Solventi chimici, diossina e persino arsenico nelle acque dei comuni campani in cui vivono le famiglie dei militari USA di stanza a Napoli. I risultati dei test effettuati dalla US Navy in 166 abitazioni prese in affitto nel napoletano e nel casertano delineano un gravissimo scenario di contaminazione chimica e biologica delle risorse idriche locali.
“Sono altissime le concentrazioni di componenti organiche volatili in undici abitazioni di Casal di Principe”, scrive il Comando della Marina che ha ordinato lo sgombero immediato del personale ivi ospitato ed il suo trasferimento nella base di Gricignano. Mentre Casal di Principe viene dichiarata “off limits”, l’accertata presenza di agenti chimici in “quantità inferiori” nelle abitazioni occupate dai militari USA ad Arzano, Marcianise e Villa Literno ha determinato la “sospensione temporanea degli affitti” in questi tre comuni.
Il composto inquinante rilevato nelle acque è il tetracloroetene, anche noto come tetracloroetilene o PCE, un alogenuro organico utilizzato come solvente per lo sgrassaggio dei metalli nell’industria metallurgica, chimica e farmaceutica e per la produzione di pesticidi. Il suo uso è pure comune nelle lavanderie a secco, nei laboratori fotografici e nelle officine dove viene rimossa la vernice da superfici metalliche. Un solvente similare noto commercialmente è la trielina, che si differenzia dal PCE per avere un atomo di carbonio in meno (è infatti detto “tricloroetilene”). Il tetracloretene, scarsamente biodegradabile, è assai nocivo per l’uomo e per l’ambiente. Inalato, deprime il sistema nervoso centrale e produce sintomi simili a quelli dell’ubriacatura da alcolici: mal di testa, confusione, difficoltà nella coordinazione motoria, riduzione delle percezioni tattili.
“Generalmente – avverte la nota emessa dal Comando della Stazione della Us Navy di Napoli – gli effetti immediati del PCE possono includere irritazione di occhi, naso e gola; nausea, indebolimento della memoria e disordini visivi. L’esposizione a grandi percentuali di solventi volatili organici clorati (VOC) possono causare giramenti di testa, ridurre la capacità di concentrazione e causare un irregolare battito cardiaco. Si possono compromettere le capacità di risposta immunitaria e, nel caso di una gravidanza, il corretto sviluppo del feto. Esposizioni prolungate possono condurre al danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del sistema nervoso centrale”. Il tetracloroetilene è considerato inoltre un agente cancerogeno.
In Italia, i prodotti contenenti tetracloroetilene sono classificati nel decreto legislativo n. 152 del 2006 come “rifiuti pericolosi” e non devono essere smaltiti in discarica o drenati nelle acque sotterranee. In che modo il PCE sia finito nei rubinetti di alcuni comuni campani è cosa tutta da accertare, ma gli “inaccettabili livelli” del solvente riscontrati dalla US Navy hanno imposto l’allontanamento da Casal di Principe di undici famiglie statunitensi. Una misura che non ha preoccupato invece gli amministratori locali: la popolazione civile continua infatti ad essere rifornita di acqua al tetracloroetilene. E, forse, altri veleni.