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Defender-Europe 20: giochi di guerra ai tempi del coronavirus

Mentre il mondo è distratto dal tamtam mediatico incessante sul coronavirus, passa sotto un silenzio quasi totale della stampa mainstream l'arrivo di 30.000 soldati americani che da fine febbraio hanno iniziato a sbarcare in Europa per partecipare, insieme ad altri 7.000 soldati NATO di vari paesi, tra cui l'Italia, ad una esercitazione colossale denominata Defender-Europe 20 che l’Esercito americano definisce “il più grande spiegamento di truppe Usa in Europa negli ultimi 25 anni”.

«Defender-Europe 20 è una grande opportunità per dimostrare la capacità ineguagliabile dell’esercito americano di proiettare rapidamente le sue forze in tutto il mondo mentre opera a fianco di alleati e partner in più domini contemporaneamente» ha dichiarato il tenente generale Charles Flynn, vice capo di stato maggiore dell’esercito americano.

La prima unità corazzata è arrivata nel porto di Bremerhaven in Germania proveniente da quello di Savannah negli Usa. Complessivamente arriveranno dagli USA, in 6 porti europei di Belgio, Olanda, Germania, Lettonia, Estonia, 20.000 pezzi di equipaggiamento militare, tra cui carrarmati Usa Abrams, pesanti 70 tonnellate con corazze di uranio impoverito. Altri 13.000 mezzi militari saranno forniti dai depositi posizionati dallo US Army Europe (Esercito Usa in Europa), principalmente in Germania, Olanda e Belgio.

«All’inizio dell’esercitazione in aprile, i 30.000 soldati Usa si spargeranno attraverso la regione europea per proteggere l’Europa da qualsiasi potenziale minaccia» precisa il portavoce dell'esercito americano.

Ma quale minaccia potenziale incombe sull'Europa?

 

Molti riferimenti fanno pensare che questa massiccia operazione militare sia volta a contrastare la potenza nucleare della Russia. Già la scorsa settimana, infatti, il segretario alla Difesa americano, Mark Esper, aveva partecipato ad una esercitazione strategica a Omaha, Nebraska, durante la quale era stato simulato un attacco con armi nucleari contro la Russia, in risposta al lancio simulato di un ordigno nucleare sovietico contro uno dei territori della NATO.

La Russia, a cui era stata data la certezza 30 anni fa, quando la Germania era stata riunificata, che la NATO non si sarebbe espansa nell'Europa orientale e certamente non nell'ex territorio sovietico, ha risposto con allarme a questa provocazione e, a sua volta, ha deciso di condurre massicce manovre militari sul suo territorio. Mosca ha consigliato ai "Paesi della NATO che hanno programmato esercitazioni vicino ai confini della Russia" di pensare alle conseguenze delle azioni aggressive che aumentano le tensioni nella regione.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha osservato: "Naturalmente risponderemo. Non possiamo ignorare gli sviluppi che ci destano preoccupazione. Ma risponderemo in un modo che non crei rischi inutili."

In un momento in cui il mondo intero è alle prese con il rischio Covid-19 e tutti i paesi stanno attuando misure inaudite per contenere la diffusione del virus desta qualche perplessità la decisione degli Stati Uniti di non rimandare l'esercitazione. Scuole chiuse, intere città isolate, inviti “a rimanere in casa” da parte di esperti infettivologi, migliaia di persone in quarantena sono alcune tra le misure “volte a garantire l'allontanamento sociale tra le persone” - come si legge sul sito del nostro Ministero della Salute – che stanno di fatto cambiando i rapporti e gli interscambi personali a livello globale, poiché la paura del contagio rende tutti diffidenti verso tutti, in un clima di crescente angoscia dovuta al martellamento di notizie sulla influenza denominata coronavirus, date con toni apocalittici dai media, quasi si trattasse di una epidemia di ebola o di peste bubbonica.

In questo contesto, sorprende quindi non poco che i militari americani possano circolare liberamente in paesi colpiti dal virus, senza dover rispettare le misure di sicurezza imposte ai civili. Specialmente nel momento in cui gli Stati Uniti hanno innalzato l’allerta Coronavirus a livello 2 «adottare accresciute precauzioni» per i cittadini americani che si recano in Germania, Polonia e altri paesi europei, a livello 3 «evitare viaggi non essenziali» in Italia, e a livello 4 «non viaggiare» in Lombardia, Veneto e Cina.

Malgrado ciò, Defender-Europe 20 si svolgerà regolarmente tra febbraio fino a giugno in sei Stati europei - Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia – dove sono stati segnalati casi di COVID-19. Anche le truppe statunitensi provengono da Stati dove sono stati riportati casi di contagi da coronavirus, confermati dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ma non sono previste per loro misure di contenimento o di isolamento.

Decine di migliaia di soldati attraverseranno le frontiere per effettuare esercitazioni in dieci diversi Paesi. Paracadutisti della 173a Brigata Usa di stanza in Veneto e italiani delle Brigata Folgore di stanza in Toscana andranno in Lettonia per una esercitazione congiunta di lancio. Molte esercitazioni si terranno al confine con la Russia. Unità militari di Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia e Spagna praticheranno manovre aeree in caso di improvvisa minaccia. In Polonia arriveranno 16.000 soldati Usa con circa 2.500 veicoli pesanti.

