Trentaquattro anni fa un aereo cubano con 73 persone a bordo veniva fatto esplodere in volo. Era l’attentato più grave della strategia del terrore pianificata dalla Cia contro il governo di Cuba. Una rete criminale sorta con lo sbarco alla Baia dei Porci, estesasi al Vietnam, all’America Latina delle dittature, al Centroamerica dei diritti umani violati. A tesserne le fila, alcuni agenti segreti protagonisti dei grandi scandali degli Stati Uniti. Una santa alleanza del terrorismo internazionale sviluppatasi sotto le ali della famiglia Bush. – 3^ parte
Tutti gli uomini del Vicepresidente
Nonostante il cosiddetto “Rapporto Kerry”, prodotto dalla Commissione d’investigazione del Congresso sulle responsabilità governative dell’Irangate, faccia solo menzione all’allora vicepresidente George W. Bush, i documenti raccolti e le dichiarazioni rese da numerosi funzionari dipartimentali permettono di affermare che il futuro presidente degli Stati Uniti, - l’uomo della Guerra del Golfo contro il “terrorista” Saddam Hussein e della prima grande crociata contro il narcotraffico in America Latina - disimpegnò un ruolo fondamentale nelle operazioni illegali dell’affaire Iran-Contra. Fu George Bush ad avviare i contatti diretti con i dirigenti della Contra e con i presidenti degli stati centroamericani (in particolare Jose Azcona, primo mandatario dell’Honduras), a cui chiese un intervento energico a sostegno dell’aggressione terroristica contro il Nicaragua. È altresì indubbio che l’allora vicepresidente seguì in ogni sua fase lo sviluppo delle operazioni dirette dal colonnello Oliver North, che incontrò costantemente tra il 1983 e il 1986 (34).
George Bush avrebbe avuto anche un ruolo nelle transazioni di armi a favore del regime dell’iman Khomeiny. Il trafficante d’armi saudita Adnan Kashoggi, uno dei maggiori finanziatori dell’operazione di trasferimento dei sistemi missilistici all’Iran, ha dichiarato davanti al Congresso di aver versato, nel gennaio del 1985, all’allora vicepresidente degli Stati Uniti un assegno di 1.000 dollari, come ringraziamento per gli affari miliardari realizzati nella transazione (5).
Bush in persona selezionò parte del personale dell’operazione, privilegiando gli agenti della Cia che si erano distinti in America Latina e nel Sud-est asiatico quando egli era stato a capo dell’Agenzia d’Intelligence (36).
Come abbiamo visto in precedenza, molti di questi agenti avevano in comune origini cubane e un curriculum ventennale in operazioni clandestine contro il regime castrista. Lo stesso George Bush, di cui è stato ipotizzato l’ingresso nella Cia sin dai primi anni ’60, avrebbe cooperato per organizzare la comunità degli esuli cubani di Miami, alla vigilia dello sbarco nella Baia dei Porci. A quel tempo Bush viveva in Texas dove era proprietario di una società petrolifera, ma i suoi spostamenti da Houston a Miami si intensificarono alla vigilia dell’attacco militare a Cuba.