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Cina: i costi della modernizzazione

Hangzhou (Cina) - Oltre l’Occidente - La Cina è l’occasione per un altro reportage per interposta persona, un breve sguardo sul paese asiatico che si conferma nel panorama politico internazionale ed è impegnato ad imporsi anche nell’ambito economico e finanziario, realizzato cucendo le impressioni e le fotografie di Daniela Zeggio con alcune informazioni tratte dal web.

Viaggiare per lavoro non significa perseguire con il paraocchi l'oggetto del proprio andare, ma approfittare dell’occasione per calarsi nel quotidiano di una realtà e osservarla da una angolazione differente da quella sviluppata dal turista pernicioso.
 
Vivere in Cina l’eclissi di luglio, con un centinaio di europei, o un barbecue di carne adagiata su di una borchia di ruota, sono le esperienze che arricchiscono se condivise con il prossimo.
 
Un esercizio utile anche per chi viaggia, per riflettere su ciò che si vede, come i cambiamenti urbanistici dettati dal governo cinese per una frettolosa modernizzazione, senza alcun rispetto per la propria cultura millenaria.
Un governo autoritario, dal comportamento selvaggio verso il suo popolo, chiudendo nel baule in soffitta anche le ultime poche positive definizioni comuniste per la “vita felice”, trasformandosi da "avanguardia del proletariato" a mecenate degli archistar, cacciando centinaia di migliaia di famiglie dagli antichi quartieri delle diverse città cinesi.
 
 
Una modernizzazione iniziata ben prima delle Olimpiadi, ma che le Olimpiadi hanno fatto esplodere, in tutte le sue contraddizioni, il malumore delle centinaia di migliaia di abitanti che hanno visto le loro caratteristiche case a corte marchiate con l'ideogramma "chai" (demolire) e con loro gli antichi vicoli, a Pechino i Hutong, sui quali si affacciavano le case e spesso edificate intorno ad un pozzo.
 
Una demolizione estesa a tutta la Cina, impegnata a cancellare l’architettura tradizionale, per far posto ad enormi edifici che oscurano con la loro ombra i frammenti del passato che si sono sopravvissuti o alle curiose ricostruzioni, spesso con materiali originali, degli antichi quartieri ad uso turistico.
 
A far concorrenza a Pechino nella corsa alla “modernizzazione” troviamo anche Hangzhou, con i suoi oltre 6 milioni di abitanti nell’area urbana e circa la metà nella città propria, e la sua vocazione all’industrializzazione frenata che dal campo tessile arriva alle biotecnologie, passando per le telecomunicazioni e l’informatica, offre anche bellezze naturali come il Lago dell'ovest con le sue quattro isole e artistiche come la Pagoda delle Sei Armonie.
 
Cina Hangzhou modernizzazione abbattimento antichi quartieri 08
 
Anche Xiaoshan, la parte moderna e industriale di Hangzhou, miete vittime. Nel capitolo del cambiamento urbanistico di questa città a 140 km a sudovest di Shanghai, sul delta del fiume Yangtze è la città principale della provincia di Zhejiang, non appare il vocabolo “ristrutturare”. Ampie zone della città sono un’interminabile distesa di macerie, sullo sfondo grattacieli e nel mezzo ancora qualche piccola costruzione resiste, con la gente che rimane ad abitarla finché può. Uno spettacolo reso ancor più spettrale al calar della sera, con la famigliola riunita al primo piano, tra le non-più-mura domestiche, rimasto con una sola parete e qualche pilastro portante (e già traballante), in bella mostra agli occhi dei passanti.
 
Una visione chiara, nonostante il buio, di un 'appartamento illuminato da una fioca luce attaccata a un lungo filo, tirato da chissà dove, che strideva con il ricordo dell'ultimo quartierino costruito su un fiumiciattolo che gli girava intorno, contornato di verde.
 
Cina Hangzhou modernizzazione abbattimento antichi quartieri 01
 
Uno degli angoli più vecchi di questa città che ormai non conserva più nulla di antico, almeno da questa parte, trasformato in macerie. Frettolosi cambiamenti, in Cina le buttano giù per far prima, sposando pienamente l’esempio americano, ma dimenticando che gli Stati Uniti hanno una storia architettonica urbana di qualche centinaio di anni, mentre la Cina ne ha di migliaia.
 
Case rase a suolo, ma la gente rimane ad abitarle fino all’ultimo, in uno scenario post bombardamento, in una quotidianità normalizzante, dove intere famiglie vengono mandate via, espropriate, "sbattute" fuori dalla loro casa. Loro se ne andranno senza protestare e non sarà la manciata di RMB (Renminbi, la valuta cinese) ricevuti in cambio a renderli felici.
 
