Estradizione sì, estradizione no. Perchè questo caso è così controverso? Dove sta la verità?
A sentire il giudizio di coloro che ignorano la storia di Cesare Battisti, ma che giudicano il mostro per sentito dire, s’increspa la pelle. Eppure, viene spontaneo chiedersi, visto l’ennesimo no di Lula all’estradizione che innesca il ricorso di Frattini all’Aja, se dietro tante vicissitudini controverse ci sia dell’altro; se esistano spiegazioni plausibili della difficile scelta del Brasile. Il motivo principale della negazione è l’ipotesi di persecuzioni per le idee politiche di Battisti. Ma c'è dell’altro.
Approfondire le vicende del terrorista rosso più conteso degli ultimi 30 anni è impresa ardua, considerata l’ampia documentazione e fiumi di parole versati dalla stampa italiana ed estera, dallo stesso protagonista/scrittore attraverso i suoi libri, dai molti intellettuali tra cui spiccano Bernard-Henry Lévi, Daniel Pennac, Gabriel Garcìa Màrquez e Fred Vargas. Stigmatizzato dai media italiani come l’emblema degli anni di piombo, l’estremista rosso non sembrerebbe riflettere proprio in toto il ritratto di uno spietato killer politicizzato, ma solo una figura marginale di quei tragici anni settanta. Epoca in cui furono adottate restrittive misure d’emergenza antiterrorismo come gli inasprimenti delle pene, l’introduzione del pentitismo remunerato, le confessioni estorte con la tortura. Sia chiaro, con questo non s’intende assolvere Cesare Battisti, ma soltanto sottolineare ragionevoli dubbi sull’effettiva gravità delle sue colpe, laddove i suoi compagni rei confessi, sono stati da tempo dimenticati; sui fatti che avvolgono la sua rocambolesca vita, farcita di arresti, processi, evasioni e asili politici.
Dunque, chi è Cesare Battisti? Un teppistello comune che, nel 1972 e nel 1974, ancora minorenne, fu arrestato per rapina. Volgari reati che reitera alla maggiore età e per cui finisce in carcere, a Udine, dove avrebbe inizio il suo percorso politico e l’adesione ai PAC, grazie alla conoscenza dell’allora detenuto e poi suo accusatore, Arrigo Cavallina. Arrestato di nuovo su dichiarazioni di alcuni pentiti, nel 1981 Battisti subisce un primo processo.
Evade dal carcere di Frosinone, si rifugia in Francia e si sposa. Scappa ancora per nascondersi in Messico dove inizia a scrivere e pubblicare libri. Durante questo periodo di latitanza, in Italia sarà processato in contumacia e condannato all’ergastolo per i seguenti omicidi, avvenuti tra il 1978 e il 1979: Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria. Lino Sabbadin, macellaio. Pierluigi Torregiani, gioielliere. Andrea Campagna, agente della DIGOS. Torna a Parigi, ma quando il governo francese decide di accogliere la richiesta di estradizione si dilegua nuovamente. Catturato in Brasile nel 2007, dov’è tuttora detenuto, otterrà infine asilo politico.
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Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. G. Orwell
Profilo personale, articoli e statistichePrima di dire la mia..... A me piacerebbe che fossero resi pubblici: - tutti gli atti dei (...)
08/01 12:41 -Innanzitutto credo di ritenere ipocrita accettare dal Brasile lezioni di diritto dove lo stato (...)
07/01 22:24 - GIACOMONo, Giacomo, sei tu che devi rispondere. A parte la collaborazione, otto anni a Mutti per aver (...)
07/01 11:14 -avremmo Battisti, chiedo venia per l’errore di battitura del precedente messaggio
07/01 00:43 - GIACOMO