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Carta di origine controllata

Il consumo consapevole della carta promosso da Greenpeace, non è solo salvaguardare le foreste dal saccheggio e proteggere l’habitat per molte specie di floreali e faunistiche, ma significa anche contenere la formazione del CO2, percorrendo nuove strade imprenditoriali.

L’Indonesia è la terza produttrice mondiale di CO2, grazie anche alla sistematica distruzione delle foreste affidato in gran parte all’esperienza dell’APP (Asia Pulp and Paper), campione della deforestazione e il più grande produttore di carta del Paese e il secondo a livello mondiale, Negli ultimi anni, l’Italia ha incrementato esponenzialmente le proprie importazioni di carta dall’Indonesia fino a diventare il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente di APP.
La mancanza di una coscienza ambientalista di molti editori italiani, rendono la scomparsa di enormi aree boschive uno scempio verso il Pianeta, condannando numerose specie di flora e di fauna all’estinzione.

Solo il 18% degli editori scelgono di rifornirsi di carta sostenibile aderendo al progetto di Greenpeace “Editori amici delle foreste”, come: Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi. Un esiguo 6% stampa i propri libri solo su carta FSC proveniente da foreste certificate secondo standard affidabili: tra essi Marsilio e Fanucci.

Il 55% degli editori interpellati ha risposto al questionario dimostrando trasparenza, ma ha dichiarato di non poter fornire informazioni chiare sulla propria carta e quindi non ha una politica sostenibile. In questo corposo gruppo si trovano i principali gruppi editoriali italiani, Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol, che da soli costituiscono più della metà del mercato italiano dei libri. Il restante 20% è quello dei più “cattivi”, nonostante i ripetuti solleciti di Greenpeace, non ha fornito alcuna informazione utile per poter valutare la sostenibilità della propria carta dimostrando poca trasparenza e nessuna volontà di escludere dalla propria filiera carta proveniente dalla deforestazione. Tra questi Feltrinelli che da solo controlla quasi il 4% del mercato librario.

Una campagna promossa da Greenpeace, quella di “Salvaforeste”, riservata non solo agli editori italiani, ma anche a chi ama e acquista i libri, scegliendo quale pubblicazione è ecosostenibile, imprimendo un’inversione di tendenza sulla classifica dei libri venduti in Italia, come un pericolo per le foreste di Sumatra e per gli ultimi oranghi indonesiani.

Il censimento di Greenpeace non si può ritenere completo, non essendo stato possibile prendere in considerazione tutti gli editori per il loro considerevole numero e anche perché non tutti hanno risposto, ma sarebbe interessante conoscere quale carta ha utilizzato Cairo editore nel pubblicare un libro così ecologico come "Un anno a impatto zero" sulle avventure di Colin Beavan e la sua famiglia nel cercare di gravare sull’ambiente il meno possibile.

Forse Colin Beavan è uno degli autori come JK Rowling, Isabel Allende, Wangari Maathai, Ian Rankin, Gunter Grass, Andrea De Carlo, Marlene Streeruwitz, Wu Ming, Erri De Luca, Carlo Lucarelli, Niccolò Ammaniti, Edoardo Albinati che collaborano con Greenpeace impegnandosi affinché i propri libri vengano stampati su carta "amica delle foreste”.

Un libro non è solo un prodotto dell’ingegno e dell’editoria, è un prezioso oggetto che dice agli altri chi siamo e a noi cosa cerchiamo.
 
Già nel 2005 si è parlato di produrre la carta dalle alghe che periodicamente infestano, grazie all’incremento della temperatura nel mare, le coste italiane, ma solo recentemente il progetto è ritornato in auge per merito di alcuni studenti di un istituto chimico friulano.

Un progetto, quello di produrre carta dalle alghe, nato nell’ambito della competizione Junior Achievement Italia, vincendo il concorso nazionale “Impresa in azione”, che aiuterà a smaltire importati quantità di materiale che si deposita sulle spiagge e salvaguarderà le foreste, ottenendo sempre un prodotto di buona qualità.

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