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Annozero, Forse Italia

Fossi stato in Santoro, ieri sera avrei dedicato l'intera puntata agli studenti delle università, alle persone di Pomigliano, di Termini e di tutta quella parte del paese che sa che non solo la crisi non è finita, ma che forse (forse Italia) il futuro sarà pure peggio.

E invece no: ci sono delle regole, le circolari Masi, e dunque si devono invitare anche esponenti della maggioranza come Castelli (il logorroico Castelli) che, almeno, sulla riforma, ha avuto il buon senso di ammettere che si doveva ascoltare e dialogare di più col mondo universitario.
 
Ma la sua presenza era anche di difensore del lavoro del governo: abbiamo salvato il paese dal disastro (e infatti oggi si teme che le prosse speculazioni toccherrano anche l'Italia), il governo va sfiduciato andando ad esprimere il voto negativo davanti alla presidenza (una sorta di forche caudine per i traditori finiani). "Di fronte a questa crisi, tutte le vie d'uscita sono il male", spiegava il sottosegretario.
 
Verrebbe voglia di rispondere con le parole di Mina: "l'importante è finire ...".
 
Dall'altra parte l'esponente dell'Api, Francesco Rutelli, che ha ieri presentato una mozione di sfiducia. Andando avanti così, con una maggioranza azzoppata, si perde solo tempo. Un Berlusconi bis con a capo proprio Berlusconi? Lo esclude Rutelli, che non chiude le porte a Montezemolo.
 
Argomento della puntata il futuro del paese (e di riflesso dell'esecutivo) alla luce degli ultimi avvenimenti: le rivelazioni uscite da Wikileaks (commentate da Federico Rampini); il futuro delle aziende Fiat in Italia, raccontando quando è successo a Detroit con l'arrivo di Marchionne, le proteste degli studenti nel paese.
 
Le parole d'ordine in voga oggi sono produttività, efficienza, merito. Un modello che chiede maggiori sforzi: agli operai cui viene chiesto di lavorare di più, con meno garanzie. Agli studenti, cui vengono tolti fondi per borse di studio, ai ricercatori, cui non viene garantito nulla dopo anni di lavoro.
 
Sarà un modello vincente? Se Marchionne vince, non è detto che vinca anche la signora Pina (operaia di Melfi, che si scambia la cura dei figli col marito, al cambio turno la notte). Se perde Marchionne, allora chi paga il conto? L'AD con stipendio da 4 milioni di euro?
 
I ministri? Forse aveva ragione Monicelli, quando parlava di rivoluzione...
Rivoluzione che non può passare solo dalle piazze e dagli scontri con la polizia (Santoro ha voluto ricordare la professionalità delle forze dell'ordine nei giorni passati).
 
Serve un cambio di mentalità, un azzeramento di persone, delle regole chiare. Servono investimenti in ricerca, università, scuola.
Tutti lo dicono, ma nessuno lo fa: non lo fa il governo, che dimezza fondi in cultura (povero Bondi, alle prese col caso Dragomira), che nomina i propri eletti non in base al merito ma in base alla fedeltà, che piazza le sue persone in Rai, nelle Asl, nelle municipalizzate, nelle Authority.
 
Il caso Wikileaks.
Il fedele alleato degli Stati Uniti, l'amicone di G. Bush, poi si scopre essere una persone su cui l'amministrazione USa ha forti perplessità. Per la sua politica di amicizia con Putin, per la sua politica energetica che ci ha legato a dittatori come Putin e Gheddafi. Che fine ha fatto il presidente che tirava fuori lo spettro del comunismo? La guerra preventiva al terrorismo? In studio un tuffo carpiato di Castelli, per cui è giusto avere per l'Italia una sua politica energetica (e di relazioni) indipendente dagli Usa. Perché B. deve prendere ordini da qualcuno?
 
Ci sarebbe argomento per chiedere all'intelligence di investigare, ha ribattuto Rutelli: per le accuse di complotto (ci sono ragazze pagate per mentire), per approfondire i legami con Russia e Libia. Ci sono altri interessi dietro? In che modo Gheddafi si occupa degli immigrati che attraversano il deserto per sbarcare in Italia? Con dei lager in cui rinchiudere le persone?
 