 
Centinaia di migliaia di nuclei famigliari spinti verso i margini delle città, in casermoni in stile sovietico, nulla a confronto delle ricercate architetture delle star del cemento e del cristallo sfavillante, o in precarie abitazioni dove incontreranno i fuggiaschi della campagna.
 
Una modernizzazione che conta milioni di vittime in un esodo forzato per far posto a grattacieli e dighe. Antichi centri spazzati via e distese di fertile terra, condannata ad essere sommersa dall’acqua imbrigliata nelle dighe per le centrali elettriche, per una vita di fatale miseria.
 
È lontana l’epoca nella quale le dighe servivano a regolare il flusso delle acque, come nel caso del Lago del nord ovest, provenienti dalle colline circostanti.
Un bel cambiamento di vita! Mentre lo spirito di comunità sparisce nelle tasche di costruttori corrotti.

Commenti all'articolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.181) 6 gennaio 2011 14:49
    Renzo Riva

    http://www.world-nuclear-news.org/NN-Chinese_government_approves_reactor_projects-0501114.html

    NEW NUCLEAR

    Governo cinese approva progetti di reattori
    5 Gennaio 2011

    China National Nuclear Corp (CNNC) ha ricevuto l’approvazione governativa per cominciare il lavoro preliminare su quattro nuovi reattori nucleari di potenza: due al sito esistente Tianwan nella provincia di Jiangsu e due presso il nuovo stabilimento Xudabao nella provincia di Liaoning.

    L’approvazione venuto dal sviluppo e la riforma della Commissione (NDRC) e dovrebbe portare alla costruzione di Tianwan 3 e 4 (fase II della pianta) e le prime due unità di Fase I del Xudabao.

    A Tianwan, CNNC sarà la costruzione di due 1.060 MWe russo fornito VVER-1000 reattori ad acqua pressurizzata, a fianco del due di tali apparecchi esistenti sul sito. Un contratto per la progettazione di Tianwan 3 e 4, è stato firmato nel settembre 2010 tra la controllata CNNC Jiangsu Nuclear Power Corporation e Atomstroyexport, e il contratto di costruzione generale è stato firmato nel novembre 2010. In primo luogo concreto per l’unità 3 è prevista per essere versato nel dicembre del 2012, mentre il calcestruzzo per unità 4 inizia ad essere versato nel mese di agosto 2013, CNNC detto.

    Il primo reattore a Tianwan è stato messo in esercizio commerciale nel mese di giugno 2007, con il seguente secondo tre mesi dopo. L’impianto è infine atteso a casa otto reattori, sebbene unità 5 a 8 sono probabilmente più ampia unità VVER-1200.

    Nel frattempo, CNNC inizierà i lavori sulla fase I (unità 1 e 2) del nuovo impianto Xudabao su Hulu in Xicheng Island City, nella provincia di Liaoning costiere. La costruzione della prima unità a Xudabao è previsto l’avvio nel settembre di quest’anno. L’impianto sarà poi composto da sei reattori AP1000.

    CNNC di Liaoning Nuclear Power Co proprietaria dell’impianto, e il contraente generale è China Nuclear Power Engineering. Datang Cina detiene il 20% delle azioni di progetto Xudabao, mentre lo sviluppo dello Stato e Investment Corporation detiene il 10%.

    In una dichiarazione, CNNC ha detto che l’approvazione per il lavoro preliminare sulle quattro nuovi reattori ‘indica che i due progetti di energia nucleare sono entrati in una fase cruciale per il digiuno di merito, di sviluppo sicuro ed efficiente del gruppo nucleare e al suo contributo allo sviluppo di energia nucleare della Cina.

    Ricercato e scritto
    dalla World Nuclear News

  • Di Toscana (---.---.---.3) 6 gennaio 2011 16:18

    In cina l’industria passa davanti a tutto! Passa sopra l’architettura, sopra la storia, sopra i diritti di chiunque , sopra la salute e sopra l’ambiente. Una cina da fermare al più presto.
    By Toscana

    • Di Ivo Cappelli (---.---.---.113) 6 gennaio 2011 18:26
      Ivo Cappelli

      Pare che la Cina, a forza di clonare, abbia costruito l’aereo spia ed intercettatore più potente al mondo.Gli americani sono preoccupati di questo fatto, ma la modernizzazione fa parte anche di questo. Del resto ci è stato insegnato a scuola, tanti anni addietro che la Cina è sempe stata un serbatoio di cultura e di inventori...Allora che meravigliarsi di tuto quanto?
      L’Europa ha capito per prima che il Paese della grande muraglia va "sfruttato" per la sua intelligenza e le altissime capacità produttive del suo popolo; ecco alora che le grandi multinazionali dell’elettronica e dell’automobile, investono qua i loro capitali,ottenendo profitti ingentissimi.Ma quanto potrà durare tutto cio?

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