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Home page > Tempo Libero > Cinema > Black Block alla Diaz? Il racconto nel documentario di Bachschmidt

Black Block alla Diaz? Il racconto nel documentario di Bachschmidt

Vi ho raccontato ieri Diaz – don’t clean up this blood e l’occasione è ghiotta per dire due parole anche su Black Block, il film di Carlo A. Bachschmidt che racconta gli stessi fatti (il massacro nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001) con la tecnica più tradizionale del documentario.

Come Diaz, anche Black Block è un lavoro prodotto da Fandango ed è apprezzabile anche che Rai Tre lo abbia mandato in onda nell’imminenza dell’uscita del film di Daniele Vicari in sala (seppure in orario ultra notturno).
Insomma in Italia c’è qualcuno che vuole far sapere cosa successe quel giorno (e nelle ore seguenti) a Genova, che non vuole che si dimentichino gli abusi della polizia, la violenza, le torture, la completa sospensione di ogni diritto civile.

 

Tutto questo viene fuori in Black Block in maniera estremamente evidente.


Le immagini iniziali e finali, che pure abbiamo visto già mille volte rimangono impressionanti e quasi incredibili.

A questo proposito avrei voluto inserire il frame del film che mostra Carlo Giuliani a terra con quella ridicola (non fosse così reale) fontanella di sangue che sgorga dalla testa, da quel foro di proiettile, ma ho pensato che già questa frase che sto scrivendo fosse sufficientemente forte.

Ma più delle immagini sono le testimonianze dei ragazzi protagonisti loro malgrado di quegli eventi a lasciare il segno nello spettatore.
I loro racconti, le loro lacrime a dieci anni da quei fatti, la dignità con cui raccontano torture ed ignominie subite ad opera della polizia italiana.
Tutto concorre a farci capire come in quelle ore successe qualcosa di impensabile e totalmente inaccettabile in qualunque angolo del mondo ed ancora più grave perchè accaduto in un Paese che dovrebbe essere simbolo di libertà e democrazia.

Se ancora non l’avete visto cercate di recuperare questo film, così come Diaz (che però trovate facilmente in sala in questi giorni) per acquisire un po’ di consapevolezza.

Nota a margine: curioso, ed inquietante, ritrovare nel documentario in carne ed ossa alcuni dei protagonisti interpretati da attori in Diaz.

Questo articolo è stato pubblicato qui


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