Il servizio di Formigli a Detroit.
Come si vive alla Chrisler con l'arrivo di Marchionne.
Qui gli operai e i sindacati hanno firmato un accordo in cui rinunciavano a diritti e parte del salario pur di salvare i posti di lavoro.
E oggi, quelli disposti a parlare, dicono di essere orgogliosi del nuovo corso e di lavorare per questa azienda.
Senza lavoro, avrebbero perso tutto, poiché in America non c'è welfare, contratto nazionale, sanità pubblica (come in Italia). Chi sgarra, paga col licenziamento.
Tutto è lindo, sono gli operia stessi a pulire l'impianto, nessuno sciopero, nessuna lamentela.
 
Questo modello può funzionare in Italia?
In studio a confrontarsi sul modello, il sindacalista della Fiom Landini e l’economista Irene Tinagli. Le proposte di Marchionne per la Newco intaccano i diritti dei lavoratori? Secondo la Tinagli no, anzi perseguono l'ottica della maggiore efficienza e produttività. Di altro avviso Landini: ai lavoratori di Mirafiori viene chiesto di firmare un contratto individuale, andando indietro di anni. Guai se nel paese si mette l'idea che per investire nel paese è necessario togliere i contratti nazionali, con la logica del prendere o lasciare.
 
In studio Formigli ha parlato del peso dell'Italia nei bilanci della Fiat del commercialista Marchionne: senza le vendite italiane, per la Fiat ci sarebbe la catastrofe. Nei paesi europei, nessun modello Fiat è nei primi 10 posti. Questo, oltre al crollo del 17% delle vendite dei modelli, dovrebbe far riflettere sui piani futuri del Lingotto.
 
Ma la parte più interessante della serata sono stati gli studenti da Pisa: finalmente non si parla di bunga bunga, escort, riffiani, ma del futuro del paese.
 
Che belle facce quei ragazzi: capaci di parlare di fronte ad una telecamera, articolare un discorso (quanti parlamentari saprebbero fare altrettanto, con parole loro?), spiegare le ragioni delle occupazioni.
 
Perché qui serve essere chiari: si sta togliendo il diritto allo studio, si sta preparando una nuova generazione di precari, sin dalla università (con i prestiti d'onore, che diventerrano dei mutui). Una nuova generazione senza possibilità di emanciparsi, di scegliere, senza diritti.
 
Ricercatori precari a 40 anni, senza alcuna garanzia per il dopo.
All'estero si investe in ricerca, in Germania, nell'America di Obama, nei paesi asiatici emergenti.
 
Qui si investe in auto blu, nelle difese corporative, nel nucleare di vecchia concezione.
 
I brevetti dei professori italiani, che sono scappati all'estero, hanno un valore di 4 miliardi: tale è la stima per la perdita dei cervelli del nostro paese.
 
Chi parla di efficienza, di lotta ai baroni, alle parentopoli oggi, dove era negli anni passati? Parole come merito ed efficienza hanno un suono falsato in mano ai "vecchi" politici dell'Italia di oggi. Persone che invitano gli studenti ad accettare lavori umili: date voi un esempio.



Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.73) 3 dicembre 2010 19:38

    Altro che 20 mld di investimenti per la Fabbrica Italia.
    Alfa, Ferrari e Marelli sono ora i gioielli di famiglia con cui fare cassa.
    La FIAT non è più a Torino. La Nuova Mirafiori diventerà la succursale della Chrysler di Detroit.
    Non bastano le “deroghe” di Pomigliano quando si vuole cancellare il Contratto Nazionale.
    Marchionne (filosofo convertito commercialista) ragiona solo con i margini di profitto e con la prospettiva di capitali freschi. Il governo del fare (Romani e Sacconi) riesce solo ad auspicare la ripresa del dialogo.
    Declassare la politica industriale a dibattito sulle relazioni industriali significa negare il valore ed il senso di Parola e Merito …

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