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Danni di guerra, nuove tecnologie e responsabilità civili

Ognuno di noi sa che ogni azienda produttiva è responsabile di quello che fa e produce. Quindi nel caso della progettazione di armi da guerra, dovrebbero essere ideati dei dispositivi elettronici per disattivare questi armi dopo la fine del conflitto per evitare altre inutili perdite di civili innocenti nel lungo periodo post-bellico (soprattutto nelle mine, ma anche in tutti gli altri ordigni dove c’è la possibilità di farlo).

Oppure si potrebbe pensare anche a dei dispositivi a tempo biochimici o meccanici, in grado di disattivare la carica esplosiva dopo alcuni mesi o alcuni anni dalla fabbricazione. Gli ordigni con questa tecnologia aggiuntiva potrebbero essere quindi prelevati e fatti brillare facilmente in tempi rapidi, e senza rischi inutili per la popolazione civile e per i militari addetti alle bonifiche dei terreni.

Nel caso poi di malfunzionamenti delle armi durante i combattimenti con danni a militari o civili, per lo scoppio accidentale di munizionamento, missili, o avaria dei mezzi di trasporto, la società produttrice dovrebbe essere considerata responsabile e in questo modo si eviterebbero molti conflitti stimolati dalle grandi multinazionali della armi che hanno sempre avuto un forte interesse per far scoppiare e dilungare le guerre.

In questo modo le aziende produttrici di materiale bellico continuerebbero ad avere interesse a vendere le armi, ma anche ad evitare i conflitti o i conflitti troppo lunghi, onde evitare di perdere grosse somme di denaro derivanti dai più probabili danni accidentali causati dai vari errori di fabbricazione.

Naturalmente tutti gli altri danni di guerra fanno capo alle responsabilità militari e politiche delle nazioni belligeranti, e come si sa in questo caso sarà il vincitore a dettare legge e a chiedere rimborsi delle spese di guerra, compresi il danno biologico e psicologico arrecato ai familiari delle vittime dei militari morti e feriti fisicamente o psicologicamente (ci sono traumi psicologici che durano tutta una vita come quelli fisici).

Dato che ci sono moltissime aziende in Italia ed in Europa che trattano armamenti militari, l’opinione pubblica nazionale e poi internazionale dovrebbe fare pressione sul governo italiano e su quelli europei per “costringere la creatività” dell’industria italiana ed europea, a fare delle invenzioni che possono davvero aiutare ad eliminare molta sofferenza dalla faccia della terra. Imitando poi quelle leggi ed accordi internazionali che mettono al bando armi troppo crudeli come quelle chimiche. In questo caso si tratterebbe di bandire l’uso di armi troppo primitive e cieche tra le Nazioni più civili e sviluppate.

E magari dopo pochissimo tempo anche Barack Obama in America ci farà un pensierino.

 

P.S. Sarei anche molto felice di scoprire che la forza degli Avvocati può essere superiore a quella degli Industriali.

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