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di Gianleonardo Latini (sito) martedì 31 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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Cristiani nella minoranza

Per gran parte dell'Occidente è difficile considerare i cristiani una minoranza, ma nel resto del Mondo non sono solo una minoranza, ma spesso vengono perseguitati. Un’intolleranza, lastricata di attentati contro le chiese e omicidi mirati come quello di Shahbaz Bhatti, ministro pachistano per le minoranze religiose, e precedentemente in Iraq quello dell’arcivescovo caldeo di Mossul.
Molte sono le storie di ordinaria sopraffazione e alcune delle quali sono raccontate da Francesca Paci, inviata del quotidiano La Stampa e già autrice di “L’Islam sotto casa” (Marsilio), nel suo recente libro “Dove muoiono i cristiani” (Mondadori). Soprusi e persecuzioni dall'Egitto all'Iraq, dall'India all'Indonesia, dalla Corea del Nord all'Algeria, dalla Cina alla Turchia "laica", ma anche Somalia e Nigeria, dove milioni di cristiani che vivono in condizione di minoranza religiosa, vittime dell’intolleranza prodotta dalla globalizzazione o dalla bramosia per dei territori ricchi, come continua ad accadere da anni in Sudan o in Nigeria.
 
Sull’insofferenza religiosa nel Mondo cerca di vigilare l’United States Commission on International Religious Freedom (USCIRF), con i loro rapporti redatti per il Congresso americano, denunciando l’incarcerazione di migliaia di persone, non solo cristiane, per i loro credo religioso.
 
Francesca Paci, all’inizio del libro, lancia un monito al lettore sull’ignorare e il non vedere. Un esortazione resa più incisiva dai versi di "Prima vennero...", spesso attribuiti a Bertolt Brecht, con le sue molte varianti, ma che anche Wikipedia ascrive al teologo e pastore luterano tedesco Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller.
 
Una riflessione sull’intolleranza e sulla disattenzione dell’umanità verso il prossimo. “Prima vennero per i comunisti, / e io non dissi nulla / perché non ero comunista. / Poi vennero per i socialdemocratici / io non dissi nulla / perché non ero socialdemocratico / Poi vennero per i sindacalisti, / e io non dissi nulla / perché non ero sindacalista. / Poi vennero per gli ebrei, / e io non dissi nulla / perché non ero ebreo. / Poi vennero a prendere me. / E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.
 
Ad una categoria può essere sostituita un’altra (gli zingari, i neri, omosessuali), ma il cardine dei versi di Niemoeller è sulla prevaricazione degli uni sugli altri che ognuno, come Ascanio Celestini ci indica in “La maestra di fila indiana”, si rende colpevole con la sua negligenza, nel tentativo di evitare il coinvolgimento nella difesa dei diritti umani.
 
Sono diverse le motivazioni che spingono una parte dell’umanità a mal sopportare la presenza di altre fedi, esplodendo in atti violenti come è accaduto a Capodanno ad Alessandria d’Egitto o nei periodici incendi a luoghi di culto cristiani.
 
Un’insofferenza religiosa che si alimenta delle difficoltà economiche e viene gestita con accuse di blasfemia o apostasia, perché "il nostro Dio" è quello “vero”, come è in atto in Pakistan con il caso Asia Bibi, madre di cinque figli, condannata all’impiccagione.

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di Gianleonardo Latini (sito) martedì 31 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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