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Da Lonigo a Messina, in 10+1 a sfidare lo stretto

Un'impresa che è quasi leggenda. Attraversare a nuoto lo stretto di Messina, quella lama d'acqua che collega il mar Tirrenio con lo Ionio, separando le città di Messina e Reggio Calabria, le rispettive regioni e quindi anche l'Italia insulare dal continente. Uno scenario toccato dal mito delle ninfe Scilla e Cariddi, mostri posti a guardia delle due sponde, che governavano le capricciose correnti marine.

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Messina I nuotatori partono per la traversata

Il 5 settembre 1954 nacque la “Traversata dello stretto”, manifestazione agonistica voluta da Rosario Calì, nato a Villa S. Giovanni, in Calabria e presidente del locale Sporting Club, per esaltare la bellezza del luogo, mettendo alla prova le qualità dell'uomo. E attirare personaggi famosi, sportivi e non, da ogni dove a mettersi alla prova. Negli ultimi anni, celebre è la traversata effettuata da Beppe Grillo in apertura della campagna dei 5 Stelle per le elezioni regionali in Sicilia.

E proprio il 5 settembre hanno scelto dieci nuotatori del centro sportivo Free Time Aquaplanet di Lonigo, accompagnati dal coach Antonio Fusaro, per compiere la propria traversata a nuoto dei quasi 4 km dello stretto più famoso d'Italia. Ecco le tappe della loro impresa. 

IL GRUPPO

I nuotatori che si sono cimentati sono stati Jacopo Ferrari, Salvatore Raffa, Fabio Bevilacqua, Ferruccio Dal Lago, Alessandro Rinaldi, Massimo Filipozzi, Federico Mastrotto, Andrea Ava, Andrea Pasetto, Marco Marobin, residenti nei comuni di San Bonifacio, Soave, Lonigo, Sarego, Campiglia dei Berici, Barbarano. Il "+1" è il loro preparatore, Antonio “Tony” Fusaro di Lonigo, istruttore federale, titolare del corso avanzato di nuoto della struttura leonicena.

“Il corso avanzato è nato 5 anni fa per le persone che vogliono perfezionarsi. I ragazzi nel tempo sono rimasti gli stessi e man mano sono progrediti sia dal punto di vista fisico che tecnico” spiega Tony.

L'ORIGINE DELL'IMPRESA

“L'idea di affrontare la traversata dello stretto è nata dall'istruttore, un paio di anni fa, ma non eravamo ancora pronti, dovevamo prepararci al meglio” racconta Salvatore, uno dei partecipanti. “Così abbiamo iniziato con delle gare di gran fondo, la 1° a Salò nel 2014”.

“I ragazzi negli anni mi sono rimasti fedeli, sono cresciuti con i miei corsi, nessuno aveva un passato da nuotatore professionista, così ho voluto dare loro la soddisfazione di provare queste imprese” continua Fusaro. “Era la possibilità di dimostrare le capacità che avevano maturato. Nessuno ha la tessera FINA, ma le gare di gran fondo sono aperte a tutti, perché non provarci?”

IL PROGETTO TRAVERSATA

“Il progetto vero e proprio ha preso forma ad inizio 2015, raccogliendo le adesioni e cercando gli sponsor” spiega Marco, altro nuotatore. “Poi la parte logistica, la ricerca degli alloggi, il trasporto a Messina, i permessi, le divise, ecc. E' doveroso ringraziare gli oltre 20 sponsor che ci hanno sostenuto: ci siamo presentati loro con un programma concreto, modelli di magliette, mute, manifesti, per dare credibilità al nostro progetto”.

“Un altro ringraziamento è dovuto alla piscina di Lonigo, al gestore Claudio Lanza e al direttore tecnico Alberto Pimazzoni, per la disponibilità” commenta il coach. “Siamo arrivati in Sicilia il giorno prima della traversata, il briefing con l'organizzazione ci ha fatto sapere che il meteo non era ottimale per il giorno dopo e che bisognava anticipare la partenza alle 7.15. Per ambientarci, il venerdì pomeriggio abbiamo fatto una 1° nuotata e conosciuto le meduse e le loro punture! Questi cambiamenti hanno aumentato la tensione della vigilia”.

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Reggio Calabria Gruppo finita la traversata con coach

LA TRAVERSATA DA MESSINA A REGGIO CALABRIA

Per essere pronti, l'allenamento è iniziato a settembre 2014, prima ancora che il progetto fosse messo a fuoco. “E' servito un allenamento strutturato, lavorando molto sulla resistenza, sulla forza, poi sulla velocità. Abbiamo iniziato con percorre 1200/1300 ml al giorno, due volte la settimana. Nei mesi di luglio/agosto scorsi abbiamo inserito un giorno di allenamento aggiuntivo, arrivando anche a 3.000/4500 ml a volta. Bisogna sottolineare che i nuotatori venivano qui alla sera, dopo il lavoro, a fare ulteriori fatiche, non andavano a divertirsi. In agosto gli allenamenti si facevano anche di notte, al buio” spiega Tony. “Nel 2015 i ragazzi hanno di nuovo disputato la gran fondo di Salò e la “Desenzano nuota”, gare funzionali alla preparazione per lo stretto”.

“Il giorno stabilito noi eravamo pronti, le gare già fatte ci avevano dato degli indirizzi su come nuotare senza punti di riferimento, con il moto ondoso, con le correnti” dichiara Marco. “Non abbiamo avuto difficoltà a terminare: la distanza da percorrere, il meteo che peggiorava e le punture delle meduse ci hanno spronato ancora di più. La traversata dello stretto non si può fare quando si vuole, esso è molto trafficato da barche, traghetti e mercantili (uno lo abbiamo fatto deviare!), quindi l'organizzazione stabilisce un range di tempo entro cui partire”.

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Messina Fabio Bevilacqua il veterano: missione compiuta!

MISSIONE COMPIUTA!

“Sono molto contento di avercela fatta con tranquillità. Per uno che ha iniziato a nuotare 8 anni fa è stato davvero molto soddisfacente!” commenta Marco Marobin di Campiglia.

“Per me che sono nato in provincia di Messina, lo stretto è la mia casa, ha un significato davvero particolare” aggiunge Salvatore Raffa di Lonigo. “E' stato impegnativo prepararlo, ma quando siamo tornati in barca sulla sponda siciliana dopo avercela fatta, abbiamo capito l'importanza di quello che avevamo fatto!”

Il commento finale spetta al coach, Tony Fusaro: “La mia più grande soddisfazione è stata vederli arrivare tutti e 10. Mi sentivo responsabile per loro, tanto che la notte prima non ho mai dormito. Vedendoli la mattina sereni, pronti a partire, ho capito che il mio lavoro era servito. Quando sono tutti arrivati, la tensione è calata e sono stato felicissimo. All’approdo dell’ultimo nuotatore sulla spiaggia calabrese mi son detto “Missione compiuta!” La soddisfazione è anche stata quella di avere creato un bel gruppo, con affiatamento, collaborazione e confronto”.

Per cui chiediamo ai ragazzi quale sarà la prossima impresa: “Chissà...” risponde il coach. “Il supercorso sta aspettando nuovi eroi!”

E anche Wonder Woman, aggiungiamo noi. Donne preparate a Lonigo ce n'erano, ma hanno rinunciato per impegni familiari e di lavoro. L'anno prossimo... tocca a loro!

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