Dalla piazza di protesta egiziana, alla piazza di protesta italiana.
La puntata di Annozero è avvenuta in un clima strano, in un incontro simbolico tra i due paesi: non a caso, dopo la copertina in cui Santoro ha annunciato delle novità per le prossime puntate (il pubblico arbitro), si è iniziato con la domenica di Arcore.
Nei filmati trasmessi, c'è un particolare importante da sottolineare: le cariche contri i manifestanti (persone, non pericolosi terroristi) sono iniziate prima del lancio delle bottiglie.
Dal popolo viola davanti Villa San Martino, alle domande della giornalista di Annozero ai compaesani del presidente del Consiglio, i cartelli di protesta. Arcore, ovvero lo zoccolo duro del berlusconismo: devo confessare che nno riesco più a sopportare quanti oggi ancora parlano di morale moralismo, che tutti faremmo come lui se ne avessimo la possibilità, che è meglio Silvio ("che è un peccatore come me") che altri politici che hanno altri valori.
Le coppie di fatto, l'aborto, il divorzio... L'omosessualità di Vendola (dichiarata, non ipocritamente nascosta, come i politici vecchi del Family Day), quella di Marrazzo (che pure si è dimesso e non ha nominato Brenda consigliere). "Almeno da Berlusconi le minorenni prendono dei soldi ...". Ecco, tutto questo succede veramente nel nostro paese.
Non posso più sentire quelli che giocano con le parole (peccato e morale), con l'intelligenza delle persone (B. ha telefonate alla Questura per evitare un caso diplomatico perché credeva veramente che fosse la nipote...), con la tenuta sociale del paese e della democrazia (il golpe giudiziario, le toghe rosse, la sinistra forcaiola).
In questa storia, Ruby e le sue sorelle di cui Santoro se ne è occupato solo nella prima parte, non c'è nulla di privato.
Come ha detto benissimo anche Battista, non c'è stata nessuna violazione della privacy, nessuna intromissione nella vita privata, nessun guardone dal buco della serratura.
C'è stata un telefonata ad un funzionario di polizia. C'è stata una telefonata e un incontro col Prefetto, da parte di una ragazza fidanzata con un narcotrafficante ("mi saluti il Presidente"). C'è stato un Consigliere Regionale nominato non sia sa bene come (e forse si sa bene perché), che doveva occuparsi di una minorenne (anche se non si sapeva che fosse minorenne?) e che poi la lascia da una prostituta.
C'è un ragioniere che lavora in un ufficio politico del presidente del Consiglio, dove paga le ragazze.
Qui non c'è proprio da parlare di peccato e peccatore: c'è un politico che si preoccupa dei suoi problemi e basta, che si attornia di una corte di nani e ballerine cui garantisce una carriera. Ad alcuni politica (e dunque per questo, diventa un caso pubblico che riguarda tutti), ad altri nel mondo dello spettacolo (su Raiset, pagati con i nostri soldi). Dalle storie esce un messaggio politico ben preciso: io posso fare quello che mi pare, sono al di sopra delle leggi perché mi ha scelto il popolo. E le ragazze fanno bene a vendere il loro colpo: perché impegnarsi, perché studiare?
Oggi stiamo assitendo ad uno scontro tra parte della politica e la magistratura milanese, senza precedenti. Il parlamento solleverà un conflitto di competenza, per spostare il processo al Tribunale dei ministri (ovvero per non far celebrare il processo). Eppure solo col processo ci sarebbe modo di stabilire se certi episodi hanno dietro un reato oppure no.
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