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C come cinema e come Cilento

La costa del Cilento è stata “scoperta” dal cinema. E dagli italiani, soprattutto.

Miracolo della celluloide.

È stata lustrata a festa, resa luccicante, seducente e seduttiva da poco. Si tratta di un frammento di salernitano riscattato da immagini violente e cruente, di isolamento e barbarie dove è possibile, manco fossimo in terra di Camorra, uccidere un sindaco e farla franca.

Parliamo del Cilento di “Benvenuti al Sud”, dotato di più “appeal” del sequel “Benvenuti a Nord” . 

La produzione regala immagini di una costa lontana anni luce dal barbaro assassinio del sindaco pescatore e lo fa grazie alla spumeggiante coppia Siani-Bisio, alle inquadrature azzurre di una Castellabate che vigila sul mare e sui golfi come un rapace.

Ora tocca al Cilento dei briganti trovare spazio.

Ci ha pensato la Scuola di Cinema “Anna Magnani” di Prato.

In una estate 2012, mentre si combatteva la battaglia dell’afa e non solo quella ahimé, a Campora e dintorni era tempo di “casting”, si sceglievano location, si controllavano costumi e sceneggiature per “Non è più tempo di Martiri”.

Il regista Massimo Smuraglia della Scuola di Cinema pratese ha firmato quest‘opera egregiamente; un film che non ha eguali sul territorio, che ha letto gli eventi con cipiglio e correttezza.

Sui manuali si conosce una parte (spesso quella dei vincitori) della verità storica, ma sono accadimenti cilentani a cavallo di quella Unità di Italia tanto chiacchierata manco fosse una donna di facili costumi.

La cifra stilistica del film è impressa già nel titolo che è una dichiarazione di intenti.

“Non è più tempo di Martiri”, produzione di assai solidi 40 minuti, ha visto affidare la sceneggiatura a Marco Guerrini e l’ interpretazione ad alcuni fra gli abitanti dei paesi cilentani di Campora, Piaggine, Laurino.

Pasolini, quello de “Il Vangelo secondo Matteo” docet!

Angelo Rizzo, Presidente della Comunità Montana del Calore salernitano, ha indossato il saio del protagonista Padre Feola, la cui storia il film narra con necessario rigore.

Frate cappuccino, Padre Giuseppe Feola, era favorevole all'Unità d'Italia.

E gli costò la vita come accadde per tanti impegnati in questa pagina tumultuosa della nostra storia recente.

Impegnato in questa causa con ardore e contro il potere temporale della Chiesa, il religioso conobbe la morte il 4 giugno del 1863 nel Cilento, in dettaglio a Campora per opera dei Briganti, lealisti come molta storiografia ci insegna.

E questo film spazza via tanti stereotipi in tema!

Alla produzione verrà dato risalto nelle prossime puntate di un “format” culturale, creato dal Centro di Produzione Video “ChoraTV” di Sacco ( Sa).

Si tratta di “Itineraria. Viaggio nelle terre del Sud”, in onda sulle frequenze di “LiraTV” , programma giunto alla sua terza edizione con 2013.

Per fruire del trailer di “Non è più tempo di Martiri” 

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