Lacrime e sangue per tutti, tranne che per i signori delle armi e delle guerre. Il Congresso degli Stati Uniti d’America ha approvato il budget 2011 del Dipartimento della Difesa. Saranno 725 i miliardi di dollari destinati alle missioni di guerra e ai nuovi programmi militari. Buona parte del bilancio, 158,7 miliardi di dollari, sarà speso dal Pentagono per prolungare le operazioni in Iraq e Afghanistan, a cui si aggiungeranno 13,1 miliardi per lo “sviluppo delle forze di sicurezza afgane e irachene”. Sempre nell’ambito della “guerra permanente” al terrorismo internazionale, il Congresso ha destinato 75 milioni di dollari per l’addestramento e l’equipaggiamento delle “forze di controterrorismo” dello Yemen, paese mediorientale sempre più attenzionato e corteggiato dal Pentagono.
Negli ultimi quattro anni l’aiuto militare USA allo Yemen è cresciuto di 31 volte (da 5 milioni di dollari nel 2006 ai 155 milioni del bilancio 2010). Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha però chiesto alla Casa Bianca l’approvazione di un programma per 1,2 miliardi di dollari in sei anni che dovrebbe includere la fornitura di armi automatiche, imbarcazioni per il pattugliamento delle coste, aerei da trasporto, elicotteri e munizioni. Il piano prevede pure un forte aumento della presenza di “consiglieri militari” statunitensi per “accompagnare le truppe dello Yemen in interventi e operazioni non belliche”. Attualmente sarebbero 75 gli addestratori delle forze speciali USA, impegnati principalmente in attività di sostegno logistico e in missioni di supporto aereo. Un articolo pubblicato recentemente da The Wall Street Journal ha inoltre documentato il “crescente sostegno” a favore di militari e civili yemeniti da parte dei “Special Operations teams” che “lavorano segretamente in Yemen sotto il comando della CIA”. Da circa un mese il Pentagono ha pure autorizzato l’utilizzo massiccio dei velivoli senza pilota “Predator” per dare la caccia ai presunti militanti di al-Qaeda che opererebbero nel paese. Secondo fonti ufficiali di Washington, i “Predator” operano sotto il controllo dell’U.S. Joint Special Operations Command (JSOC), la struttura a cui è stata delegata la lotta in tutto il mondo al terrorismo. I velivoli senza pilota destinati a missioni d’intelligence e di attacco in Yemen partirebbero dalle basi militari USA presenti a Gibuti e in Qatar.
Il bilancio 2011 delle forze armate USA prevede poi lo stanziamento di 205 milioni di dollari a favore di Israele per lo sviluppo del nuovo sistema antimissile “Iron Dome”. Duramente osteggiato da alcune forze politiche di Tel Aviv per i suoi costi proibitivi, l’“Iron Dome” è stato sviluppato dall’industria israeliana Rafel per la “difesa di piccole città dal lancio di razzi a media velocità e proiettili di artiglieria del calibro da 155 e 180 mm con traiettoria balistica”. Sempre secondo