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Bus atei a Genova: reazioni ed attacchi

Sul sito de “Il Secolo XIX”, quotidiano genovese, è riportata una carrellata di reazioni alla campagna promossa dall’Uaar sugli autobus della città ligure.
Marco Fabiani, responsabile della società che cura la campagna pubblicitaria, afferma che la concessione degli spazi pubblicitari “non è scontata”: “Abbiamo appreso quale fosse il messaggio destinato allo spazio pubblicitario dei due autobus dell’Amt di Genova leggendo i giornali oggi, anche perché la prenotazione degli spazi era stata appena fatta”. I bozzetti della campagna dovranno essere giudicati il 19 gennaio, in base al Codice di autodisciplina pubblicitaria, “che in materia di religioni indica come il messaggio non debba recare offesa” e passare ulteriori giudizi.

Secondo i rappresentanti delle locali comunità islamica ed ebraica, la campagna è “folkloristica”. Il vicepresidente della Commissione infanzia, Gabriella Carlucci (Pdl), giudica l’iniziativa “una provocazione offensiva” in particolare per i cattolici utenti del servizio di trasporto pubblico, “costretti a sopportare slogan e volgare ironia sui propri simboli religiosi”. Carlucci attacca inoltre l’amministrazione della città, che “avrebbe fatto bene a negare l’autorizzazione a questa pagliacciata”. Per Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, la campagna “sconcerta e rattrista”: “Tra manifestazioni politico-religiose dei fondamentalisti islamici nelle piazze di Milano e di Bologna e propagande di ateismo, l’inizio d’anno dell’Italia cattolica non è certamente positivo”.

Il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan attacca il sindaco di Genova Vincenzi e cita abbondantemente Fabrizio De Andre’ - dimenticando che il compianto musicista non era credente.



Il senatore Pdl Giorgio Boracin e il capogruppo regionale di An Gianni Plinio auspicano che l’ente trasporti neghi il permesso alla campagna Uaar, accostata alle “carnevalate blasfeme come il prossimo Gay Pride”.

Il teologo (e monsignore) Marco Doldi sostiene che la campagna è “un’evidente caduta di stile” e un mero attacco a Bagnasco: “la questione su Dio è affrontata con la pubblicità, che non permette alcun confronto. Parlare di Dio con il linguaggio pubblicitario è ridurre la questione a fatto banale”.

Edoardo Rixi, segretario provinciale della Lega Nord, incita gli utenti a non pagare il biglietto del bus. L’associazione Giovine Italia afferma che darà il via ad una campagna simile, con lo slogan “Dio esiste ed è Gesù. Venite a incontrarlo con noi”, e organizzerà in febbraio una conferenza.

Fabrizio Repetto, presidente diocesano di Azione Cattolica sostiene che il “90%” della popolazione mondiale (questa sarebbe la percentuale dei credenti) non può sbagliarsi". In realtà, anche sulla base di fonti cattoliche, i non credenti nel mondo sarebbero circa 1 miliardo e non il 10% della popolazione.


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Commenti all'articolo

  • Di Giovanni Erra (---.---.---.142) 14 gennaio 2009 19:23

    i cattolici si indignano. le altre confessioni non condannano ma nemmeno approvano. e onestamente una cosa del genere non sarebbe necessaria. in una società laica, le confessioni non dovrebbero avere tutto quello spazio, soprattutto pubblico, che invece occupano sentendolo di proprio diritto. quindi perchè non possono averlo coloro che la pensano diversamente, che non offendono ma anzi offrono un punto di vista alternativo, disintossicante, libertario. prendi in mano la tua vita, lo dicono chiaramente. cosa c’è di offensivo e lesivo della dignità, se non per coloro che della questione religiosa ne fanno fonte di profitto e prestigio? indignarsi bisogna nei confronti di chi vede minato il proprio potere di sfruttamento delle coscienze. la solita domanda in questi casi: Cui prodest?

  • Di Elia (---.---.---.81) 18 gennaio 2009 10:26

    Il conteggio dei cattolici viene fatto in base ai battesimi risulanti daglia archivi. Se avessero la voglia di andare a chiedere ad ogni persona il proprio credo si accorgerebbero che sono molto ma molto meno. Tutti i buddisti italiani che conosco sono infatti battezzati ma hanno un altro credo. E sono in molti. La metà dei cattolici sche conosco sono atei arrbbiati con il vaticano. Sia buddisti che atei fanno la prima comunirone e cresima ai figli solo per forma, o per non far vivere male i propri figli all’iterno di una società cattolica. Se poi ci metto anche i testimoni di geova e altre varie confessioni rimangono ben pochi devoti al dio dei vaticini. Poi conosco un bel po di gente che crede in dio solo per paura della morte. Se poi ci metti che il 99% dei cattolici non sà neanche un po di storia della propria religione, praticando da ignoranti, si ha un bel quadretto di quello che è la religione per le persone normali. Ignoranza, paura, nessuna voglia di andare a fondo, il bisogno di un pastore che ci diriga. Bisogna vivere in moo religioso, non secondo religione. I pulma sono un atto giusto in un’Italia dove sono costretto a sentire "dio ti benedica" da un presentatore telivisivo. Dallaviolenza che mi si fa continuamente chi mi protegge?
    Elia,ateo sbattezzato.

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