesi, ma non c’è dubbio che,dietro il successo di Facebook, ci sono certi sviluppi non possono che inquietare.

 

Commenti all'articolo

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.173) 7 ottobre 2008 20:30
    Paolo Praolini

    E’ sicuramente un fenomeno in crescita.
    Ma non possiamo neppure dire,come ho sentito in questi giorni, che l’Italia è un paese razzista.

  • Di DD (---.---.---.140) 10 novembre 2008 14:52

    Sento che facebook é uno strumento macabro. Personalmente m’inquieta. I collegamenti che ha con la CIA e altre piccole sfumature che noto da come a volte se ne parla nei giornali, mi fanno pensare che questo strumento è stato creato a doc per un fine che a noi non é dato sapere. Anche se é stato uno studente il primo creatore.
    Per me stanno facendo un indagine sociale globale per studiarci e per omologarci ancora di più gli uni agli altri. Tra le tante cose che potrebbero fare...

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