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Chi è Jorge Mario Bergoglio, ovvero Papa Francesco

Jorge Mario Bergoglio è il nuovo Papa Francesco. Il nome scelto è chiaramente ispirato alla figura di San Francesco d’Assisi, patrono principale d’Italia.

Bergoglio è stato Arcivescovo di Buenos Aires. Oltre a essere il primo Papa che prende il nome di Francesco, è anche il primo Pontefice Gesuita. Lo scopo della Compagnia di Gesù è la difesa e la propagazione della fede, il progresso spirituale dei fedeli mediante tutte le forme del ministero della parola tramite esercizi spirituali e i sacramenti, assistendo i bisognosi in ospedali e carceri. La massima autorità della Compagnia di Gesù è attualmente il preposito generale Adolfo Nicolás, eletto nel 2008, ed è colui che viene normalmente chiamato “Papa nero”.

Per curiosità, esiste una profezia di Nostradamus sulla fine del mondo, indicando il momento dell’elezione di un Papa Nero quale inizio della fine dei nostri giorni. Ma, per nostra fortuna, il nuovo Papa non è Adolfo Nicolàs, seppur Bergoglio è stato suo stretto collaboratore quale membro illustre della congregazione generale dei Gesuiti.

Nell’anno duemila, Bergoglio fece indossare all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza per le colpe commesse negli anni della dittatura. Un mea culpa che dette ancor più fiducia nell’attività ecclesiastica del paese che gli ha riconosciuto grandi meriti. Come allora Bergoglio ha compiuto oggi un altro gesto incredibile, però, stranamente passato in sordina da parte dei media. Infatti, il nuovo Papa, non solo ha impartito la sua benedizione, bensì ha garantito l’indulgenza plenaria a tutti coloro che lo hanno “accolto” nella sua veste di Pontefice, precisando che l’indulgenza è garantita a tutti i cattolici, anche attraverso ogni e qualsiasi canale di comunicazione moderno e tecnologia oggi esistente.

Va precisato che la dottrina dell’indulgenza è un aspetto della Fede cristiana, affermato dalla Chiesa cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze di un peccato, detta pena temporale. L’indulgenza può essere parziale o plenaria, come quella garantita da Papa Francesco I oggi, cioè viene usata per liberare in parte o in tutto la pena temporale dovuta ai peccati. Tale procedura è disciplinata dai documenti Indulgentiarum Doctrina o Manuale delle indulgenze.

Sovente, in passato, l’indulgenza plenaria o parziale veniva discutibilmente garantita ai regnanti o ai nobili, previo versamento alla Chiesa di ingenti somme di denaro, ma ben presto quest’usanza venne meno per le forti opposizioni interne alla Chiesa stessa. Comunque sia, tale istituto ancora esiste. Solo il Papa, o un suo incaricato, può garantire l’indulgenza plenaria.

Per chi ha colto, per chi è credente o per chi è solo cattolico, seppur non praticante, oggi è davvero un grande giorno.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.22) 15 marzo 2013 15:00

    Perchè non raccontate i fatti veri come ad esempio che nel 2007 le Madri di Plaza de Mayo scesero in piazza contro l’allora cardinale Bergoglio, che non si era mai degnato di riceverle “Bergoglio rappresenta il fascismo, rappresenta la dittatura”, hanno detto. “Noi donne non scordiamo un altro marzo. Il 24 marzo 1976: in Argentina un golpe militare instaura una dittatura che durerà ben 7 anni durante i quali migliaia di persone sono arrestate, torturate, uccise, scomparse, “desaparecidos”.
    Oppure avete l’ordine di pulire mediaticamente le responsabilità di costui che ha avallato la dittatura in Argentina??

  • Di (---.---.---.201) 17 marzo 2013 11:19

    E’ il tetro complice di una feroce dittatura costata migliaia di vite umane.

  • Di (---.---.---.51) 17 marzo 2013 18:52

    Ministero >

    Il nuovo Papa racconta di aver pensato al nome di Francesco dopo aver sentito di aver superato la soglia dei 77 voti.
    Qualcuno dovrebbe ricordargli che il “poverello d’Assisi” si inginocchiò e offrì più volte la sua sincera obbedienza per ottenere l’approvazione di Innocenzo III°. Non basta il nome per diventare “frate” e poi santo, così come per essere un Papa.
    E ancora.
    Nell’udienza con i giornalisti di tutto il mondo il nuovo Papa non ha benedetto i presenti secondo la consueta formula apostolica.
    Ha preferito impartire “di cuore” la sua benedizione “nel silenzio” per rispettare la coscienza di ciascuno. Nessun giornalista, neppure ateo, ha mai sentito imbarazzo o turbamento nel presenziare ad un rito religioso. Nessuno può mettere in dubbio che non c’è parroco, né Papa, che possa impartire la benedizione se non in nome di Dio.

    Nota. La povertà è una oggettiva condizione di vita. Non è la missione elettiva di un Papa. Di sicuro non basta la "misericordia" a dare testimonianza di una Fede, senza miracoli

  • Di Geri Steve (---.---.---.35) 18 marzo 2013 02:23

    Con tutto ciò che avrebbe da farsi perdonare, che la chiesa cattolica si metta a distribuire indulgenze agli altri è penoso

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