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Ciao Amedeo Bertolo, una delle più importanti figure dell’anarchismo italiano

Il 23 novembre è scomparso Amedeo Bertolo, una delle più importanti figure dell’anarchismo italiano e mio amico personale.


Nato nel 1941 aderì giovanissimo al movimento anarchico e divenne subito noto per aver rapito(insieme a due amici) il vice console spagnolo a Milano Isu Elias, nel tentativo di salvare la vita ad un antifascista catalano condannato a morte. Il tentativo riuscì nello scopo di salvare la vita al giovane anarchico Jorge Conill Vals. Il processo che ne seguì divenne la tribuna di denuncia delle atrocità del regime franchista e la Corte, riconosciuto il valore morale dell’azione, condannò i giovani anarchici ad una pena detentiva assai mite.

Bertolo (nella foto, il secondo da sinistra) divenne una delle figure più note dell’anarchismo milanese e della Federazione Giovanile Anarchica Italiana (Fagi). Nel 1967, dalla fusione della gioventù libertaria di Milano, del gruppo giovanile di azione anarchica di Torino, del gruppo giovanile Bakunin di Brescia e gruppo giovanile anarchico di Vicenza, sorsero i Gruppi Anarchici Federati (Gaf), una delle tre principali organizzazioni anarchiche italiane, insieme alla Fai ed ai Gruppi di Iniziativa Anarchica (Gia). Questa nuova aggregazione assunse una caratterizzazione meno ideologica dell’anarchia , con una analisi più spiccatamente anti marxista del conflitto sociale che risentiva dell’influenza del filone antiburocratico di Bruno Rizzi.

I Gaf furono sicuramente il gruppo culturalmente più vivace del movimento anarchico italiano attraverso l’organizzazione di riuscitissimi convegni, la pubblicazione della rivista “A”, cui si affiancò l’antica testata di “Volontà” la redazione italiana di “Interrogations” la casa editrice l’Antistato. Anche dopo lo scioglimento della federazione, nel 1978, il gruppo milanese di Amedeo Bertolo, Luciano Lanza ecc. continuò un importante lavoro culturale fondando il centro studi Pinelli, la libreria Utopia di Fausta Bizzozzero, la prosecuzione della rivista “A” (diretta da Paolo Finzi) cui si affiancherà “Libertaria” diretta da Luciano Lanza, la casa editrice Eleuthera diretta dallo stesso Bertolo insieme a Rossella Di Leo.

Oltre 40 anni di lavoro culturale che ha sedimentato un immenso lascito di idee cui può attingere anche chi, come me, anarchico non è, ma libertario d’altro indirizzo.

I libertari non piangono i loro compagni che non ci sono più ma, accettando materialisticamente la morte come una tappa naturale ed inevitabile, li salutano con un brindisi: ciao Amedeo, Salud y libertad.

Aldo Giannuli

Questo articolo è stato pubblicato qui

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