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di Gloria Esposito (sito) mercoledì 7 luglio 2010 - 4 commenti oknotizie
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Caro Presidente, ti scriviamo...

Gli Studenti Viola costruiscono una rete che attraversa l’Italia. Scrivono un testo pubblicato, tra l’altro, anche sul Il Fatto Quotidiano e indirizzato al Presidente della Repubblica. Contro il ddl intercettazioni, la famosa ’legge bavaglio’, dicono: "il diritto fondamentale alla libertà di stampa, e quindi all’informazione, sancito dalla Costituzione, non può essere oggetto di trattativa".

 
Alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica Italiana.

Illustrissimo Presidente della Repubblica,

chi le scrive è un gruppo di studenti che si sono uniti spontaneamente per reagire a quanto sta accadendo nel nostro Paese. Ci rivolgiamo a Lei, perché l’attuale situazione necessita l’attenzione di tutti: il governo sta portando avanti un’opera di progressivo smantellamento dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e noi riteniamo di non poter più tacere.

Il disegno di legge approvato il 10 giugno scorso al Senato (con l’ennesimo ricorso alla fiducia), istituendo limiti temporali eccessivamente stringenti per effettuare le intercettazioni, ostacola l’operato della magistratura, riduce la capacità d’indagine delle forze dell’ordine e rappresenta un vero e proprio cappio al collo per giornalisti ed editori.

Limitare le intercettazioni risulterebbe infruttuoso e deleterio. Si pensi all’importante ruolo che ebbero nella cattura di Provenzano o nell’arresto di alcuni dei responsabili della faida di Scampia.

Senza intercettazioni, la dirigenza della Protezione Civile continuerebbe a distribuire appalti in base a criteri clientelari.

Senza intercettazioni, non avremmo mai saputo di chi rideva la notte del terremoto dell’Aquila, o che nella Clinica Santa Rita i pazienti erano vittime di operazioni inutili, per non parlare delle pressioni del Presidente del Consiglio sull’AGCOM al fine di sospendere trasmissioni televisive quali Annozero e ridimensionarne altre come Parla con me.

Signor Presidente, noi abbiamo il diritto di essere correttamente informati circa l’operato dei nostri rappresentanti al governo: prima ancora che la nostra privacy, vogliamo che siano garantiti la nostra sicurezza e il nostro benessere quotidiano, contrariamente a quanto stabilirebbe l’eventuale approvazione della legge suddetta.
Persino il Garante per la privacy dei cittadini vede nel ddl un pericolo per la libertà di stampa.

Noi non ci stiamo: il diritto fondamentale alla libertà di stampa, e quindi all’informazione, sancito dalla Costituzione, non può essere oggetto di trattativa. 
Contestiamo questa legge che, se venisse approvata, costituirebbe un precedente senza eguali per tutte le democrazie occidentali.

Questo ddl è l’ennesima prova di una classe dirigente preoccupata sempre più ad emanare leggi a favore di "pochi", che ad impegnarsi concretamente per risolvere problemi ben più gravi, urgenti e diffusi.

Fuori dai Palazzi di governo c’è un Paese in ginocchio e il Governo continua, impassibile, a ignorare le drammatiche condizioni dei lavoratori, nascondendoci i reali effetti della crisi. Continua ad attuare ingenti tagli all’istruzione pubblica e alla cultura, considerate sempre unicamente voce di spesa e mai di investimento, soprattutto per il futuro del Paese.

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di Gloria Esposito (sito) mercoledì 7 luglio 2010 - 4 commenti oknotizie
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