Già nel giugno del 2019, un accordo tra il presidente Donald Trump e il presidente polacco Andrzej Duda aveva creato le condizioni logistiche per un dispiegamento massiccio di truppe che includono un quartier generale, una base aerea, un centro di addestramento e altre infrastrutture di supporto. L'accordo includeva anche il rafforzamento delle truppe statunitensi in Polonia e lo spiegamento di uno squadrone di droni MQ-9 "Reaper".

I responsabili militari statunitensi, che nelle loro pubblicazioni paragonano le manovre di Defender-Europe 20 con l'invasione del D-Day in Europa, lo considerano un importante passo pratico nella loro crescente cooperazione militare e strategica con la Polonia.

Appare evidente che il costo di una tale operazione sarà ingente per tutti i Paesi coinvolti. Un portavoce dell'esercito americano ha dichiarato che le nazioni facenti parte della NATO dovranno investire in infrastrutture militari e, come esempio, ha fatto riferimento alla Lituania e alla Germania che stanno investendo nell'ampliamento della rete ferroviaria per il trasporto di carichi pesanti, visto che i mezzi corazzati viaggeranno su rotaia.

Riferendosi alle fonti dell'esercito, il giornale Tagesspiegel stima che il costo sarà di 2,5 milioni di euro solo per la Germania. «I costi dovranno essere analizzati dalle forze armate coinvolte in base allo spiegamento di attrezzature e personale, alloggi e fornitura di infrastrutture. Inoltre, potrebbero sorgere ulteriori costi non previsti» spiega.

Cosicché, mentre le azioni messe in atto per contenere la diffusione del coronavirus nei diversi Paesi stanno piegando l'economia mondiale portandola verso una catastrofica recessione globale, gli Stati membri impegnano ingenti risorse per partecipare a giochi di guerra!

Tutti i partiti politici in Germania sostengono l'operazione Defender-Europe 20. I verdi, che si professano pacifisti, non fanno eccezione. Il portavoce del partito verde, Tobias Lindner, con tipica demagogia, ha cercato di capovolgere l'evidenza presentando l'esercitazione della NATO come un contributo al disarmo e ha dichiarato che l'esito positivo di tale operazione scongiurerà il rischio di avere più truppe statunitensi posizionate permanentemente in Germania e in Europa.

Come afferma il quotidiano Die Welt, riferendosi ad una lettera del ministero della Difesa, la Germania ha un "interesse essenziale" nel "dimostrare" il suo "ruolo centrale" nell'alleanza militare transatlantica. L'esercito tedesco parteciperà alle manovre nelle aree di "combattimento" e "supporto al combattimento" e svolgerà un ruolo chiave nella "leadership" delle truppe americane. Come parte del suo ruolo di "hub" logistico e di paese di transito della NATO, la Germania istituirà tre centri di supporto ai convogli per le colonne in marcia, oltre a una struttura di carri armati nell'area di addestramento militare di Bergen.

Mentre i nostri politici si indignano per un grafico pubblicato dalla CNN in cui l'Italia è rappresentata come l'untore del mondo - dimenticando che erano stati i nostri stessi media, con il solito disfattismo compiaciuto all'italiana, ad elencare i contagi avvenuti ad opera di italiani o di chi aveva soggiornato nel nostro paese – ed i nostri giornali ora si sforzano di dimostrare che il paziente zero, responsabile di aver diffuso il coronavirus, era tedesco, la Germania persegue i suoi interessi di predominio e si appresta a diventare il principale potere militare in Europa.

Secondo il ministero della difesa tedesco, i compiti del posto di comando della NATO includono il coordinamento dei movimenti di truppe e dei trasporti di armamenti in caso di "sviluppo critico verso un imminente confronto con un avversario paritario", ovvero lo scoppio di un'altra grande guerra mondiale.

Nel frattempo, l'emergenza coronavirus tiene tutti con il fiato sospeso e non lascia spazio ad altro. Esperti, vertici dell'OMS, governanti di tutti le nazioni si dicono convinti di poter contenere la diffusione di un virus influenzale, che per sua natura è incontenibile - specie in un'epoca di scambi internazionali continui e veloci - ed è già chiaramente presente in tutte le nazioni da chissà quanto tempo, chiudendo le frontiere ed impedendo scambi tra le persone, che per il loro stesso bene e quello dei loro cari, dovranno “cambiare radicalmente i loro comportamenti”.

In questo quadro si svolgerà la più massiccia esercitazione NATO dalla fine della guerra fredda.

DEFENDER-EUROPE 20 era stata ovviamente pianificata ben prima che il coronavirus facesse la sua apparizione nel mondo ed è certamente intesa come deterrente per scoraggiare eventuali mire espansionistiche della Russia, ma quando le conseguenze delle misure prese per contenere il coronavirus si riveleranno in tutta la loro drammaticità e la più grave crisi economica globale colpirà con tutta la sua forza le popolazioni del mondo, la presenza di ingenti truppe militari in Europa sarà provvidenziale per reprimere eventuali sommosse di masse impoverite e incattivite.

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.233) 10 marzo 08:58
    Damiano Mazzotti

    Forse gli americani non hanno capito che se la Russia reagirà non perderà tempo in Europa, ma punterà dritto al cuore e al cervello dei Stati Uniti. Non vorrei essere nei panni di chi ha ideato questa finta esercitazione e vera provocazione. Con una marea di supermissili intercontinentali che viaggiano a diecimila km orari. Gli Stati Uniti hanno strutture economiche e militari troppo centralizzate mentre la Russia no. Ma probabilmente qualcuno ha deciso che siamo diventati troppi a desiderare le stesse cose.

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