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Eredità. Lilly Gruber fa i conti con la storia

Alla ricerca delle proprie radici, nel suo ultimo libro la Gruber coniuga la saga familiare con la storia del Sud Tirolo.

Da un diario ritrovato, scritto in tedesco antico dalla bisnonna Rosa Tiefenthaler, nasce il pretesto per un'esplorazione a ritroso nel tempo. Da una piccola storia di famiglia, attraverso i ricordi di una donna tenace, emancipata e colta di fine ottocento nata nel Sud Tirolo, emergono pezzi di storia che ricompongono lo scacchiere del novecento, quel turbolento periodo a cavallo tra i grandi conflitti mondiali, tra la fine dell'Impero austro-ungarico e l'avvento del fascismo. Il diario copre gli anni dal 1902, quando il Sud Tirolo è ancora territorio austriaco, fino alla fine del '39, poco prima della morte di Rosa avvenuta nel 1940. Nel novembre del 1918 tutte le certezze di Rosa Tiefenthaler crollano. L'impero Austroungarico non esiste più ed il Sud Tirolo passa all'Italia. Il patrimonio linguistico e l'identità culturale devono essere cancellati. Ma Rosa scrive nel suo diario: "Il nostro cuore e la nostra mente rimarranno tedeschi in eterno".

Lilly Gruber fa i conti con la storia, partendo da quella della sua famiglia. E dopo due anni di ricerche negli archivi, tra la traduzione del diario, documenti e lettere ritrovate, le escursioni nei luoghi d'origine, e il libro degli ospiti della grande dimora di Pinzon, esce fresco di stampa il libro "Eredità" (Edito da Rizzoli, 355 pagine, euro 18,50). 

"E quando si affronta la storia della propria famiglia - ha sottolineato nel corso della presentazione il 17 novembre, nell'aula Magna di Palazzo Bo a Padova - è sempre un processo emotivamente faticoso e qualche volta anche doloroso, soprattutto quando il passato è così travagliato e contestato. Parlare di fascismo e di nazismo è difficile ancora oggi".

È l'occasione per risollevare mille interrogativi. Domande alle quali tutt'oggi è difficile rispondere. Com'è stato possibile che un'intera nazione fosse tenacemente antifascista e allo stesso tempo filo-nazista? Com'è possibile che fossero completamente all'oscuro della ferocia di Hitler? Eppure molti giovani dell'epoca rimasero abbagliati e affascinati dall'ideologia del Führer, si illusero che la Germania nazista potesse in qualche modo riparare il torto subito. E tra questi anche Hella (pro-zia della Gruber), la figlia più giovane di Rosa. Per questa sua ostinazione a difendere la propria lingua e l'identità culturale, fu perseguitata durante la repressione fascista, incarcerata e, poco più che ventenne, condannata al confino per cinque anni a Castelluccio Inferiore, in provincia di Potenza. 

Nata austriaca, passata poi all'Italia senza sentirsi mai italiana, morta all'ombra del Reich, Rosa diventa il simbolo dei tormenti di una terra di confine.

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