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di Roby venerdì 11 febbraio 2011 - 3 commenti oknotizie
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Eolico, dal Molise parte l’esposto all’Unione Europea

Il grande affare del vento: la rete delle associazioni contro l’eolico selvaggio si mobilita. Presentato un esposto alla Commissione petizioni del Parlamento Europeo. Dal Molise si chiede di avviare gli accertamenti sul rispetto della normativa comunitaria in materia di fonti rinnovabili, di emanare una moratoria che preveda lo stop su tutti i nuovi impianti, di valutare se sussistano le condizioni per avviare una procedura di infrazione. Ecco cosa sta accadendo in una delle regioni più piccole d’Italia.

L’iniziativa presentata a Isernia porta la firma del Pcl, della Uilbac e del Comitato per l’abrogazione della legge Berardo ma prende in esame non solo la situazione molisana, bensì quella dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Nell’esposto si parla di <rilevante danno al patrimonio paesaggistico, archeologico e ambientale, causato dall’invasione incontrollata di parchi eolici e impianti fotovoltaici situati nelle zone agricole e di pregio archeologico sul territorio molisano e nel Sud Italia>. Si citano le fonti normative: Convenzione europea sul paesaggio, Convenzione europea per la tutela del patrimonio archeologico, Direttiva CEE 85/337, CEE 2001/77, CEE 92/43, CEE 79/409 e successive modifiche. Si fa riferimento, inoltre alla <omessa presentazione del Piano energetico nazionale circa il fabbisogno energetico italiano e delle singole regioni> e al <colpevole ritardo nella pubblicazione delle linee guida riguardo alle fonti rinnovabili>. <In Molise – scrivono i promotori – come per l’Italia meridionale si sta assistendo ad un fenomeno che non può non essere considerato degno della più allarmata attenzione. Infatti, pur scevri da ogni prevenuta convinzione ma aperti a tutto quanto possa essere foriero di benessere per le comunità e per l’ambiente, non ci si può non rendere conto che il Molise, dopo la Valle d’Aosta la regione meno estesa d’Italia, è interessato da un anomalo, indiscriminato e preoccupante proliferare di impianti eolici>.

 

Si passa, quindi, alla denuncia: <Si registra da tempo la presenza di ambigui soggetti che hanno lo scopo di procacciare autorizzazioni, affitti e/o acquisti di terreni dove allocare nuovi impianti, profittando della non felice condizione economica tanto degli enti locali, quanto degli agricoltori in ben note difficoltà. Non bisogna ricorrere ad alcun fantasioso racconto per chiarire l’identità di detti soggetti, in quanto le indagini dell’autorità giudiziaria delle altre regioni interessate dal fenomeno (in primis Puglia e Campania) ci svelando che trattasi di persone che svolgono tale opera di procacciamento per conto di piccole società, srl con capitali di non più di 10.000 euro (…). Si ha la netta impressione che, sostanzialmente, sia il Governo, sia la Regione Molise abbiano lasciato ai Comuni la possibilità di una fonte di finanziamento discutibile in ragione dei tagli finanziari attuati verso gli enti locali, facendosi sfuggire la situazione di mano e rischiando di devastare le bellezze paesaggistiche, archeologiche e faunistiche del Molise e del Sud Italia>.

 

Il timore dei promotori dell’esposto è così spiegato: <Nello scorso mese di settembre il ministro Tremonti ha affermato che il business dell’eolico è uno degli affari di corruzione più grandi. Pochi giorni prima – si legge ancora – a seguito di un consistente sequestro operato in applicazione della legge antimafia nei confronti di un imprenditore leader nel settore della produzione di energia eolica e fotovoltaica, il direttore della Dia ha dichiarato che il settore è una delle attività scelte da Cosa Nostra per il riciclaggio di denaro sporco>. E per ultimo si cita l’allarme lanciato dal presidente della Commissione antimafia On. Pisanu: <Criminali di un certo peso riescono a individuare anche gli strumenti più sofisticati di intercettazione e ricorrono con abilità a intrecci finanziari e societari per muovere i loro capitali. Basti pensare a quel che stanno facendo nel settore della green economy e delle energie alternative. Non posso scendere in dettagli – si legge nel virgolettato riportato nell’esposto – perché ci sono notizie coperte dal segreto istruttorio ma un esempio posso farlo tranquillamente, quello dell’accaparramento di terreni da parte della criminalità organizzata che poi li utilizza per impianti o investendovi direttamente, ovvero rivendendoli a società esterne>.


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