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di Amnesty International (sito) mercoledì 14 marzo 2012 - 0 commento oknotizie
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Domani la prima di Mare Chiuso, il documentario esclusivo sui respingimenti in Libia

Domani, 15 marzo, presso il cinema Farnese di Piazza Campo de' Fiori 56 (Roma), si terranno due proiezioni di "Mare chiuso", il film documentario di Stefano Liberti Andrea Segre prodotto da ZaLab, con il sostegno di Open Society Foundations in collaborazione con JoleFilm e con il patrocinio della Sezione Italiana di Amnesty International e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. 


Tra il maggio 2009 e il 2010 diverse centinaia di migranti africani sono stati intercettati nel canale di Sicilia e respinti in Libia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi tutte le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. 

Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni sono poi stati destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati 
precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo Unhcr di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. 
 
Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall'Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell'opinione pubblica italiana, ma per le quali l'Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i diritti umani in seguito a un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.

Al termine della prima proiezione si terrà un incontro con gli autori Stefano Liberti Andrea Segre. Interverranno: Laura Boldrini (Unhcr), Riccardo Noury (Amnesty International Sezione Italiana), 



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