
Per Ermira Gjata, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Tirana, Qirjaqi ha segnato molto il concetto di regia, grazie alle modalità contemporanee dell’interpretazione e del fare teatro. Invece il regista Gëzim Kame si sofferma sulle sue dotti: “Agim era un artista straordinario con una cultura professionale elevata. Era completo come regista, docente, attore e soprattutto il suo modo di interpretare era particolare e originale”.
Affermazione condivisa anche dal regista Dhimiter Anagnosti che lo ricorda come “un grande attore, poliedrico, ottimo sia nei ruoli positivi che in quelli negativi. Un grande uomo, nella sua sensibilità e saggezza”. Nella collaborazione tra i due, rimane indimenticabile il ruolo del direttore fascista interpretato da Qirjaqi nel film di Anagnosti “I papaveri sui muri” (1976).
Un’altra artista che ha collaborato con Qirjaqi, l’attrice Luiza Xhuvani, suo partner in “La morte e la vergine” e “Il giardino delle rondini”, spettacoli teatrali con regia di Kiço Londo, parla dell’esperienza con lui: “Era un partner splendido con caratteristiche molto diverse e particolari dagli altri attori e con un’intelligenza assoluta. Era sempre un piacere averlo come collega. Aveva una natura che non si mescolava mai agli intrighi e alle parole. I parenti hanno perso un famigliare, noi abbiamo perso un collega, ma la nazione ha perso un grande artista”.

“Oggi siamo diventati più poveri – dichiarara il regista Kiço Londo, con il quale l’artista aveva svolto molti lavori nei ultimi anni, – A lui dobbiamo molto sia come artista che come uomo per le soddisfazioni regalataci ogni volta che intraprendeva qualcosa. Ci chiniamo davanti a lui, per la sua grande arte e per essere stato una dei capisaldi del Teatro nazionale che anche grazie al suo contributo continua a crescere.”
L’Attore e regista Agim Qirjaqi è nato nel 1950 a Kolonjë, regione albanese del Sudest. Dopo la laurea all’Accademia delle Belle Arti di Tirana nel 1973, ha iniziato la carriera come attore preso il Teatro Nazionale. Già allora, i colleghi lo consideravano un intellettuale di raro pregio. Ben presto diventerà noto nel mondo cinematografico grazie ai film “Strade Bianche” del 1973 (alb. ‘Rrugë të Bardha’) con regia di Viktor Gjika, “I Papaveri sui muri” (alb. ‘Lulëkuqet mbi mure’) di Dhimitër Anagnosti con il quale vince il primo premio al Festival del Cinema Albanese nel 1977, “L’Ultimo Inverno” del 1976 (alb. ‘Dimri i fundit’) con regia di Kristaq Mitro e Ibrahim Muçaj, “Radiostazione” del 1979 (alb. ‘Radiostacioni’) con regia di Rikard Ljarja.
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