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 Home page > Attualità > Politica > Brunetta: lascia o raddoppia?

Brunetta: lascia o raddoppia?

Immediatamente, non appena si è saputo che il ministro Brunetta sarà il candidato sindaco del centrodestra, con l’intenzione, in caso di vittoria, di fare il sindaco nei ritagli di tempo dall’attività di ministro e per l’esattezza, di sabato, domenica e lunedì, qualcuno ha trovato lo slogan giusto per la sua campagna elettorale: YES, WEEK END. Altrettanto prontamente è uscito un sondaggio commissionato poco prima di Natale, in base al quale il ministro sembrerebbe risultare vittorioso, nelle intenzioni di voto dei veneziani, su tutti e tre i candidati del centro sinistra che si affronteranno domenica 24 alle primarie indette dal Pd: Gianfranco Bettin, Giorgio Orsoni, Laura Fincato.

Peccato che il sondaggio non sia affidabile.

A nessun veneziano risulta infatti, che sia stata fatta, a dicembre, la domanda giusta, che è questa: “Chi preferirebbe come Sindaco? Giorgio Orsoni (o Laura Fincato o Gianfranco Bettin) a tempo pieno oppure Renato Brunetta a part time?

Del fatto che in un caso (centrosinistra) il sindaco avesse intenzione di governare a tempo pieno, mentre nell’altro caso (centrodestra) fosse previsto un sindaco... a mezzo servizio, gli elettori avvicinati dai sondaggisti nulla sapevano.

Conoscendo l’orgoglio dei Veneziani, nonché la loro consapevolezza di vivere in una città complessa e con enormi problemi, non è particolare da sottovalutare.

La volontà del ministro di proporsi come amministratore part time ha già creato considerevoli malumori e rischia di essere il suo tallone d’Achille nella campagna elettorale.

Nell’unico confronto tra i tre candidati della sinistra in lizza per le primarie, l’ipotesi della candidatura a part time di Brunetta è stata accolta addirittura come una bella notizia.

Gianfranco Bettin si è subito sbilanciato a definirla “una goduria”.

Insomma, l’idea di proporsi come “mezzo sindaco” potrebbe azzoppare la candidatura del ministro e ad alcuni appare un fatto inspiegabile.

Tanto è vero che cominciano i primi dubbi.

Non è che il fatto che Berlusconi abbia incoraggiato con foga quella candidatura è per caso una “promozione con rimozione”?

Non è che anche nella maggioranza qualcuno tra un po’, quando la candidatura Brunetta per Venezia non potrà più essere ritirata, si “accorgerà” che la pretesa di ricoprire due incarichi così importanti è un atto di sufficienza e di arroganza, come già adesso pensa buona parte dei veneziani?

Non è che a quel punto il ministro, partito con l’idea di raddoppiare sarà costretto, con grande costernazione dei suoi numerosi “nemici” nell’ambito del governo, a lasciare la poltrona che oggi occupa?

Lo scopriremo solo vivendo, direbbe Lucio Battisti.

Commenti all'articolo

  • Di Grazia Gaspari (---.---.---.3)  0:0
    Grazia Gaspari

    Non so chi abbia trovato lo slogan "Yes week end" ma è è perfetto!!! Ironico e serio al tempo stesso. Bellissimo complimenti. 

    Per quanto riguarda La promozione-rimozione di Brunetta è possibile. Berlusconi deve concedere alla Lega, ma deve anche contenerla. Contemporaneamente non deve mortificare i suoi uomini, nel caso specifico Galan. Sembra che abbiano parlato a lungo di tali problemi proprio in occasione della sua visita a Venezia per l’ipotetico acquisto del bellissimo palazzetto sul Canal Grande. Ma come dici tu "lo scopriremo solo vivendo" :)
  • Di (---.---.---.31)  0:0

    Riporto dal sito GiornalettismO ( Brunetta un fallimento mascherato da vittoria)

    La sua candidatura a sindaco di Venezia, infatti, è il risultato finale di un fallimento continuo nella “carriera” di ministro in questa legislatura. Basti infatti ricordare l’ultimo CdM nel quale è arrivato allo scontro con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che gli ha dato addirittura una lezione di logica (“non ho mica capito come si fa una semplificazione legislativa aggiungendo nuove leggi, qualcuno me lo sa spiegare?“) prima del famoso schiaffone e della minaccia di peggiori sanzioni (“Se ti avvicini ancora ti do un calcio in culo“). 
    Oppure è sufficiente riandare con la memoria ai tentativi di gonfiare i dati della sua battaglia contro i fannulloni, o ricordare di quando sequestrò il sito della Funzione Pubblica per rispondere a una polemica personale con l’Espresso. Il fallimento di Brunetta è personale e politico, e andare a correre per il Comune di Venezia è un chiaro caso di promozione per rimozione: meglio mandarlo in qualche posto dove potrà soddisfare la sua insana voglia di attenzione mediatica con i suoi proclami idioti, ma non farà che relativamente danni a Roma, un posto per persone serie e non per guasconi in cerca di applausi.

    D’altronde, lo dice lo stesso comunicato di Berlusconi: «Venezia – conclude la nota – subisce da anni un grave declino e merita finalmente una guida capace di valorizzare le enormi potenzialità. Siamo sicuri che il sindaco Brunetta sarà la persona più adatta a questo difficile compito».
    Dovesse perdere, sarà lo zimbello di tutti; se vincesse, sarebbe al massimo un problema dei veneziani.

  • Di pratz71 (---.---.---.172)  0:0
    pratz71

    Probabilmente Berlusconi ha caldeggiato la candidatura di Brunetta a Sindaco di Venezia, solo ed esclusivamente per testare la validità del MOSE. Se non annega Brunetta nell’acqua alta di Venezia, non annega nessuno. Un Presidente del Consiglio che ci tiene alla pubblica incolumità, niente da ridire

  • Di pv21 (---.---.---.246)  0:0

    La vera sfida dei Veneziani sarà "dividere a metà" il buon Brunetta. Il "sagace" B che con le sue CROCIATE Ministeriali ha risolto (dice) i problemi della P.A.. Forse non vedremo i tornelli per gondolieri, ma ... fannulloni e bamboccioni di Venezia, attenti! Presto dovrete fare le valigie. (x altro => http://forum.wineuropa.it

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